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  • lunedì 20 Aprile 2015

Inizia il processo contro Alba Dorata

Sessantanove membri del partito greco di estrema destra, tra cui diversi parlamentari, sono accusati di appartenere a un'organizzazione criminale: le udienze si svolgeranno in una prigione

Aggiornamento delle ore 12.00 – Il processo a 69 membri di Alba Dorata accusati di appartenere a una “organizzazione criminale” è stato interrotto subito dopo l’inizio della prima udienza e aggiornato al 7 maggio: uno degli imputati non aveva un avvocato. Nel frattempo, alcuni testimoni chiamati a deporre al processo sono stati aggrediti fuori dal carcere dove si svolge il processo da alcuni sostenitori del partito. In aula erano comunque presenti 44 degli imputati.

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Lunedì 20 aprile è iniziato il processo a 69 membri di Alba Dorata accusati di appartenere a una “organizzazione criminale”. Alba Dorata è un partito politico greco di estrema destra – dalle idee neonaziste e xenofobe – che esiste dal novembre del 1993, che dal 2012 si trova in Parlamento e che alle elezioni legislative dello scorso gennaio ha ottenuto il 6,28 per cento dei voti, diventando il terzo del paese.

Le udienze si svolgeranno nella prigione di Korydallos, a sud-ovest di Atene, dove è stato istituito un tribunale speciale. La maggior parte degli imputati è stata arrestata infatti nel corso di una vasta operazione di polizia nel settembre del 2013 e si trova nel carcere di Korydallos (nove di loro sono in regime in custodia cautelare, che in Grecia ha la durata massima di 18 mesi). In questi giorni ci sono state diverse proteste della comunità locale, preoccupata per i disagi che il processo potrebbe causare e in particolare per il grande interesse dei media di tutto il mondo. Prima dell’inizio dell’udienza è prevista una grande manifestazione fuori dal carcere, per fare pressione sul governo affinché sposti il processo in un altro luogo. Finora il ministero della Giustizia ha detto di non aver però trovato una valida alternativa.

Dei 69 imputati, 18 sono parlamentari eletti alle legislative del giugno 2012 e 13 di loro sono parlamentari anche oggi: tra gli altri ci sono il leader del partito Nikolaos Michaloliakos, l’ex portavoce Elias Kassidiaris (noto per aver schiaffeggiato una politica di sinistra durante un dibattito televisivo) o il deputato Christos Pappas che nel maggio del 2013, in occasione dell’anniversario del suicidio di Hitler e di Eva Braun, aveva elogiato apertamente Hitler in quanto «visionario dell’Europa unita». I leader di Alba Dorata che fanno parte dei 69 imputati saranno processati per «costituzione e appartenenza a un’organizzazione criminale». Accanto a loro, gli altri membri o sostenitori del partito saranno giudicati per la loro «appartenenza a un’organizzazione criminale». Se alla fine del processo – che dovrebbe durare diversi mesi – verrà stabilito che si tratta effettivamente di un’organizzazione criminale, Alba Dorata potrebbe essere interdetta e gli imputati essere condannati anche a 20 anni di prigione. Sul suo sito web, Alba Dorata descrive questo processo come un «vasto complotto politico e giudiziario» contro il partito.

Il procuratore greco Isidoros Doyiakos indaga da molto tempo sul partito, soprattutto a partire dal settembre del 2013 quando uno dei membri di Alba Dorata fu accusato di avere accoltellato Pavlos Fyssas, rapper di sinistra, uccidendolo. Al termine delle indagini, Doyiakos aveva formulato una richiesta composta da un fascicolo di circa 700 pagine contro i membri del partito – eletti o no in Parlamento – e accusati di usare Alba Dorata come uno strumento politico per portare avanti le loro attività illecite. Tra le accuse ci sono alcuni presunti omicidi, il ferimento di diverse persone con armi di vario tipo, ripetuti attacchi contro immigrati, omosessuali e attivisti di sinistra e minoranze etniche presenti in Grecia.

Dimitri Psarras, giornalista e autore di un libro su Alba Dorata, ha detto che «c’è un grande interesse della popolazione per questo processo perché per la prima volta un partito politico è accusato di essere e agire come un’organizzazione criminale. Allo stesso tempo si comincia a prendere coscienza che si tratta di uno scandalo che un’organizzazione nazista abbia preso la forma di un partito politico “normale” in Grecia». Psarras ha anche spiegato che la procura ha raccolto molte prove convincenti sulle attività criminali dell’organizzazione e sulle singole responsabilità. Tuttavia, Psarras ha precisato che se il partito e gli imputati verrano assolti «Alba Dorata ne uscirà certamente più forte. Nel caso – improbabile – che i leader dell’organizzazione vengano assolti, i battaglioni d’assalto nazisti si riorganizzeranno. E sarebbe una tragedia per la società greca».