Juventus Atletico Madrid
  • Sport
  • martedì 9 Dicembre 2014

Juventus-Atletico Madrid, stasera

La Juventus si gioca la qualificazione agli ottavi di Champions League contro una delle squadre più forti d'Europa, e le basta un pareggio: le cose da sapere

Juventus Atletico Madrid

Juventus e Atletico Madrid giocheranno stasera a Torino la loro sesta e ultima partita di calcio della fase a gironi della Champions League. Si tratta, per la Juventus, della partita finora più importante della stagione perché si gioca la qualificazione alla fase successiva del torneo, quella a eliminazione diretta; per l’Atletico Madrid è una partita importante ma meno, perché è già qualificato aritmeticamente e stasera giocherà soltanto per mantenere il primo posto nel girone. La Juventus, che ha vinto gli ultimi tre scudetti, è da tempo considerata la squadra più forte in Italia; l’Atletico Madrid, che ha vinto il campionato spagnolo nella passata stagione, non è considerata la squadra più forte nel suo paese – Real Madrid e Barcellona sono superiori – ma è comunque ritenuta come minimo sullo stesso livello delle più forti in Italia.

La Juventus si qualifica se
Un pareggio con qualsiasi risultato permetterebbe alla Juventus di qualificarsi alla fase successiva della Champions League come seconda in classifica, a prescindere dal risultato delle altre due squadre del girone. Nella classifica di questo gruppo, cioè il girone A, che comprende anche la squadra greca dell’Olympiacos e quella svedese del Malmö, l’Atletico Madrid è in prima posizione con 12 punti, la Juventus è seconda con 9, l’Olympiacos terzo con 6 punti e il Malmö ultimo con 3 punti. La Juventus potrebbe teoricamente anche qualificarsi come prima in classifica battendo l’Atletico Madrid con almeno due gol di scarto e portandosi quindi in vantaggio nei risultati ottenuti negli scontri diretti: nella partita di andata, giocata a Madrid a ottobre, l’Atletico vinse 1-0.

Un po’ di calcoli
Insomma l’unica spiacevole eventualità che la Juventus deve cercare di evitare è perdere questa partita, perché in quel caso una concomitante sconfitta del Malmö – che gioca in trasferta ad Atene – darebbe la qualificazione all’Olympiacos: Juventus e Olympiacos si ritroverebbero entrambe con 9 punti ma l’Olympiacos si qualificherebbe come seconda perché – a parità di differenza reti e numero di gol segnati negli scontri diretti – si terrebbe in conto il maggior numero di gol segnati in trasferta negli scontri diretti (l’Olympiacos ne ha segnati due a Torino, la Juventus 0 ad Atene). In ogni caso, l’Olympiacos dovrà giocarsela: al Malmö importa vincere quest’ultima partita perché in quel caso otterrebbe il terzo posto e si qualificherebbe per l’Europa League. È una possibilità altamente improbabile dato che in casa l’Olympiacos non perde quasi mai e ottiene spesso buoni risultati anche contro squadre superiori (e il Malmö non lo è).

Come ci arriva la Juventus
La Juventus ha vinto sei delle ultime sette partite giocate, tra campionato e coppa: praticamente non perde dal 29 ottobre scorso, quando fu sconfitta in campionato dal Genoa, ed è da tempo da sola in prima posizione, con tre punti in più della Roma seconda. Nello scorso turno di campionato, però, ha pareggiato 0-0 una brutta partita giocata venerdì a Firenze contro la Fiorentina: va detto che ha giocato gran parte del tempo senza alcuni calciatori titolari, Carlos Tévez e Claudio Marchisio, tenuti a riposo proprio in vista di questa partita contro l’Atletico.

La Juventus, che l’anno scorso era allenata da Antonio Conte e quest’anno da Massimiliano Allegri, non ha modificato in modo molto marcato il suo modo di giocare, anzi ha sviluppato ancora di più alcune caratteristiche: è aumentato il tempo di ogni partita durante cui la squadra ha il possesso della palla, per esempio.

Come ci arriva l’Atletico Madrid
Ora è in ottima forma, dopo una fase iniziale della stagione in cui aveva sorprendentemente perso alcune partite facili. Delle ultime undici partite giocate l’Atletico ne ha vinte dieci, subendo complessivamente soltanto cinque gol. Attualmente si trova in terza posizione, ultima in quel gruppetto di tre squadre spagnole che da tempo giocano una specie di campionato a parte: Real Madrid (36 punti), Barcellona (34 punti) e Atletico, appunto (32 punti).

Rispetto alla passata stagione l’Atletico possiede alcuni giocatori tecnicamente molto diversi: uno su tutti è l’attaccante croato Mario Mandžukić, che ha preso il posto che l’anno scorso era di Diego Costa. Ma c’è anche l’ala francese Antoine Griezmann, che è un giocatore veloce e di gran talento e che, per caratteristiche tecniche, l’Atletico proprio non aveva. Per adesso è finita che l’Atletico è una squadra più versatile: il loro allenatore Diego Simeone – uno dei più apprezzati in Europa – cambia spesso la formazione (difesa fissa a 4, ma centrocampo molto variabile) a seconda degli avversari e delle disponibilità, e il più delle volte ne esce con una vittoria in ogni caso.

Che partita potrebbe essere
Juventus e Atletico condividono alcune delle caratteristiche che le hanno rese vincenti in questi anni recenti: una difesa molto solida, innanzitutto. Sono anche due squadre abituate a fare anche pressing molto alto, cioè nella metà campo degli avversari. Un’altra caratteristica che hanno in comune è che sono squadre con giocatori molto alti, molto forti fisicamente e molto aggressivi: nella partita che hanno giocato in Spagna a ottobre ci sono stati 49 falli, che sono parecchi per una sola partita. Di questi 49 falli soltanto sette sono stati commessi nelle rispettive metà campo, a dimostrazione del fatto che i giocatori di entrambe le squadre, appunto, fanno pressing sui portatori di palla fin dalle fasi iniziali dell’azione avversaria.

Il centrocampo dell’Atletico Madrid
Fino a poco prima della partita non era chiaro se Simeone avrebbe messo in campo la migliore formazione possibile o se avrebbe lasciato spazio a giocatori che finora avevano giocato meno: a centrocampo, in particolare, l’Atletico ha una certa abbondanza. Tra quelli che hanno avuto meno possibilità di giocare finora ci sono il 27enne spagnolo Mario Suárez e il 23enne messicano Raúl Giménez, che stasera partiranno titolari. C’è poi il giovane Saúl Ñíguez, un ventenne spagnolo di cui si dice un gran bene. E infine c’è l’italiano Alessio Cerci, un apprezzatissimo esterno di attacco che ha giocato due ottime stagioni da titolare al Torino prima di passare all’Atletico, dove però fa prevalentemente panchina.

Tra tutti, quelli che all’Atletico al momento sono praticamente insostituibili sono due trequartisti che giocano in posizione esterna: a sinistra il 22enne spagnolo Koke e a destra il 27enne turco Arda Turan, che sta giocando benissimo e che è utilissimo anche in fase difensiva (corre moltissimo e raramente è fuori posizione).

Chi manca nella Juventus
La Juventus ha problemi di formazione soltanto in difesa, a causa di alcuni infortuni capitati a Martín Cáceres, Kwadwo Asamoah e Andrea Barzagli. La difesa sarà quasi certamente a quattro: come esterno sinistro, che è il ruolo attualmente più scoperto, giocherà il francese Patrice Evra (anche se contro la Fiorentina Evra ha giocato piuttosto male, confermando una tendenza negativa in questa stagione). In attacco insieme a Carlos Tévez alla fine giocherà Fernando Llorente, anche se alcuni giornali davano per possibile la presenza di Álvaro Morata al suo posto.

Le formazioni ufficiali

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Pereyra, Pirlo, Pogba, Vidal; Tevez, Llorente.

Atletico Madrid (4-2-3-1): Moyà; Juanfran, Gimenez, Godin, Siqueira; Suarez, Gabi, Koke, Raul Garcia, Turan; Mandzukic.

Foto: Arda Turan e Arturo Vidal (Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images