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  • domenica 31 maggio 2015

Serie A, cosa è rimasto in ballo

Il terzo posto se lo giocano Napoli e Lazio, mentre dalla "licenza UEFA" del Genoa dipende la qualificazione all'Europa League

Luis Pedro Cavanda della Lazio e Juan Miguel Callejon del Napoli il 18 gennaio 2015. (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Le ultime partite della 38esima giornata di Serie A – e quindi di tutto il campionato – si giocano domenica sera. La Juventus ha vinto lo Scudetto all’inizio di maggio, mentre Parma, Cagliari e Cesena sono già retrocesse in Serie B: ma restano ancora in ballo due posizioni importanti. Sono il terzo posto, che qualifica ai playoff di Champions League, e il settimo posto, che qualifica per la fase preliminare di Europa League nel caso in cui il Genoa – che è matematicamente sesto in classifica, ultimo posto a qualificare per l’Europa League – non ottenga la licenza UEFA per partecipare alle coppe europee.

Il terzo posto se lo contendono Lazio e Napoli, che domani giocheranno una contro l’altra. Il settimo posto è invece occupato al momento della Sampdoria, che ha tre punti in più dell’Inter. L’Inter potrebbe superare la Sampdoria solo nel caso in cui vincesse in casa contro l’Empoli, e in contemporanea la Sampdoria perdesse in casa contro il Parma. La Fiorentina è attualmente quinta ed è sicura di andare in Europa League, ma è matematicamente certo che non potrà raggiungere il terzo posto.

Il terzo posto
Se lo giocano Lazio e Napoli, che hanno rispettivamente 66 e 63 punti in classifica. La settimana scorsa la Lazio ha perso il derby contro la Roma, da cui adesso dista quattro punti: anche in caso di vittoria, la Lazio non può più arrivare seconda, cosa che avrebbe garantito l’accesso diretto alla prossima Champions League. Contro il Napoli – che però gioca in casa – le basterà anche pareggiare per arrivare terza e giocare i playoff di Champions League. Per qualificarsi ai playoff di Champions League il Napoli dovrà necessariamente vincere: nel caso, arriverebbe a 66 punti e supererebbe la Lazio in virtù del maggior numero di punti ottenuti nei due scontri diretti in questo campionato (all’andata il Napoli aveva battuto la Lazio 1-0).

Fra il terzo e il quarto posto, oltre alle differenze di prestigio fra Champions League ed Europa League, in ballo ci sono molti soldi. Le squadre che partecipano alla fase a gironi della Champions League prendono di base 8,6 milioni di euro dalla UEFA, che possono facilmente diventare 30 o 40, a seconda di quanto si avanza nel torneo. Quelle che prendono parte ai gironi di Europa League ottengono soltanto 1,3 milioni di euro.

La questione Genoa
Il Genoa, che è una delle sorprese del campionato ed è attualmente sesto in classifica, rischia di non disputare l’Europa League. Il 9 maggio la FIGC, la Federazione Italia Giuoco Calcio, ha fatto sapere che il Genoa non ha presentato in tempo alcuni documenti necessari e che di conseguenza non ha ottenuto la cosiddetta “licenza UEFA”: cioè una certificazione che viene rilasciata dalla federazione nazionale che certifica che la squadra che parteciperà alle coppe europee rispetta i criteri sportivi, societari, economici e infrastrutturali richiesti dalla UEFA. Il Genoa ha fatto appello alla decisione della FIGC e ha perso. In seguito ha fatto nuovamente ricorso, ed è attualmente in corso presso il Collegio di Garanzia del CONI il terzo esame della vicenda: l’esame della pratica però non si è concluso, perché giovedì 28 maggio l’avvocato designato dal Genoa per occuparsi della questione non si è presentato al CONI, impedendo di fatto che il Collegio potesse riunirsi e deliberare.

L’avvocato in questione, Carlo Bottari, ha anche fatto sapere che per questioni familiari non avrebbe potuto presentarsi nemmeno il giorno successivo, venerdì 29 maggio. La FIGC ha dovuto presentare alla UEFA la lista di squadre idonee a disputare le coppe europee proprio il 29 maggio, e fra quelle incluse ovviamente non c’è il Genoa. Il Collegio si riunirà per discutere nuovamente del caso il 3 giugno, ma sarà probabilmente troppo tardi affinché la UEFA consideri l’ammissione del Genoa.

Il settimo posto
Nel caso il Genoa non ottenesse la licenza UEFA, il suo posto in Europa League verrebbe preso dalla squadra settima classificata in Serie A. Per il settimo posto sono ancora in ballo Sampdoria e Inter. La Sampdoria giocherà in casa contro il Parma ultimo in classifica, mentre l’Inter giocherà in casa contro l’Empoli. La Sampdoria ha 55 punti, l’Inter 52: in pratica, alla Sampdoria basterà un pareggio per andare in Europa League nel caso al Genoa non venisse concessa la licenza UEFA. L’Inter, però, ha ancora una piccola possibilità.

In Serie A i criteri per decidere quale squadra arriva prima in caso di parimerito sono, a scalare: i punti ottenuti negli scontri diretti, la differenza reti negli scontri diretti, la differenza reti in generale, il numero di gol segnati. Nel caso tutti questi parametri siano pari, la posizione fra le due squadre viene decisa con un sorteggio.

Nel girone di andata l’Inter ha battuto la Sampdoria 1-0, mentre al ritorno la Sampdoria ha battuto l’Inter con lo stesso punteggio. Poiché in questo caso stando ai primi tre criteri Sampdoria e Inter sono pari, si tiene conto della differenza reti in generale: l’Inter in quel caso sarebbe messa meglio, avendo segnato 55 gol e avendone subiti 45 (differenza reti +10). La Sampdoria invece ha segnato 46 gol subendone 40 (+6).