La Prima guerra mondiale a colori

Un nuovo libro raccoglie vecchie fotografie dell'epoca scattate con la tecnica dell'autocromia: la trincea, le ambulanze, un dirigibile francese abbattuto

In occasione del prossimo centenario dell’inizio della Prima guerra mondiale, il 28 luglio del 1914, la casa editrice Taschen ha pubblicato il volume First World War in Colour: raccoglie le immagini scattate all’epoca sulla guerra da un piccolo gruppo di fotografi che stava sperimentando l’autocromia, una tecnica brevettata nel 1903 dai fratelli Lumière e commercializzata nel 1907, che permetteva di realizzare fotografie a colori. Le immagini sono più di 320, provengono da archivi europei, statunitensi e australiani e raccontano numerosi aspetti del conflitto, dalla mobilitazione delle truppe ai festeggiamenti per la vittoria a Parigi, Londra e New York.

Per realizzare un’autocromia si stendeva sopra una lastra di vetro uno strato sottilissimo di granelli di fecola di patate – una farina – colorati di verde, arancione e blu, che facevano da filtri: gli interstizi venivano riempiti col nerofumo, un colorante, e i granelli venivano poi ricoperti da un’emulsione fotografica in bianco e nero: una soluzione sensibile alla luce sulla quale restasse impressionata l’immagine. Una volta sviluppata, la fotografia assomigliava a un quadro puntinista: i colori erano ottenuti dalla sintesi dei tre colori primari iniziali. Il procedimento richiedeva un tempo di esposizione piuttosto lungo, per questo le fotografie ritraggono scene accuratamente composte, dai soldati che si preparano alla battaglia, alla mensa in trincea, alle città distrutte dai bombardamenti. La presenza del colore permette una più facile immedesimazione con le scene, che appaiono molto più realistiche e vicine rispetto alle più frequenti immagini in bianco e nero dell’epoca.

Il libro è curato da Peter Waltherha, che si è occupato di pubblicazioni letterarie, di fotografia e di storia contemporanea e di diversi libri illustrati con fotografie storiche a colori.

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