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  • martedì 27 gennaio 2015

Qualche notizia incoraggiante su ebola

Il numero di nuovi contagi in Africa nord-occidentale inizia a diminuire sensibilmente, ma l'emergenza non è finita e l'OMS dice che serviranno nuovi fondi per affrontarla

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha comunicato che il numero di nuovi contagi causati dal virus ebola è diminuito sensibilmente e che ha raggiunto nuovi minimi dopo mesi in cui erano stati registrati molti casi, soprattutto nell’Africa nord-occidentale, dove si stima che la malattia abbia causato la morte di almeno 8.641 persone. L’OMS ha però spiegato che i fondi per affrontare l’emergenza sanitaria scarseggiano e che l’arrivo delle stagioni più piovose potrebbe portare a un nuovo aumento dei contagi in Africa.

• Il paese in cui è stato registrato il più alto numero di casi di ebola è la Sierra Leone, con 10.340 contagi, seguita dalla Liberia con 8478 e dalla Guinea con 2871.

• Il paese in cui sono morte più persone a causa di ebola è la Liberia, con 3.605 decessi, seguita dalla Sierra Leone con 3.145 e dalla Guinea con 1.876.

• In Liberia il numero di nuovi casi registrati è in netta diminuzione: in estate si contavano 300 nuovi contagi la settimana, mentre nella seconda settimana di gennaio sono stati appena 8.

ebola-mappa

• In Sierra Leone la situazione è più complicata, anche se in lieve miglioramento: sono stati registrati 118 nuovi casi nella seconda settimana di gennaio, quindi meno dei 184 registrati nella settimana precedente e i 248 della settimana ancora prima.

• Nel Mali, dove erano stati registrati 8 casi che avevano causato la morte di 6 persone, l’epidemia da virus ebola è stata dichiarata conclusa lo scorso 18 gennaio, a 24 giorni di distanza dalla fine della quarantena per alcune persone che si sospettava potessero avere contratto il virus.

• Nei tre paesi in cui si è registrato il più alto numero di casi ci sono stati centinaia di contagi tra gli operatori sanitari. Si stima che tra questi almeno 828 abbiano contratto il virus e che 499 siano morti a causa delle complicazioni dovute alla malattia. A dicembre i contagi tra operatori sanitari sono diminuiti in Liberia e in Sierra Leone, mentre sono aumentati in Guinea.

• Tenere traccia di tutti i nuovi contagi continua a essere il lavoro più complicato per le organizzazioni sanitarie sul territorio e per l’OMS. Molti casi si verificano in villaggi difficili da raggiungere o con i quali non si riesce a comunicare regolarmente. Le stime dell’OMS sono quindi approssimative, per quanto il più accurate possibile.

• Anche se il ritmo dei nuovi contagi è rallentato, l’emergenza rimane e l’OMS ha calcolato che per i prossimi 6 mesi saranno necessari almeno 1,3 miliardi di euro per affrontare l’emergenza. Per ora le risorse disponibili sono intorno ai 430 milioni di euro e saranno sufficienti fino a metà febbraio. Nella migliore delle ipotesi, le epidemie proseguiranno almeno per altri 4 – 5 mesi e sono dunque necessari nuovi finanziamenti da parte della comunità internazionale.

• Il direttore generale dell’OMS, Margaret Chan, ha di recente annunciato che parte della sua organizzazione sarà riformata, ammettendo che nel 2014 ci sono stati diversi problemi nella gestione dell’epidemia anche a causa di alcune lentezze dovute ai regolamenti e ai principi di funzionamento delle varie divisioni dell’OMS.

• GlaxoSmithKline, una delle aziende farmaceutiche al lavoro per realizzare un vaccino contro ebola, ha annunciato di avere inviato le prime 300 dosi del suo farmaco. La sperimentazione richiederà ancora tempo e per ora sarà eseguita con diversi trial clinici in Liberia. Anche altre aziende farmaceutiche stanno sviluppando vaccini, ma i tempi per la loro approvazione sono ancora incerti.

• La maggior parte degli scienziati ritiene che la progressiva riduzione di nuovi casi di ebola in Africa nord-occidentale sia dovuta ai migliori controlli, e alle procedure più accurate per isolare i pazienti in modo che non contagino altre persone. Diversi ricercatori hanno però iniziato a chiedersi se la riduzione possa essere anche legata all’aumento di casi di contagio da ebola asintomatici, quelli cioè che si verificano quando una persona contagiata dal virus non sviluppa alcun sintomo (non si ammala) e il suo sistema immunitario impara a tenere sotto controllo il virus. Ma sul tema non ci sono ancora molte certezze, anche perché si ritiene che i casi asintomatici siano rarissimi.