È tornato Megavideo (senza video)

Finora ha qualcosa più: si può usare per archiviare gratis fino a 50 giga di dati, e qualcosa in meno: niente film gratis per tutti

All’alba di questa mattina è andato online per la prima volta Mega, il nuovo servizio web di Kim Dotcom. Dotcom, 38 anni, è il creatore dei siti di file sharing Megaupload e Megavideo, chiusi lo scorso gennaio. Mega è un servizio di cloud storage – una specie di hard disk su internet dove conservare e condividere i propri file – che permette di archiviare fino a 50 giga di dati dopo una registrazione gratuita. Si può aumentare la capacità di archiviazione – fino a 4 tera – pagando per un account premium.

Mega al momento non permette una libera condivisione dei file e quindi è legalmente meno vulnerabile dei suoi predecessori. Su Megavideo e Megaupload, ogni utente poteva caricare i propri contenuti, come film, album e canzoni. Diffondendo l’indirizzo di questi file era possibile per chiunque scaricarli più o meno liberamente. Su Megavideo, ad esempio, erano caricati migliaia di film che poi era possibile vedere trovando i link diretti a ciascun film in vari siti e e forum esterni a Megavideo.

Secondo l’FBI il principale ricavo dei due siti derivava dalla pubblicità. Kim Dotcom – ha cambiato legalmente il suo nome, prima si chiamava Kim Schmitz – avrebbe pagato alcuni utenti per caricare contenuti protetti dal copyright sui due siti molto popolari, per attirare continuamente nuovi visitatori e così guadagnare dalla pubblicità. A causa della chiusura di Megaupload circa 25 petabytes (un peta è un milione di giga) di dati – in parte contenuti illegali, in parte contenuti legittimamente caricati sul sito dagli utenti – si trovano in una difficile situazione legale e non si sa che fine faranno. Proprio in questi giorni, Dotcom ha detto che sta lavorando con i suoi legali per ottenere accesso a quei dati e restituirli agli utenti.

Il funzionamento di Mega è completamente diverso rispetto al passato, per il momento: per condividere i file caricati sul proprio account bisognerà essere in possesso dell’indirizzo e-mail della persona con cui li si vuole condividere: in questo senso Mega funziona in maniera simile a Google Drive e Dropbox, siti che offrono un simile servizio di cloud storage. L’utente che riceve dei file in condivisione non potrà condividerli con terzi. «Legalmente – ha detto Dotcom – non c’è proprio niente che possa essere usato per chiuderci. Questo sito ha tutti i diritti di esistere come fanno Dropbox, Boxnet e altri concorrenti». Nelle prime ore di attività, secondo quanto riferito da Dotcom, su Mega si sono registrati 250 mila utenti.

Dotcom, però, non sembra essere deciso a restare solo su questa strada. Dopo il lancio di Mega, su Twitter e nel corso di una conferenza stampa di presentazione questa mattina, Dotcom ha anche parlato dei suoi progetti futuri. Tra questi ci potrebbero essere siti di condivisione per serie televisive, musica e film. Dotcom non ha dato particolari su come funzioneranno questi siti: se saranno in qualche maniera simili al vecchio Megavideo o se seguiranno la strada del nuovo Mega. In un tweet indirizzato alla MPAA – l’associazione dei produttori di film americana, uno dei suoi più forti accusatori – Dotcom ha mostrato quella che potrebbe essere l’home page del futuro Megamovie.

 

Le indagini su Megaupload e Megavideo portarono all’arresto di Kim Dotcom in Nuova Zelanda, dov’è residente al momento. All’epoca ci furono molte polemiche su come la polizia e l’intelligence della Nuova Zelanda collaborarono con l’FBI per ottenere prove sull’uomo, che per questo motivo ha recentemente ottenuto le scuse del primo ministro neozelandese. Dotcom al momento è in attesa di sapere se la domanda di estradizione negli Stati Uniti sarà accolta. La prossima udienza è fissata per marzo. Durante la conferenza stampa che è seguita al lancio del sito, Dotcom ha fatto sapere che sta scrivendo un libro sulla vicenda, sarà pronto a giugno o luglio e spera che possa essere la base per un film.

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