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  • mercoledì 11 Marzo 2015

Cosa succede in Birmania?

Ci sono stati scontri tra studenti e polizia, e più di 100 arresti: c'entra una riforma dell'università ma più in generale il complicato passaggio dalla dittatura alla democrazia

Da alcune settimane molti studenti birmani stanno protestando contro una riforma proposta dal governo che riguarda le università: secondo gli studenti, la legge avrà l’effetto di indebolire notevolmente l’indipendenza e le libertà delle università. Gli studenti hanno organizzato una lunga marcia partita dalla città di Mandalay e che doveva arrivare a Yangon (oltre 700 chilometri): circa una settimana fa il corteo è stato però fermato dalla polizia a Letpadan, dove poliziotti e manifestanti si sono scontrati. La polizia ha arrestato almeno 100 persone.

Nei giorni scorsi la polizia e gli studenti avevano raggiunto un accordo che stabiliva che martedì i manifestanti avrebbero potuto ricominciare a marciare verso Yangon. Un testimone ha raccontato a Reuters che gli scontri sono iniziati quando l’accordo è saltato, e non è chiaro il motivo: la polizia ha caricato il corteo di studenti e ha rincorso alcuni manifestanti fino a dentro un monastero. Studenti e poliziotti, scrive Reuters, si sono lanciati oggetti con delle fionde. La polizia ha arrestato 127 studenti, ha detto il ministro dell’Informazione della Birmania, e li ha portati a un tribunale di Letpadan. Sono stati arrestati anche dei giornalisti ma non si conosce né il numero né la loro identità.

In passato Yangon, la più grande città della Birmania e capitale del paese fino al 2005, è stato il posto dove si sono sviluppati di più i movimenti studenteschi a favore della democrazia, tra cui quello del 1988 poi violentemente represso dal governo militare. In Birmania dal 2011 c’è un governo formato anche da civili, che ha messo fine a 49 anni di regime militare. Da allora è stato avviato un graduale processo di apertura e riforme, che però è molto lento e complicato. Il governo degli Stati Uniti, che sostiene l’attuale governo, ha detto di essere molto preoccupato per quello che sta succedendo in Birmania. Le violenze sono state condannate anche da una delegazione dell’Unione Europea. Gli studenti birmani, scrive il corrispondente di BBC Jonah Fisher, chiedono che venga dato più potere alle università, che venga garantito il diritto degli studenti a riunirsi in associazioni e sindacati e che vengano insegnate anche le lingue delle minoranze etniche del paese.