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  • venerdì 20 marzo 2015

Il video dell’uomo ucciso dalla polizia sulla porta di casa, a Dallas

Circola da qualche giorno ed è abbastanza impressionante: risale al 2014 e sta facendo parlare di nuovo dei metodi della polizia americana contro i neri

Negli ultimi giorni diversi giornali internazionali si sono occupati di un video girato nel 2014 a Dallas, negli Stati Uniti, che mostra degli agenti di polizia che sparano a un uomo nero con disturbi mentali sulla soglia di casa sua.

Il 14 giugno del 2014 Shirley Marshall, madre di Jason Harrison – uomo di 38 anni con disturbi diagnosticati di bipolarismo e schizofrenia – aveva chiamato il 911 dicendo che il figlio si stava comportando in modo preoccupante: specificando la sua situazione clinica e dicendo che probabilmente aveva bisogno di essere ricoverato. Quando i due poliziotti sono arrivati, hanno suonato il campanello, la donna ha aperto ed è uscita di casa. Dietro di lei c’era il figlio, fermo sulla soglia con un cacciavite in mano. Gli agenti gli hanno urlato di posare il cacciavite ma dopo circa sei secondi, e senza una evidente minaccia, gli agenti gli hanno sparato e lo hanno ucciso. L’autopsia ha rilevato sei proiettili al petto, al braccio e alla schiena. Lo scorso ottobre, la famiglia di Jason Harris ha fatto causa ai due agenti (rientrati in servizio) e contro la città di Dallas. Nel video si sente la madre urlare «Avete ucciso mio figlio»; la versione estesa fa sentire anche la voce di uno degli agenti dire: «Che facciamo, lo ammanettiamo?».

Attenzione, il video contiene immagini forti:

Da mesi si discute negli Stati Uniti dei metodi utilizzati dagli agenti di polizia coinvolti in diversi episodi di violenza soprattutto contro uomini neri. L’ultimo di cui si è parlato in ordine di tempo riguarda la polizia di Los Angeles, che all’inizio di marzo ha sparato e ucciso un senzatetto con problemi mentali sospettato di aver compiuto una rapina. Il Dipartimento della Polizia di Dallas viene segnalato come uno dei principali per uso eccessivo della forza, in particolare contro le persone nere. Tra il 2003 e il 2013, scrive un giornale locale, la polizia ha sparato e ucciso 57 persone: il 70 per cento apparteneva a una «minoranza etnica».

La discussione non riguarda solamente i non-bianchi, ma anche le persone che hanno disturbi mentali. Il fratello di Jason Harrison ha detto che il video mostra chiaramente come la polizia non sia generalmente in grado di trattare con i malati mentali: «Questo video è un esempio perfetto da utilizzare per la formazione degli agenti: un esempio perfetto di cosa non fare». Non ci sono statistiche ufficiali o dati nazionali affidabili, ma secondo un’inchiesta giornalistica basata su rapporti locali almeno la metà delle persone uccise dalla polizia a livello nazionale aveva una qualche forma di disabilità mentale.

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