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  • sabato 23 Agosto 2014

Lo scandalo “Olio di balena” in Nuova Zelanda

Secondo un nuovo libro, un blog ha ricevuto informazioni riservate dal governo di centrodestra contro i suoi avversari politici (e ora il primo ministro rischia di perdere le elezioni)

In Nuova Zelanda uno scandalo che riguarda il primo ministro, un blogger molto seguito e una serie di email e messaggi di Facebook rubati da un hacker sta mettendo a rischio la vittoria del Partito Nazionale alle prossime elezioni. Nelle scorse settimane, Nicky Hager, un giornalista neozelandese, ha pubblicato un libro d’inchiesta (“Dirty politics”, cioè “Politica sporca”) nel quale ha raccolto una serie di messaggi sottratti a vari account di uno dei più noti blogger del paese, Cameron Slater. A quanto pare dai messaggi, lo staff del primo ministro ha fornito a Slater informazioni riservate per pubblicare attacchi politici contro i suoi avversari. Lo staff avrebbe anche concesso a Slater un canale privilegiato per avere accesso ad informazioni pubbliche. Ad esempio, alcune richieste di informazioni che in genere richiedono settimane, o che vengono semplicemente respinte, sono state garantite a Slater nel giro di 37 minuti dalla richiesta, come racconta oggi il quotidiano New Zealand Herald.

Slater è il direttore del blog “Whale Oil” (“Olio di balena”), un sito politicamente schierato a destra e vicino all’attuale primo ministro John Key. Il Guardian ha definito Slater un blogger «polemico e velenoso». Nella polemica di questi giorni, che ha occupato tutti i media neozelandesi, Slater ha negato parte della accuse, ma si è difeso rivendicando il suo comportamento: «Faccio politica come si gioca a rugby nelle Fiji. Il mio ruolo è sbattere per terra la faccia dei miei avversari. La politica è un gioco duro e sporco e lo gioca gente dura e sporca. Dov’è la sorpresa?». In alcuni dei messaggi rubati, Slater definisce le vittime del terremoto di Christchurch, nella primavera del 2011, “feccia”. Nel libro di Hager, Slater è anche accusato di ricevere donazioni dall’industria del tabacco e di pubblicare a suo nome articoli scritti dai suoi collaboratori.

Le accuse più pesanti, però, riguardano i suoi rapporti con lo staff del primo ministro. Nel suo libro, Hager ha mostrato una serie di messaggi che dimostrano i collegamenti tra Jason Ede, un ex consigliere per i rapporti con la stampa del primo ministro (che Hager definisce il capo delle “operazioni sotto copertura” del Partito Nazionale), con l’attuale ministro della Giustizia e altri membri dello staff. Grazie a questi contatti, Slater avrebbe avuto accesso in tempi molto ridotti ad atti pubblici e avrebbe ricevuto anche informazioni riservate. Slater, insieme ad Ede, avrebbe violato il sito del Partito Laburista (il principale partito di opposizione), avrebbe lavorato ad una campagna per aiutare a vincere le primarie del Partito Nazionale ad un cliente di Ede calunniando il suo avversario, e avrebbe ricattato un membro del parlamento (un’accusa che lo stesso parlamentare ha negato). Diversi membri dello staff del primo ministro, inoltre, avrebbero scritto in forma anonima sul blog.

Il primo ministro Key ha negato di essere mai stato messo a conoscenza di queste operazioni, mentre altri membri del Partito Nazionale hanno respinto le accuse, ma senza scendere nei particolari. Le persone coinvolte più direttamente, come Ede e il ministro della Giustizia, non si sono ancora espresse sulla vicenda. Key sta affrontando la campagna elettorale per il suo terzo mandato. Le elezioni si terranno a settembre e fino a poco tempo fa la vittoria del Partito Nazionale era considerata quasi certa (anche se il sistema proporzionale neozelandese non porta quasi mai a vittorie particolarmente ampie).

Hager non ha rivelato il nome dell’hacker che gli ha fornito le mail e i messaggi rubati dagli account di Slater. Ha raccontato di essere stato contattato da una persona e di averla convinta a farsi consegnare il materiale per organizzarlo in un contenuto giornalistico, piuttosto che pubblicare tutto online, come ha fatto ad esempio il sito WikiLeaks. Secondo Hager, l’hacker è stato motivato dal disprezzo per i modi di Slater e in particolare da un episodio in cui aveva scritto che una vittima di un incidente stradale aveva «fatto un favore al mondo» ammazzandosi. Secondo Slater l’hacker in realtà sarebbe Kim Dotcom, l’imprenditore e hacker tedesco che ha fondato Megavideo e Megaupload e che ora gestisce il sito di archiviazione Mega. Hager e Dotcom hanno entrambi negato quest’accusa.