Fredric Brandt, una serie tv e un suicidio

Un famoso "chirurgo delle star" si è ucciso due giorni fa: i suoi amici dicono che c'entra anche la nuova serie tv di Tina Fey che lo prendeva in giro

di Michael E. Miller – Washington Post

Fredric Brandt non ci ha messo molto a riconoscersi in uno dei personaggi di Unbreakable Kimmy Schmidt, la nuova serie tv ideata da Tina Fey – la comica americana famosa tra le altre cose per la sua imitazione di Sarah Palin al Saturday Night Live, e già autrice e protagonista della serie tv 30 Rock – prodotta da Netflix. La somiglianza era impressionante: i capelli biondo platino, la fronte luccicante, gli zigomi tirati, la pelle liscia, persino il cognome, “Grant”. Fredric Brandt, un dermatologo esperto di botox che è stato in grado di ringiovanire star come Madonna, si è ucciso domenica mattina nella sua villa di Miami. Aveva 65 anni.

Nei due giorni che sono trascorsi dalla sua morte si è parlato molto del ruolo che il personaggio caricaturale di Unbreakable Kimmy Schmidt ha avuto nel suo suicidio. Uno dei portavoce degli agenti di Brandt ha detto che la nuova serie tv di Tina Fey ha avuto un effetto molto pesante sul suo cliente. Un altro dei suoi portavoce, Jacquie Tractenberg, ha invece detto al Miami Herald che Brandt «non si è suicidato a causa della serie tv». Ma ha proseguito dicendo: «Sicuramente quella parodia non ha migliorato la situazione. Era un concentrato di cattiverie gratuite nei suoi confronti, che l’hanno fatto sentire bullizzato, ma soffriva di depressione già da qualche tempo».

Reso celebre tanto dal suo inquietante look quanto dalla sua abilità con creme e filler di vario genere, Brandt era nato e cresciuto a Newark (New Jersey) e i suoi genitori possedevano un negozio di caramelle. Al New York Times aveva raccontato che da piccolo «era un bambino diverso» e che gli piaceva trascorrere il tempo a studiare gli elettrodomestici per scoprirne il funzionamento. Dopo la morte dei suoi genitori, Brandt si iscrisse a medicina a Philadelphia e successivamente aprì il suo studio privato a Miami. Viaggiava spesso per andare a trovare i suoi pazienti nelle altre città, soprattutto a New York. La fama vera e propria arrivò quando Madonna iniziò a elogiare pubblicamente il suo lavoro. «Se ho ancora una bella pelle», ha detto una volta Madonna al New York Times, «è solo grazie a lui».

Brandt aveva sviluppato una propria linea di creme e prodotti per la pelle, della quale lui stesso era cliente. «Sono stato una specie di pioniere: ho cercato di oltrepassare il limite conosciuto per scoprire in che modo certi materiali potevano funzionare e influire sull’aspetto fisico», ha detto. «Se potessi cambiare qualcosa del mio lavoro passato però utilizzerei meno botox, perché non è bello sembrare imbalsamati». Brandt non era certo un tipo timido, e anzi gli piaceva apparire sulle copertine dei giornali o partecipare alle feste più in voga a Miami e a New York. Le persone vicine a lui raccontano però che ultimamente era caduto in depressione e che la parodia di Unbreakable Kimmy Schmidt aveva peggiorato le cose.

 

La serie tv di Tina Fey racconta la storia di Kimmy Schmidt, una ragazza ventinovenne che dopo un sequestro durato quindici anni viene liberata e decide di trasferirsi a New York. Tra i vari personaggi con cui interagisce c’è anche il dottor Grant (pronunciato “Franff”, per via delle difficoltà a parlare dovute al botox), interpretato da Martin Short, che dopo aver visitato per alcuni secondi Kimmy Schmidt si offre subito di lavorare sulla sua giovane faccia. Anche secondo Susan Biegacz, un’altra portavoce di Brandt, questa parodia ha avuto un impatto devastante su di lui.

«Era depresso», ha detto alla rivista People un’altra fonte vicina a Brandt. «La serie tv l’ha ferito? Certo, era una rappresentazione meschina che si prendeva gioco di lui per il modo in cui appariva. Insomma, questo è bullismo e non avrebbe fatto piacere a nessuno. Ma nonostante ciò lui era malato: soffriva di depressione». «Non era l’unica cosa che lo faceva soffrire, era una delle tante», ha detto sempre la stessa persona a People. «Ne è rimasto colpito e ferito, ma non è questo il motivo per cui si è ucciso».

Uno dei clienti di Brandt ha invece detto al New York Daily News che Unbreakable Kimmy Schmidt l’aveva fatto piangere. «Era una persona sensibile e difficilmente avrebbe potuto sopportare tutto questo. E cosa c’entra se era pieno di botox? Non mi sorprende affatto che l’interpretazione di Martin Short l’abbia sconvolto». «Era depresso e lo era già da un po’, ma la serie gli ha dato il colpo di grazia» ha detto un altro amico di Brandt al Daily News. «Stiamo parlando di Netflix, e quindi di una serie tv che fa il giro del mondo: non di una persona qualunque che ti prende in giro alle spalle».

Qualunque sia la causa, Brandt si è ucciso nella notte tra sabato e domenica. Il corpo è stato ritrovato da un amico. Secondo il rapporto della polizia di Miami, da dieci giorni Brandt era in cura da uno psichiatra; quell’amico si trovava con lui proprio perché temeva che potesse uccidersi.

Molte delle celebrità che si erano fatte ritoccare da Brandt hanno espresso su Twitter la loro tristezza per la morte dell’uomo soprannominato “il barone del botox”, e stanno ancora cercando un modo per conciliare il ricordo di quel medico felice e sempre pronto a divertirsi con la tristezza della sua morte. «Voglio che la gente senta di non essersi arresa e di essere ancora in gioco», ha detto una volta Brandt al New York Times: «perché questo sia possibile, è importante eliminare i segni della fatica e della tristezza dal volto per apparire riposati e felici».

foto: Frederic Brandt. (Cindy Ord/Getty Images)

@ Washington Post 2015