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  • mercoledì 11 Febbraio 2015

Il bombardamento di Kramatorsk

È stato attaccato il comando dell'esercito ucraino nelle regioni dell'est e la zona residenziale circostante, sono morte 15 persone, le foto fanno impressione

Martedì 10 febbraio è stata bombardata la città di Kramatorsk, città dell’Ucraina dell’est ancora sotto controllo ucraino. L’attacco era mirato contro la principale sede dell’esercito ucraino nella zona ma ha colpito anche una zona residenziale: quindici persone, tra civili e soldati, sono state uccise e 63 persone sono rimaste ferite. Oggi a Minsk, in Bielorussia, cominceranno una nuova serie di colloqui sulla guerra nell’Ucraina dell’est: saranno presenti i delegati della Russia e dell’Ucraina e i rappresentanti della Germania e della Francia. Nelle ultime settimane i combattimenti si sono nuovamente intensificati, con l’impiego da entrambe le parti di carri armati e artiglieria.

Attenzione: le fotografie mostrano dei cadaveri.

Il presidente ucraino Petro Porošenko ha interrotto una sessione parlamentare per annunciare che il quartier generale dei soldati impegnati nei combattimenti nelle regioni separatiste di Donetsk e Luhansk era stato colpito dai razzi. I separatisti, da parte loro, hanno par­lato di «pro­vo­ca­zione» dicendo «noi non spa­riamo sulle città e sulla popo­la­zione civile» e dichiarato di non avere i mezzi per condurre un attacco di quel tipo. La dire­zione dei lanci farebbe sup­porre una pro­ve­nienza da Horlivka, città controllata dai ribelli che si trova a circa 50 chilometri di distanza da Kramatorsk, ma non ci sono state conferme ufficiali. Un funzionario del ministero degli Affari Esteri ucraino, Dmytro Kouleba, ha spiegato che Kramatorsk è stata «colpita con un Tornado, il nuovissimo sistema russo di lancio multiplo di razzi: l’Ucraina non ne possiede». Il raggio di azione di quest’arma varia a seconda del modello, ma va dai 20 ai 90 chilometri.

Nel frattempo, a sud della linea del fronte, le truppe ucraine hanno annunciato di aver ripreso il controllo di tre villaggi a est del porto di Mariupol, città di circa 450 mila abitanti che si trova tra la Crimea – la regione ucraina che diversi mesi fa è stata occupata e annessa dalla Russia – e il confine orientale del paese: per diverso tempo Mariupol, sotto il controllo dell’Ucraina, è stata lontana dagli scontri, ma con gli attacchi dello scorso agosto i ribelli filo-russi hanno aperto un nuovo fronte che in pochi giorni è arrivato a qualche chilometro dalla città, che è stata direttamente bombardata lo scorso gennaio. Un portavoce dell’esercito ucraino ha detto che sono in corso «pesanti combattimenti» anche in altri due comuni della zona, nella città di Vougleguirsk, attualmente sotto il controllo dei ribelli, e a Debaltseve dove nelle ultime ore sono morti diciannove soldati ucraini e altri settantotto sono rimasti feriti.

Ucraina

Nelle ultime settimane e dalla firma nello scorso settembre di un cessate il fuoco, i combattimenti non si sono mai fermati e anzi i separatisti hanno continuato a guadagnare terreno cercando di prendere il controllo di alcuni punti strategici dell’Ucraina orientale: l’aeroporto di Donetsk, la città di Debaltseve, importante snodo ferroviario della regione di Donetsk, il porto di Mariupol e ora anche Kramatorsk, il quartier generale militare dell’esercito ucraino. Secondo le Nazioni Unite la guerra in Ucraina dell’est ha causato finora la morte di almeno 5.300 persone (circa 260 solo tra il 31 gen­naio e il 5 febbraio) e si parla di almeno un milione e mezzo di sfollati, che hanno dovuto abbandonare la regione al confine tra Russia e Ucraina cercando riparo in aree dove non si combatte.