Francesco Piccolo su Maurizio Landini: «È un reazionario»

Lo ha definito così in un'intervista sullo Huffington Post in occasione della presentazione del suo nuovo libro, "Momenti di trascurabile infelicità"

Lo scrittore Francesco Piccolo, vincitore del premio Strega con il suo romanzo “Il desiderio di essere come tutti“, ha dato un’intervista allo Huffington Post in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, “Momenti di trascurabile infelicità“. Piccolo ha parlato delle attuali divisioni nel centrosinistra e in particolare di quelle tra Maurizio Landini, il segretario della FIOM (il sindacato dei metalmeccanici della CGIL) e il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Oggi Landini è in strada, Renzi a Palazzo Chigi: due sinistre armate l’una contro l’altra.
È uno scontro che si apre ogni volta che la sinistra si fa concreta, diventa di governo, e deve mettere in atto le cose. Di fronte a questo appuntamento, in cui ci si espone alla fragilità del non farcela, c’è sempre nella sinistra un risveglio di purezza. Contrapporre alla fragilità della concretezza la purezza degli ideali è una strada seducente, irresistibile. Stavolta tocca a Landini incarnarla. L’anno scorso è toccato a Tsipras. Prima era stato Bertinotti. Il fatto è che c’è una sinistra che ogni volta che si è di fronte alla realtà insorge e dice: “Vedete? Appena ci mettiamo a far cose concrete perdiamo verità, coerenza, forza. Torniamo alle origini!”.

Sta dicendo che intestandosi questo richiamo della foresta Landini sta diventando reazionario?
Non c’è dubbio che lui sia un reazionario. Ma non è questo il punto: il punto è che Landini si inscrive in una storia, la storia della sinistra dalle idee inermi. Attenzione: sono idee non solo rispettabili ma anche condivisibili. Ma sono inermi, perché non si misurano mai con la loro realizzazione. Anzi, è proprio nell’opporsi alla concretezza che trovano vigore. È come fermarsi a dormire in una casa sicura anziché rischiare condizioni precarie per raggiungere una casa migliore.

È una condanna alla sconfitta?
Certo. Ma non bisogna nemmeno sopravvalutare Landini. In questo momento è la novità, e sembra che stia costruendo la nuova, grande sinistra italiana. Ma non è così. Landini è sovrastimato. Decisamente sovrastimato.

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