• Mondo
  • martedì 5 agosto 2014

Le alghe tossiche del Lago Erie

Uno dei Grandi Laghi americani è parzialmente ricoperto da alghe tossiche, la situazione sta diventando preoccupante: una città per tre giorni ha vietato di bere acqua di rubinetto

Lunedì 4 agosto il sindaco di Toledo – una città statunitense nello stato dell’Ohio, che dà sul lago Erie – durante una conferenza stampa ha bevuto un sorso da un bicchiere d’acqua proveniente dalla rete idrica cittadina per provare che si può bere senza rischi per la salute: da tre giorni, a Toledo, c’era un divieto di bere e utilizzare acqua della rete idrica dopo che alcune analisi dell’acqua potabile avevano mostrato elevati livelli di un certo tipo di tossine. Il risultato è stato largamente interpretato come una conseguenza diretta della notevole ed estesa fioritura di una specie di alghe tossiche nel lago Erie, che hanno indotto più di 400 mila persone nel nord ovest dell’Ohio e nel sud ovest del Michigan a cercare fonti d’acqua alternative.

Il lago Erie è uno dei cinque Grandi Laghi dell’America settentrionale, ha una sponda sul Canada e l’altra sugli Stati Uniti, e sulle sue coste vi sorgono, oltre che Toledo, grandi città come Cleveland, Detroit e Buffalo. Il fenomeno delle alghe tossiche – responsabili dell’elevato livello di microcistina nell’acqua – sembra tuttavia riguardare principalmente la parte occidentale del lago: è un fenomeno piuttosto frequente, in estate, ma nelle ultime settimane ha assunto proporzioni preoccupanti. Gli esperti ritengono che sia determinato da un insieme di fattori concomitanti, principalmente il cambiamento dei metodi e delle pratiche di agricoltura, una specie invasiva di cozze e il cambiamento climatico globale.

Nonostante le rassicurazioni da parte del sindaco di Toledo, la popolazione continua a essere perplessa riguardo la potabilità dell’acqua, considerando che per tre giorni i militari hanno dovuto fornire acqua potabile a tutti i cittadini, di quartiere in quartiere. Gary Fahnenstiel, un ricercatore al Water Center dell’Università del Michigan, ad Ann Arbor, è un esperto di fioriture algali tossiche, e ha detto a NBC che l’acqua rimarrà potabile almeno “per un po’”. Gli scienziati intervenuti per contrastare l’emergenza hanno aggiunto un maggiore quantitativo di carbone attivo – un materiale utilizzato per filtrare e purificare i liquidi – nel punto dell’acquedotto collegato alle acque del lago, e hanno aggiunto del cloro nell’impianto, per depurare l’acqua.

«La preoccupazione maggiore è che questa fioritura dovrebbe verosimilmente perdurare, e si sposterà da ovest a est del lago», ha detto Jeff Reutter, direttore del laboratorio Ohio Sea Grant all’Università dell’Ohio, secondo il quale il picco di massima fioritura delle alghe tossiche dovrebbe verificarsi a settembre. Reutter ha inoltre spiegato che potrebbe capitare in altre città, e che il caso di Toledo è frutto di una serie di circostanze particolari: in pratica, il vento ha spostato le alghe presenti in superficie creando un accumulo proprio in corrispondenza del punto di approvvigionamento dell’acquedotto. Ad ogni modo, il punto di aspirazione dell’impianto si trova in un punto vicino al fondo del lago: tra quel punto e le alghe in superficie ci sono circa 6-7 metri, una distanza teoricamente sufficiente per permettere la diluizione delle tossine fino a livelli accettabili.