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  • sabato 6 dicembre 2014

Le nuove risposte del Tempo sui rapporti con l’inchiesta romana

Un violento attacco personale in prima pagina a Roberto Saviano, e una nuova versione sugli incontri con Buzzi e Carminati

Il quotidiano romano il Tempo torna sabato sulle accuse contenute nell’ordinanza del GIP che ha descritto – col nome di “Mafia capitale” – una presunta organizzazione criminale per la gestione di appalti e corruzioni a Roma. L’ordinanza diceva infatti, tra le altre cose:

l’articolo di giornale uscito il 12.3.2014 sul Il Tempo”, dal titolo “CENTRO RIFUGIATI BLOCCATO DAI FRANCESI. PALLA AL TAR”, volto a promuovere da parte del BUZZI e del CARMINATI, una campagna mediatica favorevole al primo (ovvero, al Consorzio Eriches 29, che si era aggiudicata la gara d’appalto europea bandita dalla Prefettura di Roma, nonostante l’esiguità del prezzo; ragione per la quale, in seguito al ricorso proposto dalla francese GEPSA il TAR aveva sospeso l’assegnazione) e volta ad ingenerare dubbi sull’imparzialità dell’autorità giudiziaria amministrativa, anche grazie all’intervento di ALEMANNO

Il Tempo pubblica sabato due articoli. Uno in prima pagina ignora il tema in questione, ma si dedica interamente e a lungo ad attaccare pesantemente Roberto Saviano, che venerdì aveva citato il passaggio dell’ordinanza in due righe di un suo articolo su Repubblica e in un post su Facebook: la reazione del Tempo – cambio di argomento e attacco personale – è puntualmente proprio quella che è stata spesso descritta e spiegata dallo stesso Saviano in altre occasioni, col termine di “macchina del fango”.
Il secondo articolo dà una più estesa versione – rispetto a quanto pubblicato venerdì – dei rapporti del giornale con Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, rispondendo a passaggi finora inediti del rapporto del ROS indicato nell’ordinanza: sull’incontro tra Carminati e il direttore del Tempo Gian Marco Chiocci insiste ancora molto anche con aneddotica sentimentale e umana sul desiderio di un’intervista, ma non indica che sia quello il motivo causale dell’incontro (e non è chiaro perché, se fosse stato quello, Carminati l’abbia poi rifiutata).
La risposta del Tempo sostiene poi che gli articoli contro la giudice Sandulli successivi a quello citato nell’ordinanza – articoli che secondo l’informativa del ROS sarebbero anch’essi volti “ad ingenerare dubbi sull’imparzialità dell’autorità giudiziaria amministrativa” – siano usciti quando ormai la cooperativa di Buzzi era stata esclusa dalla gara, e quindi non potessero più fare niente per favorirla. Ma in uno dei due articoli è lo stesso Buzzi a smentire questa versione di oggi, annunciando: «Vogliamo essere giudicati da un giudice sereno, che non abbia più parti in commedia». Ed è ancora un articolo successivo del Tempo a smentire il Tempo di oggi, spiegando che «Avverso questa sentenza è stato presentato appello al Consiglio di Stato».
L’articolo si conclude aggressivamente – malgrado l’assenza di sostanziali novità nel racconto – con «E ora chiedeteci scusa».

Adesso vi raccontiamo, con le carte del Ros, la storia dei nostri rapporti con Salvatore Buzzi e il nero Massimo Carminati che tanto ha scandalizzato personaggi indegni. Dice il Ros: «Si tratta di una questione che impegnava Massimo Carminati e il sodale Salvatore Buzzi nel superamento di un ostacolo frappostosi tra uno dei principali centri di interessi del gruppo criminale (le coop di Buzzi) e il conseguimento di una remunerativa opportunità di profitto insita nell’aggiudicazione di una gara d’appalto».
Si ricostruisce così la vicenda. A settembre 2013 il Consorzio Eriches 29 di Buzzi si aggiudica l’appalto per il centro di accoglienza rifugiati di Castelnuovo di Porto, vicino Roma.

(leggi per intero sul Tempo)

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