Le grandi fotografie esposte a Lodi

Reportage premiati e "impegnati" di importanti fotografi italiani e internazionali in mostra dal 17 ottobre al "Festival della fotografia etica"

Il 17 ottobre inizia la quinta edizione del Festival della Fotografia Etica a Lodi, con mostre, incontri, dibattiti, videoproiezioni e altri eventi che promuovono la fotografia come strumento per raccontare, documentare e riflettere su temi etici e sociali. L’edizione di quest’anno è in particolare dedicata alle donne, ai loro diritti e alla violenza che spesso subiscono in tutto il mondo. Del tema si occupano cinque mostre: Jeddah Diary dell’inglese Olivia Arthur, che racconta la vita di un gruppo di donne in Arabia Saudita; I Just want to Dunk del danese Jan Grarup, su una squadra di basket femminile a Mogadiscio, in Somalia, minacciata dal gruppo islamista al-Shabaab che ha definito il loro sport anti-islamico; Taken della finlandese Meeri Koutaniemi, sulle mutilazioni genitali femminili in Kenya; Beautiful Child della danese Laerke Posselt, che mostra i concorsi di bellezza a cui partecipano le bambine piccole – nate anche solo da una settimana – in Alabama, Georgia e South Carolina; e in/visibile dalla franco-tedesca Ann-Christine Woehrl che documenta le storie delle donne aggredite con l’acido o con il fuoco in India, Pakistan, Nepal e Uganda.

A questi reportage se ne aggiungono altri 15, tra cui quello della statunitense Krisanne Johnson sulla vita dei giovani nati dopo l’apartheid in Sudafrica; quello dello statunitense Marc Asnin dedicata a un suo zio depresso dopo una vita difficile, e quelli commissionati da svariate ONG a importanti fotoreporter.

Il Festival, che si terrà dal 17 al 19 ottobre e poi dal 24 al 26 ottobre, è organizzato dal “Gruppo fotografico progetto immagine”, che si propone come punto di riferimento per gli appassionati di fotografia. Nel 2011 il Gruppo ha anche fondato il World.ReportAward | Premio Italiano di Fotogiornalismo, destinato ai fotoreportage dedicati a temi di interesse sociale. Quest’anno il premio è stato vinto nella categoria Master, dall’iraniano Majid Saeedi per il lavoro Life in War, realizzato in Afghanistan negli ultimi quattro anni. Nella categoria Spot Light è stato premiato lo spagnolo Oriol Segon Torra con il reportage Young Patriots, che documenta la vita in un campo estivo militare per bambini e adolescenti in Ungheria. Infine per la categoria Short Story è stato scelto il francese Gwenn Dubouthoumieu per Child-Witches of Kinshasa, che con cinque immagini mostra efficacemente il fenomeno delle streghe-bambine di Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo, dove bambine che sono semplicemente malate vengono additate come streghe dalla popolazione e sottoposte a esorcismi.

Foto: Un manifesto del Festival vicino al Duomo di Lodi. © Gruppo Fotografico Progetto Immagine

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