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  • lunedì 13 ottobre 2014

Malta-Italia, stasera

La terza partita di qualificazione per gli Europei, contro la squadra - in teoria - più abbordabile del girone, che è allenata da una vecchia conoscenza della nazionale italiana: le cose da sapere

L’Italia giocherà contro Malta questa sera, alle 20.45, nella terza partita della Nazionale nel girone di qualificazione degli Europei di calcio del 2016. Le due squadre giocheranno allo stadio di Ta ‘Qali, il più importante di Malta, che si trova vicino alla capitale La Valletta. La partita sarà trasmessa da Rai 1. L’Italia ha vinto le prime due partite del girone di qualificazioni: la prima, il 9 settembre, in trasferta contro la Norvegia per 2 a 0; la seconda, venerdì scorso, per 2 a 1 in casa contro l’Azerbaigian.

L’Italia è nel girone H, assieme ad Azerbaigian, Bulgaria, Croazia, Malta e Norvegia: si gioca una fase di andata e una di ritorno, quindi ogni squadra giocherà contro ciascuna delle altre una volta in casa e una in trasferta. Si qualificano per gli Europei, che si terranno in Francia nel 2016, le prime due squadre di ogni girone e la migliore terza tra tutti i gironi. Le altre nazionali arrivate terze disputeranno un turno di playoff. L’ultima partita dell’Italia in questa fase di qualificazione si giocherà esattamente tra un anno, il 13 ottobre 2015, contro la Norvegia (in casa). Azerbaigian e Malta, almeno in teoria, sono le squadre meno forti del girone dell’Italia, che probabilmente si giocherà la qualificazione nelle due partite in trasferta contro Bulgaria e Croazia, a marzo e a giugno 2015. In pratica però la Nazionale, che da due mesi è allenata dall’ex allenatore della Juventus Antonio Conte, ha faticato più del previsto contro l’Azerbaigian, nonostante avesse giocato un’ottima partita contro la Norvegia, una squadra tecnicamente più forte.

Un paio di cose su Malta
Malta è un’isola del Mediterraneo con una lunga e notevole storia di colonizzazioni e invasioni. Ha un’estensione di poco più di 300 chilometri quadrati (circa una volta e mezza l’isola d’Elba, per intenderci) e ci abitano meno di mezzo milione di persone. È una repubblica parlamentare, e dal 2013 il primo ministro è Joseph Muscat, esponente del Partito Laburista, che è stato il più giovane leader di un paese europeo fino al 22 febbraio 2014, quando Matteo Renzi è stato nominato Presidente del Consiglio in Italia. A Malta quasi il novanta per cento della popolazione parla l’inglese, che è una delle due lingue ufficiali assieme al maltese, una lingua semitica che però viene scritta in caratteri latini e il cui vocabolario deriva per più della metà da lingue romanze, soprattutto francese e italiano. Lo storico Roger Crowley ha detto: «I maltesi sono i baschi del Mediterraneo, un micro-popolo unico, formato grazie alla particolare posizione dell’isola, al centro di ogni rotta di invasione, migrazione e di commercio nella storia del Mar Mediterraneo». Nei secoli l’isola è stata conquistata e colonizzata da molti popoli diversi – bizantini, arabi e normanni, tra gli altri – finché, nella prima metà del Cinquecento, il re di Spagna la donò all’ordine monastico cavalleresco dei Cavalieri di San Giovanni, che controllarono Malta fino a quando venne conquistata da Napoleone. Fu poi presa dagli inglesi, che la governarono fino all’indipendenza, ottenuta nel 1964.

La nazionale maltese
Malta è 155esima nel ranking delle nazionali di calcio della FIFA, tra Malesia e Indonesia. Esiste dal 1957, e giocò la sua prima partita ufficiale nel 1962, per le qualificazioni degli Europei del 1964, giocati in Spagna: perse per 6 a 1 contro la Danimarca. Ha giocato nelle fasi di qualificazione di molte edizioni di Europei e Mondiali, senza mai riuscire a superarle. Nel 1983, in una partita di qualificazione per gli Europei del 1984, perse per 12 a 1 contro la Spagna, nella più grave sconfitta della storia della nazionale. Ha giocato sei partite ufficiali contro l’Italia, perdendo sempre e segnando solo due gol. Nelle qualificazioni ai Mondiali del 2014 era nello stesso girone dell’Italia: arrivò ultima, vincendo una sola partita (su dieci), in trasferta contro l’Armenia. L’Italia vinse tutte e due le partite che giocò contro Malta, entrambe per due a zero, ma non giocò troppo bene in nessuna delle due.

La maggior parte dei giocatori della nazionale maltese giocano nel campionato nazionale, la BOV Premier League, che nelle ultime quattro edizioni è stato vinto per tre volte dal Valletta, la squadra della capitale. Il giocatore più forte è Michael Mifsud, attaccante di trentatré anni della squadra maltese del Sliema Wanderers: è il giocatore maltese che ha segnato di più nella storia della nazionale, con 39 gol in 106 presenze. La nazionale di Malta è allenata da Pietro Ghedin, ex calciatore italiano (giocò, tra le altre squadre, nella Lazio, tra il 1974 e il 1979) e soprattutto vice allenatore della nazionale italiana tra il 1996 e il 2004: partecipò ai Mondiali del 1998 e del 2002 e agli Europei del 2000 e del 2004. Dal 2012 allena la nazionale di Malta (che aveva già allenato per qualche anno all’inizio degli anni Novanta), e ha utilizzato a lungo come modulo un 3-5-2 piuttosto difensivo, ma nelle ultime partite ha provato a schierare la squadra con un 5-3-2. Nell’ultima partita però, persa contro la Norvegia per 2 a 0, il modulo non ha funzionato molto, quindi non è chiaro se Ghedin lo utilizzerà stasera.

Come stiamo noi
Prima della partita di venerdì scorso, contro l’Azerbaigian, la nazionale stava attraversando un momento di ottima forma, e aveva ricevuto infatti molte attenzioni e apprezzamenti. Il modulo utilizzato dall’allenatore Antonio Conte, il 3-5-2 – lo stesso che utilizzava quando allenava la Juventus, con ottimi risultati – aveva funzionato bene. Un’altra scelta azzeccata di Conte era stata quella di convocare alcuni giocatori che l’ex allenatore della Nazionale Cesare Prandelli aveva utilizzato poco, come il giovane attaccante del Sassuolo Simone Zaza. Nella partita contro l’Azerbaigian, però, nonostante la squadra avversaria fosse tecnicamente più debole, l’Italia ha giocato meno bene rispetto alle partite precedenti (quelle contro Olanda e Norvegia). L’Azerbaigian si è rivelata una squadra più solida del previsto e gli attaccanti dell’Italia – Zaza e Immobile, e poi nel secondo tempo anche Giovinco – nonostante diverse occasioni non hanno segnato nessun gol, realizzati invece entrambi dal difensore della Juventus Giorgio Chiellini.

Questa sera il modulo scelto da Conte sarà probabilmente di nuovo il 3-5-2, con una formazione un po’ diversa rispetto a quella della partita contro l’Azerbaigian: Buffon in porta, Ranocchia, Bonucci, Chiellini in difesa; Florenzi, Pirlo e Marchisio a centrocampo, con Candreva e Pasqual sulla fasce; in attacco, assieme a Immobile, Conte potrebbe scegliere di far giocare dall’inizio Graziano Pellé, 29enne attaccante del Southampton (che ha una bella storia).

Foto: Claudio Villa/Getty Images

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