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  • mercoledì 28 Gennaio 2015

L’attacco di Hezbollah contro Israele

Il gruppo estremista del sud del Libano ha sparato un missile contro un convoglio militare israeliano: due soldati sono morti, Netanyahu ha detto che risponderà "con la forza"

Mercoledì mattina un missile anti-carro è stato sparato contro un veicolo dell’esercito israeliano nella regione di Har Dov, nel nord di Israele al confine con il Libano: due soldati israeliani sono rimasti uccisi, ha detto l’esercito israeliano, e altri sette sono rimasti feriti. Altri colpi di mortaio sono stati sparati contro Ghajar, un paese sul fiume Hasbani al confine tra Libano e le Alture del Golan – territorio occupato da Israele, considerato dalla comunità internazionale parte della Siria (i suoi abitanti sono membri della comunità alauita). Il gruppo estremista libanese Hezbollah ha rivendicato tutti gli attacchi. Un portavoce della missione ONU in Libano, UNIFIL, ha confermato che un peacekeeper spagnolo è rimasto ucciso nel sud del Libano.

I media libanesi hanno detto che Israele ha risposto sparando almeno 25 colpi di artiglieria verso il Libano, e in particolare contro alcuni paesi di confine (Majidiyeh, Abbasiyeh e Kfar Chouba). Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che Israele risponderà con la forza agli attacchi contro il suo territorio.

La situazione al confine tra Israele e Hezbollah è molto tesa da una decina di giorni, cioè da quando l’aviazione israeliana ha compiuto un attacco aereo contro un convoglio di Hezbollah vicino alle Alture del Golan, uccidendo – tra gli altri – un comandante della Guardia Rivoluzionaria iraniana (l’Iran è il più solido e importante alleato di Hezbollah: entrambi sono sciiti e rivali di Israele). L’ultima guerra combattuta tra Israele e Hezbollah risale al 2006. Secondo diversi esperti e analisti potrebbe trattarsi dell’inizio di una nuova crisi tra Israele e Hezbollah. Daniel Nisman, esperto di politica del Mediterraneo orientale, ha scritto su Twitter: «Israele attaccherà Hezbollah nel sud del Libano in un modo che non si è visto dal 2006. Dopo di che, sarà Hezbollah a decidere se andare avanti a combattere o no».