Tra Cina e Giappone le cose migliorano

Il presidente cinese Xi Jinping ha salutato gelidamente il primo ministro giapponese Shinzo Abe al summit dell'APEC, ma dopo due anni di tensioni qualcosa si muove

Dopo due anni di forti tensioni per alcune dispute territoriali, lunedì il presidente cinese Xi Jinping e il primo ministro giapponese Shinzo Abe si sono incontrati e si sono stretti la mano durante l’incontro della Cooperazione Economica Asiatico-Pacifica (APEC) organizzata dalla Cina a Pechino. Mentre si sono salutati, i due leader sono apparsi visibilmente a disagio, ma l’incontro è comunque un importante passo avanti per migliorare i rapporti tra i due paesi, storicamente molto complicati a causa di guerre e numerose rivendicazioni.

Il disaccordo tra i rappresentanti dei due paesi resta comunque alto. Mentre lo salutava, Abe ha provato a scambiare qualche parola con Xi, ma il presidente cinese lo ha sostanzialmente ignorato senza dargli molto spazio. Negli ultimi due anni il governo della Cina e quello del Giappone hanno trovato nella contesa territoriale di alcune isole nel mar Cinese Orientale una possibilità di sfogo. Le isole in questione sono chiamate Diaoyu dai cinesi e Senkaku dai giapponesi: sono controllate formalmente dal Giappone, ma la Cina ne rivendica la sovranità.

Il confronto sulle isole si è complicato nel 2012, quando il governo del Giappone ne ha acquistate tre fino ad allora di proprietà di privati. Le Diaoyu/Senkaku sono in tutto otto, non sono abitabili e sono praticamente degli scogli: la loro superficie complessiva è pari a circa 7 chilometri quadrati. Si trovano in un tratto di mare importante per le rotte commerciali, e intorno a loro ci sono punti molto pescosi e si pensa anche alcune riserve di petrolio. La Cina sostiene che il controllo delle isole dovrebbe spettare al suo governo, perché furono sotto il dominio cinese per lunghissimo tempo prima del loro passaggio al Giappone.

Alla fine della scorsa settimana, il governo della Cina ha annunciato di avere messo insieme una sorta di commissione, che avrà il compito di impedire che la situazione legata alle isole contese possa peggiorare. Si è parlato anche di un possibile accordo con il Giappone per allentare le tensioni, ma Abe ha comunque spiegato che la posizione del suo governo sulla sovranità delle Diaoyu/Senkaku non è cambiata. Entrambi i governi hanno comunque confermato di volere lavorare per evitare che la controversia si trasformi in un conflitto vero e proprio: il tratto di mare intorno alle isole è spesso pattugliato da motovedette giapponesi e cinesi, basterebbe un’incomprensione sulle intenzioni di uno degli equipaggi per portare a una crisi.

senkaku

L’incontro dell’APEC coinvolge in tutto 21 governi di altrettanti paesi, in cui vive circa il 40 per cento della popolazione mondiale. Serve per migliorare i rapporti tra i paesi che si affacciano sul Pacifico e per stringere nuovi accordi commerciali. Gli incontri a Pechino, tra le altre cose, hanno permesso alla Cina e alla Corea del Sud di trovare un accordo per ridurre sensibilmente le misure protezionistiche messe fino a ora in atto per quanto riguarda gli investimenti. Il governo cinese ha annunciato un piano da 40 miliardi di dollari per aiutare i paesi asiatici a migliorare i loro rapporti commerciali.

Tra gli ospiti a Pechino c’è anche il presidente statunitense Barack Obama, che ha annunciato una revisione del sistema di assegnazione dei visti per chi viaggia dalla Cina verso gli Stati Uniti. La durata dei visti per chi raggiunge il paese per turismo o affari potrà essere estesa da uno a dieci anni. All’incontro è presente anche il presidente russo Vladimir Putin, che ha partecipato a una riunione con il primo ministro australiano Tony Abbott per discutere dell’abbattimento del volo MH17 di Malaysia Airlines in Ucraina dell’est questa estate.