De Luca ha vinto le primarie PD in Campania

L'attuale sindaco di Salerno ha ottenuto il 52 per cento dei voti, superando lo sfidante Cozzolino grazie a un larghissimo vantaggio ottenuto nella sua provincia

Vincenzo De Luca, attuale sindaco di Salerno, ha vinto le primarie del Partito Democratico in Campania: secondo i dati provvisori – quelli ufficiali arriveranno in mattinata – De Luca ha ottenuto il 52 per cento dei voti. Sarà dunque lui il candidato del centrosinistra che sfiderà l’attuale presidente Stefano Caldoro (di centrodestra) alle elezioni regionali del prossimo maggio.

Andrea Cozzolino, che ha partecipato con De Luca alle primarie, ha ottenuto circa il 44 per cento dei voti; il socialista Marco Di Lello solamente il 4. Nella provincia di Salerno De Luca ha vinto con un margine larghissimo, ottenendo il 73 per cento dei voti: questo vantaggio gli ha permesso di vincere le primarie nonostante abbia ottenuto meno voti di Cozzolino a Napoli, città più grande e capoluogo di regione. L’affluenza è stata definita «ottima» da Lorenzo Guerini, vice segretario del PD: 156mila persone sono andate a votare (65mila a Napoli, 50mila a Salerno, 11mila ad Avellino, 18mila a Caserta e 12mila a Benevento). Dopo l’esito del voto De Luca ha detto: «È stata una sfida eroica, sarà una rivoluzione democratica. È stato un voto libero: si apre una fase di unità e concretezza dei programmi. Non sarà una passeggiata, ma sono fiducioso». Poi ha aggiunto: «Vorrei ringraziare la segreteria regionale e nazionale che hanno dato fiducia ai campani con un momento di grande partecipazione. Abbiamo ripristinato l’onore del partito campano. Grazie anche a Di Lello e Cozzolino. Si chiude una fase e si apre la stagione dell’unità e della responsabilità. Ma la campagna elettorale comincia adesso».

Vincenzo De Luca non è considerato particolarmente vicino all’attuale segreteria del partito e al presidente del Consiglio Matteo Renzi: è comunque uno dei più noti e popolari politici campani e in passato ha avuto rapporti molto complicati anche col centrosinistra e il PD, soprattutto all’inizio della sua carriera di sindaco. Ha 65 anni, è stato rieletto sindaco di Salerno nel maggio 2011 con il centrosinistra ed è arrivato al suo quarto mandato da sindaco, al quale ha alternato due elezioni alla Camera (2001 e 2006) e una breve esperienza al governo. Il 2 maggio 2013 De Luca era stato nominato viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti del governo Letta, senza mai però ricevere le deleghe né dimettersi da sindaco, ed era decaduto così per incompatibilità tra le due cariche dopo un procedimento dell’Antitrust.

De Luca si era candidato alla presidenza della regione già nel 2010, venendo sconfitto però da Stefano Caldoro del PdL. Ci sono stati diversi procedimenti giudiziari a suo carico: alcuni sono stati prescritti, per altri è stato assolto, per altri ancora condannato (quello, per esempio, del luglio 2010 per questioni inerenti agli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno). Ci sono anche dei procedimenti in corso: il principale riguarda la costruzione del Crescent, un complesso urbanistico sul lungomare di Salerno per il quale De Luca era stato rinviato a giudizio lo scorso novembre. A gennaio De Luca era stato condannato in primo grado a un anno di prigione per abuso d’ufficio e era anche stato interdetto per un anno dai pubblici uffici. Era decaduto per alcuni giorni dalla carica di sindaco, poi aveva presentato ricorso al TAR contro la sospensione e i giudici amministrativi l’avevano annullata, reintegrandolo.

Le primarie in Campania sono state molto complicate da organizzare: erano state rinviate per quattro volte a causa di ritardi nel mettersi d’accordo con gli altri alleati della coalizione e per problemi organizzativi. In realtà era abbastanza chiaro che il PD aveva cercato di mettere d’accordo i leader locali del partito per trovare un candidato unitario, senza successo. Un altro problema riguardava quello dello svolgimento stesso del voto: già in passato, durante le primarie per eleggere il candidato sindaco di Napoli, alcuni esponenti del PD avevano accusato i loro rivali di aver comprato i voti di alcuni immigrati, cittadini cinesi o dello Sri Lanka. Alla vigilia del voto lo scrittore Roberto Saviano, nato e cresciuto in Campania, aveva pubblicato un video sulla sua pagina Facebook in cui invitava gli elettori del PD a non andare a votare alle primarie.

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