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  • giovedì 16 Ottobre 2014

Il tennis italiano e le scommesse

La famosa inchiesta di Cremona sulle scommesse nel calcio ora riguarda anche il tennis, ed è ripresa la pubblicazione delle intercettazioni sui giornali: le cose da sapere

Negli ultimi giorni sui giornali italiani sono uscite alcune trascrizioni di chat avvenute su Skype fra Daniele Bracciali, 36enne tennista italiano di buona fama internazionale, e alcuni indagati nella famosa inchiesta per scommesse legate al calcio – portata avanti dalla procura di Cremona dal 2010 – nelle quali sembra che Bracciali si sia messo d’accordo per perdere volontariamente alcune sue partite, parlando inoltre di situazioni simili riguardo altri tennisti italiani. Bracciali non è ufficialmente sotto indagine e non è chiaro come i giornali abbiano ottenuto le intercettazioni (anche se non è che ci siano molte alternative). Il procuratore di Cremona Roberto Di Martino ha confermato la loro autenticità.

La Gazzetta dello Sport, che spiega di avere «visionato solo una parte del materiale», racconta che «già da una prima lettura la situazione si presenta grave». La Gazzetta scrive che a mettersi d’accordo per cercare tennisti disposti a truccare le proprie partite erano Manlio Bruni, arrestato dalla procura di Cremona nel 2011 per essere uno dei commercialisti del giocatore Giuseppe Signori, uno degli ex giocatori più coinvolti nell’inchiesta, e Roberto Goretti, attuale direttore sportivo del Perugia ed ex giocatore di calcio. Scrive la Gazzetta:

Goretti parla con Bruni e lo inserisce in un mercato definito milionario: “Il calcio è rischioso, il tennis regala soldi a tutti”. Insieme si mettono a reclutare atleti per alterare i match. In pratica offrono soldi per ottenere un risultato preciso, anche nei game. Offrono da 20 a 60 mila euro a botta, tutto dipende dall’accordo raggiunto. […] Chi paga poi scommette cifre alte su Singapore, apre conti correnti all’estero o in paradisi fiscali come San Marino e guadagna cifre a sei zeri.

I materiali raccolti dalla procura e pubblicati dai giornali sono stati ricavati da circa duecento smartphone e computer sequestrati durante alcune perquisizioni, che Di Martino ha potuto esaminare dopo averne fatto richiesta al giudice per le indagini preliminari Guido Salvini. Il lavoro dei periti specializzati nell’estrarre i materiali è durato alcuni mesi. La Gazzetta dello Sport scrive che in molte conversazioni Bracciali «nomina spessissimo, insieme con Goretti e Bruni, altri compagni, praticamente tutti: da Starace a Seppi; da Volandri a Bolelli» e che nelle conversazioni fra Goretti, Bruni e Bracciali vengono «chiamati in causa tennisti stranieri di vertice (anche in questa stagione) che s’incontrano nei sottopassaggi e decidono se fare o meno la combine», senza però fare alcun nome.

Una delle conversazioni che è circolata di più è quella fra Bracciali e Bruni del luglio 2007, in cui Bruni tenta di convincere Bracciali a truccare una partita in programma a Newport, negli Stati Uniti, contro il tennista statunitense Scoville Jenkins. Sulle prime, Bracciali spiega di non poter partecipare perché «tira una brutta aria»; poi, scrive che «di solito ci offrono 50 poi dipende cmq domani preferisco giocarla; magari per una prossima volta se ne può parlare» (la conversazione si può leggere per intero qui: Bracciali perse la partita in due set). In un’altra conversazione, di cui però i giornali non hanno ottenuto la trascrizione, sembra che il tennista Potito Starace si sia accordato per perdere di proposito la finale del torneo di Casablanca del 2011.

Sia Bracciali sia Starace – che fra l’altro giocano spesso assieme in doppio – erano già stati condannati nel 2007 per avere scommesso personalmente su alcuni di incontri di tennis, sebbene con cifre molto più contenute: erano stati squalificati rispettivamente per tre mesi e sei settimane.

Le inchieste di Cremona si sono intrecciate in questi anni ad analoghe indagini delle procure di Bari e di Genova, e ad altre indagini internazionali: molte di queste hanno in comune l’individuazione di un giro di scommesse sospette con base a Singapore, ma le posizioni di alcuni calciatori che avevano fatto molto discutere – Criscito, Milanetto e Gattuso, su tutti – sono state archiviate e ci sono state anche delle critiche per come i materiali dell’inchiesta siano sistematicamente finiti sui giornali.

foto: Potito Starace e Daniele Bracciali durante una partita di Coppa Davis del febbraio 2012 (MICHAL CIZEK/AFP/Getty Images)