Some of a group of 45 music artists calling themselves "USA For Africa" recording "We Are The World" in Los Angeles, Calif. Jan. 30, 1985. Bottom row, from left; Cyndi Lauper, Bruce Springsteen, James Ingram, Smokey Robinson, Ray Charles, Sheila E., June Pointer, Randy Jackson. Middle row, from left; Al Jarreau, Dionne Warwick, Lionel Richie, Kenny Rogers, Huey Lewis, Bob Dylan, John Oates, Ruth Pointer. Top row, from left; Daryl Hall, Steve Perry, Kenny Loggins, Jeffrey Osborne, Lindsay Buckingham, and Anita Pointer. (AP Photo)
  • Cultura
  • mercoledì 28 Gennaio 2015

“We are the world” ha trent’anni

Il 28 gennaio 1985 lasciarono lo stesso studio di registrazione Michael Jackson, Bruce Springsteen, Diana Ross, Bob Dylan, Stevie Wonder, Paul Simon, Billy Joel, Tina Turner...

Some of a group of 45 music artists calling themselves "USA For Africa" recording "We Are The World" in Los Angeles, Calif. Jan. 30, 1985. Bottom row, from left; Cyndi Lauper, Bruce Springsteen, James Ingram, Smokey Robinson, Ray Charles, Sheila E., June Pointer, Randy Jackson. Middle row, from left; Al Jarreau, Dionne Warwick, Lionel Richie, Kenny Rogers, Huey Lewis, Bob Dylan, John Oates, Ruth Pointer. Top row, from left; Daryl Hall, Steve Perry, Kenny Loggins, Jeffrey Osborne, Lindsay Buckingham, and Anita Pointer. (AP Photo)

Trent’anni fa, dopo il successo dell’iniziativa dei musicisti britannici “Band Aid” per raccogliere fondi in aiuto dell’Etiopia, un simile progetto fu avviato anche negli Stati Uniti coinvolgendo molti famosissimi musicisti statunitensi. Michael Jackson e Lionel Richie scrissero la canzone “We are the world” e un gruppo senza precedenti si riunì (col nome di “USA for Africa”) per una settimana in alcune sessioni di registrazione, tra il 21 e il 28 gennaio. Il disco uscì un mese dopo ed ebbe uno straordinario successo in tutto il mondo: due concerti paralleli a Londra e Philadelphia completarono il progetto nel luglio successivo.