Popcorn Time è vivo e vegeto

Il servizio per vedere illegalmente film e serie tv in streaming è stato chiuso formalmente un anno fa, ma grazie ai suoi cloni è ancora molto usato (e contestato)

Nel marzo del 2014 fece molto discutere Popcorn Time, un software che permetteva di vedere film in streaming istantaneamente tramite BitTorrent, uno dei più diffusi sistemi per condividere file online e ritenuto tra le principali cause della pirateria online. Il servizio fu molto criticato dalle organizzazioni che tutelano il diritto d’autore, perché rendeva ancora più semplice la ricerca e la visualizzazione di film caricati online abusivamente, tanto da spingere i suoi ideatori a mettere offline il programma e a rinunciare all’iniziativa. A distanza di più di un anno dalla sua chiusura, Popcorn Time in realtà continua a esistere e a essere utilizzato da decine di migliaia di persone per vedere film, serie tv e altri video in streaming, quasi sempre in violazione delle leggi sul copyright.

Come è sopravvissuto Popcorn Time
La versione originale di Popcorn Time fu messa offline dai suoi creatori il 14 marzo del 2014 a pochi giorni dall’inizio del suo successo internazionale. La scelta di chiuderlo si doveva alle forti pressioni ricevute dalla Motion Pictures Association of America, l’organizzazione che rappresenta i sei più grandi studi cinematografici di Hollywood: temendo azioni legali costosissime e dall’esito incerto, gli ideatori di Popcorn Time rimossero dal loro sito i link per scaricare il programma, annunciando con un messaggio che non avrebbero più portato avanti il progetto. Il codice di Popcorn Time era però aperto – cioè a disposizione di tutti per modificarlo e integrarlo – e di conseguenza nel giro di poche settimane nacquero diversi cloni (“fork”) del programma che esistono ancora oggi.

In particolare due gruppi di sviluppatori hanno continuato ad aggiornare e a migliorare Popcorn Time, utilizzando tra l’altro lo stesso nome del programma originario, cosa che ha contribuito a creare un po’ di confusione, soprattutto tra gli utenti meno esperti. Una delle versioni alternative più diffuse è PopcornTime.io, attiva dallo scorso anno e resa disponibile in varie edizioni compresa una compatibile con Chromecast, la chiavetta di Google che si attacca al televisore per vedere contenuti in streaming inviati da computer, smartphone o tablet. Nel dicembre del 2014 è stata pubblicata anche un’applicazione compatibile con Android.

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Trovare le versioni alternative di Popcorn Time rispetto all’originale non è molto complicato, basta inserire il nome del programma su Google per ottenere diversi link. Uno dei siti più visitati si chiama popcorn-time.se, nato dopo la sospensione di un altro sito che si chiamava time4popcorn.eu. Il sito ricorda nella grafica il sito originale di Popcorn Time, utilizza la stessa icona e mostra in bella evidenza la scritta “Questo servizio Popcorn Time non sarà mai chiuso. Scaricatelo e godetevelo”. Il programma è disponibile per Windows, Mac OS X, Android, Linux e per le versioni di iOS sbloccate (“jailbreak”). I suoi sviluppatori dicono di avere creato diversi sistemi per mascherare le connessioni degli utenti, in modo che non si possa risalire facilmente a loro nel caso di iniziative legali contro i singoli utilizzatori del servizio.

Popcorn Time e BitTorrent
La versione originale di Popcorn Time era nata come un esperimento tra amici, poi si era evoluta in un progetto partecipativo cui avevano collaborato decine di persone per migliorarlo e renderlo disponibile in diverse lingue. Grazie al loro contributo il servizio era diventato una sorta di Netflix pirata, basato comunque su risorse già disponibili online come la rete di BitTorrent. Le attuali versioni del programma pescano i torrent (cioè le indicazioni per arrivare ai file condivisi online con i film), associano a ogni titolo una locandina e una trama usando database di film disponibili liberamente online. I dati vengono scaricati man mano che si vede il film, che parte quindi istantaneamente, e gli stessi sono ricondivisi sulla rete BitTorrent in modo da aumentare la loro disponibilità e ridurre i tempi di caricamento.

Popcorn Time sul browser
Alla fine della scorsa settimana ai vari programmi per usare Popcorn Time si è aggiunto un sito, realizzato per vedere gli streaming direttamente all’interno del proprio browser senza la necessità di scaricare e installare un programma a parte. Il servizio, che si chiamava “Popcorn in Your Browser” è durato pochissimo tempo, ma non per motivi legali: era un esperimento attivo su una serie di server in prova, ma la domanda è stata talmente alta da saturare la banda a disposizione, portando alla chiusura anticipata della fase di prova dei server. Il servizio non è quindi più disponibile, ma è probabile che a breve ne siano realizzati dei cloni, considerato il successo della versione originale. La possibilità di vedere gli streaming direttamente nel browser aumenterebbe enormemente la popolarità di Popcorn Time, cosa che di sicuro non piacerà alle organizzazioni che tutelano il diritto d’autore. I siti possono comunque essere messi offline od oscurati molto più facilmente di un servizio basato su un programma a parte.

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Contenziosi
Dallo scorso anno sono state avviate diverse iniziative legali per impedire a Popcorn Time di continuare a esistere. A fine aprile l’Alta Corte di Londra, nel Regno Unito, ha imposto ai fornitori di connessioni a Internet (provider) britannici di rendere irraggiungibili i siti che mettono a disposizione il programma; una soluzione simile era stata assunta tempo fa per “The Pirate Bay”, uno dei più grandi motori di ricerca per trovare i torrent per avviare il download di contenuti. Proprio come per “The Pirate Bay”, il divieto non si è rivelato particolarmente inefficace: basta infatti impostare il proprio browser per fingere di essere collegati da un altro paese per superare il blocco dei provider e ottenere l’accesso ai siti da cui si scarica Popcorn Time.

La decisione assunta dai giudici nel Regno Unito è stata comunque la prima nel suo genere per quanto riguarda Popcorn Time. La scorsa settimana il governo di Israele ha assunto un provvedimento simile, bloccando gli accessi ai download di Popcorn Time, in seguito a una causa intentata da una delle principali emittenti via cavo del paese. Bloccare tutti i siti che offrono i download è comunque impossibile e l’oscuramento non può essere tecnicamente esteso al programma in sé, quindi chi lo aveva già scaricato può continuare a vedere film in streaming anche nei paesi in cui è stato applicato un blocco.

In Germania le cose sono andate diversamente: diversi utilizzatori di Popcorn Time sono stati identificati e hanno ricevuto richieste di danni intorno ai mille euro per avere violato le leggi sul copyright. La cifra molto alta è dovuta al fatto che le leggi federali tedesche puniscono severamente la distribuzione illecita di contenuti protetti dal diritto d’autore. Oltre a scaricarlo, quando si vede un film su Popcorn Time si mette lo stesso a disposizione degli altri utenti tramite il proprio computer, quindi si contribuisce attivamente alla sua diffusione (cosa che del resto avviene sempre con i torrent), cosa di cui molti utenti non sono consapevoli.

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