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  • sabato 4 aprile 2015

L’ultimo mercante di ghiaccio dell’Ecuador

Un documentario pubblicato di recente dal New York Times racconta la vita dell'unica persona rimasta a fare un mestiere antichissimo, e oggi poco redditizio

Il sito del New York Times ha pubblicato un cortometraggio intitolato El Último Hielero (“L’ultimo mercante del ghiaccio”), girato dal regista americano Sandy Patch e presentato al Festival di Tribeca del 2012. Il film è incentrato sulla storia del 70enne Baltazar Ushca Tenesaca, l’ultima persona rimasta in Ecuador a commerciare il ghiaccio che si forma naturalmente sul monte Chimborazo, la più alta montagna ecuadoriana (è alta circa 6268 metri e si trova nella zona centrale dell’Ecuador). Nonostante il film sia del 2012, il New York Times lo ha pubblicato in occasione di una collaborazione con il sito di raccolta fondi Kickstarter: nelle prossime settimane verranno pubblicati altri cinque documentari di successo diffusi in questi anni e finanziati parzialmente con Kickstarter. In occasione della nuova pubblicazione, lo stesso regista Patch ha aggiunto un po’ di cose sulla storia di Tenesaca.

Patch racconta che ancora oggi Tenesaca si reca due volte a settimana sul Chimborazo per rifornirsi di ghiaccio, che in seguito vende ai commercianti che lo usano per produrre granite e gelati. Per secoli i “mercanti del ghiaccio” hanno svolto lo stesso lavoro che oggi fa Tenesaca. Negli anni però, il suo mestiere è stato soppiantato dalla progressiva diffusione di macchine per produrre artificialmente il ghiaccio. Nel video, Tenesaca spiega che «il ghiaccio che si forma naturalmente su Chimborazo è il migliore, il più dolce e gustoso. È anche pieno di vitamine, che fanno bene alle ossa».

Anni fa circa quaranta persone facevano il mestiere di Tenesaca, compresi due suoi fratelli che oggi lavorano rispettivamente come muratore e come gelataio: oggi Tenesaca è rimasto solo, anche a causa degli scarsi guadagni del mestiere. Il New York Times scrive che Tenesaca viene pagato 2,5 dollari ogni 36 chili di ghiaccio, che raccoglie grazie a un piccone e trasporta giù dal Chimborazo grazie ad alcuni asini. Guadagna non più di 25 dollari a settimana. Patch racconta che oggi la comunità indigena di Chimborazo, di cui fa parte Tenesaca, «continua ad essere incredibilmente bella e dalla profonda tradizione: eppure, fa parte della fascia più povera della popolazione dell’Ecuador, e dispone di poche opportunità lavorative».