Intimità tra estranei

La fotografa Hemya Moran chiede a persone incontrate per strada di posare con lei fingendo momenti di intimità tra amici, fratelli, fidanzati

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Intimate Stranger è un progetto della fotografa Hemya Moran, nata a Gerusalemme nel 1985 e residente a Düsseldorf, in Germania. Come spiega Moran, la serie prende spunto dal film Buffalo 66, dove Vincent Gallo è appena uscito dal carcere e rapisce una ragazzina per presentarla ai suoi genitori come fidanzata, obbligandola a fingere un legame importante tra loro. Più o meno allo stesso modo Moran ha chiesto a persone incontrate per strada di posare con lei, fingendo un qualche tipo di relazione: la fotografa diventa di volta in volta figlia, madre, fidanzata, sorella.

Le fotografie sono state scattate in posti familiari alle persone incontrate da Moran: il soggiorno, la camera da letto, il giardino della loro casa, o semplicemente un luogo significativo legato ai loro ricordi. «Gli ho chiesto di guardarmi, pensare a me, ricordarmi», spiega Moran. «L’incontro è singolare e breve e dà una sensazione di possibilità infinite, un mondo unico e magico che sovrasta la solita, automatizzata vita di ogni giorno».

Ogni scena suggerisce una storia o un momento importante nel rapporto tra le persone fotografate, porta a immaginare di che cosa stanno parlando, cosa stanno provando e cosa sentono l’uno per l’altra, nonostante si siano incontrate pochi minuti prima. «Col mio lavoro sono riuscita a creare momenti di intimità in molti ambienti, situazioni e con svariate persone; sono riuscita a creare un senso di privacy e vicinanza con chiunque. In un periodo di tempo relativamente breve, sono riuscita a creare un’industria dell’intimità».

Le altre fotografie di Intimate Strangers si possono guardare sul sito di Moran, dove si trovano anche gli altri suoi progetti.

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