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Un tribunale dell’Afghanistan ha condannato a morte quattro persone, colpevoli di aver partecipato all’omicidio per linciaggio di una donna conosciuta come Farkhunda. Altri otto uomini condannati a 16 e 18 anni sono stati assolti. Nel processo sono imputate altre 49 persone, tra cui 19 agenti di polizia.
La donna – identificata solo con il nome di Farkhunda – aveva 28 anni. Il 19 marzo era stata picchiata a morte vicino a una delle più conosciute moschee del centro di Kabul. Il suo corpo era stato trascinato da una macchina, poi bruciato e gettato nel fiume (ci sono diversi video girati con i cellulari che testimoniano quanto accaduto). Era stata ingiustamente accusata da un mullah di avere bruciato alcune pagine di una copia del Corano, ma non c’era alcuna prova – è stato detto ufficialmente – a sostegno di questa tesi. Un poliziotto che aveva assistito alla scena aveva dichiarato che Farkhunda stava semplicemente discutendo con il mullah la pratica di incoraggiare le donne a spendere denaro per amuleti venduti dai mullah stessi al tempio. Dopo essere stata accusata di aver bruciato il Corano, lei aveva negato. Nel frattempo, sempre più persone erano state attratte dalla lite, la polizia aveva cercato di respingerle, ma ormai erano fuori controllo».
L’uccisione ha portato a molte proteste.


