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  • sabato 14 Febbraio 2015

In Ucraina si combatte prima della tregua

Alle 23 ora italiana entrerà in vigore il cessate il fuoco: i ribelli stanno attaccando la città di Debaltseve, ci sono scontri anche nella zona di Mariupol

Lungo tutto il fronte che separa l’esercito ucraino dai ribelli filo-russi sono in corso pesanti scontri quando mancano poche ore all’entrate in vigore della tregua decisa questa settimana a Minsk, in Bielorussia. La tregua entrerà formalmente in vigore alla mezzanotte di domenica 15 febbraio, le 23 ora di sabato ora italiana. L’esercito ucraino ha detto che nelle ultime 24 ore 7 militari ucraini sono stati uccisi e altri 23 sono stati feriti. Alcuni giornalisti dicono che gli scontri principali sono in corso vicino alla città di Mariupol, nel sud dell’Ucraina, e intorno a Debaltseve, a circa 70 chilometri a nord-est dalla città di Donetsk, nell’omonima regione.

La situazione è molto tesa soprattutto a Debaltseve, una piccola cittadina controllata dall’esercito ucraino e bombardata da settimane dai ribelli. Il capo dei ribelli filo-russi di Donetsk, Alexander Zakharchenko, ha detto che gli scontri tra esercito ucraino e ribelli si sono fermati lungo tutto il confine dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, ma stanno continuando proprio a Debaltseve perché «gli accordi di Minsk non dicono nulla a proposito di Debaltseve». Zakharchenko ha detto di considerare Debaltseve una zona “interna” alla Repubblica Popolare di Donetsk e per questo esclusa dagli accordi di Minsk che riguardano invece le zone del fronte.

La situazione in Ucraina al 12 febbraio: mappa del Consiglio della Difesa ucraino
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Debaltseve si trova in fondo a un profondo “saliente” all’interno del territorio controllato dai ribelli – un “saliente”, in gergo militare, è una rientranza nella linea del fronte che si espande all’interno del territorio nemico. Debaltseve è contesa anche perché è un nodo ferroviario piuttosto importante. I ribelli hanno più volte detto di avere circondato le truppe ucraine tagliando alla base il loro collegamento con il resto dell’esercito mentre il governo ucraino ha sempre negato questa circostanza.

La tregua che dovrebbe entrare in vigore questa notte prevede la fine dei combattimenti, il ritiro dall’Ucraina dei combattenti stranieri e il ritiro degli armamenti pesanti (cioè armi con un calibro superiore ai cento millimetri: la gran parte dei carri armati e dell’artiglieria lanciarazzi) di almeno 25 chilometri dal fronte. Si dovrebbe quindi creare un’area di cinquanta chilometri tra gli armamenti pesanti dei due eserciti. L’accordo di Minsk ha stabilito solo alcuni dettagli della tregua, ma ha lasciato fuori i punti su cui c’è più disaccordo, come il futuro assetto dell’Ucraina. Molti giornalisti che seguono da mesi la crisi ucraina sono piuttosto scettici sulla possibilità che la tregua venga effettivamente rispettata.

Fino ad oggi la guerra in Ucraina ha causato almeno 5.300 morti e ha costretto più di un milione di persone ad abbandonare le loro case. Gli scontri, concentrati nelle regioni orientali dell’Ucraina dove una significativa parte della popolazione parla russo, sono cominciati nella primavera del 2014. I ribelli sono sostenuti dalla Russia, che ha fornito loro molte armi e mezzi pesanti. Diversi elementi indicano che in alcune occasioni l’esercito russo ha direttamente appoggiato i ribelli e che molti cittadini russi, tra cui alcuni militari, hanno combattuto e combattono ancora in Ucraina accanto ai ribelli.