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  • venerdì 6 Giugno 2014

La Russia ai Mondiali

Ventunesima puntata della guida del Post: una squadra senza grandissimi campioni ma con un buon gruppo, e allenata da una leggenda vivente

La nazionale di calcio russa si è qualificata ai Mondiali vincendo – bene – il suo girone di qualificazione, nel quale a dire il vero l’unica squadra alla sua altezza era il Portogallo (che però ha perso punti contro squadre abbordabili come Israele e Irlanda del Nord). È alla sua terza partecipazione ai Mondiali, dopo quelle del 1994 e 2002. Di recente ha fatto una gran figura agli Europei del 2008, quando arrivò in semifinale e fu eliminata dalla Spagna (che avrebbe poi vinto il torneo). È guidata dal leggendario allenatore italiano Fabio Capello dal mese successivo agli Europei del 2012, nei quali la squadra venne eliminata al primo turno (si giocò la qualificazione agli ottavi all’ultimo turno, contro la Grecia, e perse 1-0). A questo giro, è finita in un gruppo dall’esito molto incerto: girone H, assieme a Corea del Sud, Belgio e Algeria.

Un allenatore leggendario
Fabio Capello è uno degli allenatori più vincenti al mondo in attività, nonché uno dei più pagati (circolano diverse stime, comprese fra i 7 e i 10 milioni di euro). Ha vinto tutto quello che c’era da vincere: cinque scudetti con Milan e Roma, una Champions League (col Milan) e due campionati spagnoli (col Real Madrid) – oltre naturalmente ai titoli ritirati che vinse quando allenava la Juventus: altri due scudetti fra il 2004 e il 2006. Capello è famoso sia per la grande disciplina che richiede ai propri giocatori sia per la saggezza tattica e la durezza caratteriale. L’ultima squadra che ha allenato prima della Russia è stata un’altra nazionale, l’Inghilterra, per poco più di 4 anni.

Come gioca
Come scrive ESPN, la Russia punta molto forte sulla propria difesa: nei due anni della gestione di Capello hanno preso più di un gol solo contro gli Stati Uniti, il 14 novembre del 2012. Di conseguenza cercano di segnare più gol possibile in contropiede e praticano un calcio bruttino a vedersi. Nelle dieci partite di qualificazione dei Mondiali hanno subito solo cinque gol in dieci partite; due delle sette vittorie le hanno ottenute grazie a un solo gol di scarto, come quella contro il Portogallo a ottobre del 2012, costruita per lo più su una convincente prestazione della difesa, appunto.

Nella partita giocata in Portogallo, a giugno dell’anno seguente, il Portogallo riuscì a vincere 1-0 grazie a un gol segnato da Helder Postiga al nono minuto del primo tempo, su calcio piazzato, ma la Russia non diede mai l’impressione di aver perso la concentrazione e di rischiare di prendere tanti gol, come solitamente capita alle squadre più deboli quando giocano fuori casa e subiscono un gol quasi subito. Anzi la Russia ebbe anche alcune occasioni per pareggiarla.

Capello fin qui è stato molto apprezzato soprattutto per la concretezza del suo lavoro e per la capacità di scegliere uno schema di gioco – un 4-3-3 piuttosto classico – in gran parte basato sul tipo di giocatori di cui dispone la Russia. A centrocampo ci sono tre giocatori di buona tecnica e grande forza e resistenza fisica – Roman Shirokov, Viktor Fajzulin, Igor Denisov (o Denis Glushakov) – mentre in attacco ci sono tre giocatori di cui due sono titolari fissi: Aleksandr Kokorin e Alan Dzagoev, due dei più forti e promettenti trequartisti russi. L’attaccante di ruolo invece è Aleksandr Kerzakov, dello Zenit San Pietroburgo: in pratica, buona parte dei migliori giocatori della nazionale russa giocano o nello Zenit San Pietroburgo o nel CSKA Mosca.

I giocatori forti

Roman Shirokov
Luxembourg v Russia - FIFA 2014 World Cup Qualifier

Ha 32 anni, è stato a lungo il capitano della nazionale (96 presenze) – prima di alternarsi con Igor Denisov – e gioca nel campionato russo, nel Krasnodar, in prestito dallo Zenit San Pietroburgo. È un centrocampista centrale molto forte fisicamente, che si occupa principalmente della fase difensiva, ed è un tipo piuttosto rude nei contrasti, utilissimo per i colpi di testa (è alto 1 metro e 87): è un giocatore completo, e cioè bravo anche in fase di avvio delle azioni di attacco e negli inserimenti. È un giocatore molto seguito, in Russia, ed è anche noto per le numerose polemiche di cui si rende protagonista contestando le decisioni arbitrali durante e al termine delle partite oppure irridendo gli avversari (anche su Twitter, dove ha circa 230 mila follower). Alla fine di aprile ha subito un infortunio al tendine d’Achille ma Capello lo ha comunque inserito nella lista dei convocati, sperando di recuperarlo in tempo.

Igor’ Akinfeev
Igor Akinfeev

Ha 28 anni ed è il portiere titolare del CSKA Mosca praticamente dall’inizio della sua carriera: dalle giovanili del CSKA è passato in prima squadra undici anni fa, attualmente ne è anche il capitano. L’anno scorso c’è stato un momento in cui alcuni club europei – come il Real Madrid e il Manchester United – si erano interessati al suo acquisto. Oltre che alle tattiche e ai moduli di gioco introdotti da Capello, gran parte dei meriti dei buoni risultati recenti della Russia va effettivamente attribuita ad Akinfeev – che però in questa stagione con il CSKA ha subito comunque 42 gol, che non sono pochi, tra campionato e coppe. Con la Russia è andata molto meglio, grazie anche alle ottime partite giocate dall’esperto difensore – e suo compagno di club – Sergey Ignashevich, e da tutta la difesa in genere: nelle qualificazioni Akinfeev ha subito complessivamente 5 gol in 10 partite.

Alcuni ricordano, tra le sue tante parate, una particolarmente bella che fece durante una partita contro la Slovenia, nel novembre del 2009, andata dello spareggio per la qualificazione ai Mondiali in Sudafrica: la Russia vinceva 2-1 e Akinfeev evitò il gol del pareggio nel tempo di recupero, ma fu tutto inutile perché poi la Slovenia vinse 1-0 la partita di ritorno e si qualificò al Mondiale.

Aleksandr Kerzakov
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Ha 31 anni e gioca anche lui nello Zenit San Pietroburgo: è l’attaccante russo che ha segnato più gol in carriera (209), durante 15 stagioni trascorse prevalentemente nel campionato russo (giocò soltanto una stagione all’estero, nel Siviglia). Durante le qualificazioni è stato il miglior marcatore della Russia, con 5 gol, seguito da Aleksandr Kokorin, che ne ha fatti 4. Uno dei vantaggi di giocare con Kerzakov come attaccante centrale – sebbene non sia più giovanissimo – è che, attirando l’attenzione e la marcatura degli avversari, di fatto apre molto spazio ai due probabili esterni di attacco con cui giocherà Capello: Kokorin e Dzagoev.

Alan Dzagoev
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Ha 23 anni, gioca nel CSKA Mosca e probabilmente nella nazionale russa è il calciatore con più talento. È nato a Beslan, in Ossezia del Nord. Quando il primo settembre 2004 un gruppo di separatisti ceceni attaccò la Scuola Numero Uno del paese, tenendo in ostaggio 1.200 persone per 52 ore (morirono 385 persone, fu il più grave attacco terroristico mai avvenuto in Russia), Dzagoev aveva 14 anni e si trovava nella scuola Numero Quattro, e suo padre raccontò poi che all’inizio le radio dissero che la scuola attaccata era la Quattro e non la Uno. È un trequartista tecnicamente molto dotato: gioca da trequartista principalmente perché ha un’ottima visione di gioco e perché ha un gran tiro di sinistro, ma dato che è anche molto veloce gioca spesso – e bene – anche come esterno di attacco.

Speranze?
La Russia è una squadra senza grandi campioni ma con un ottimo gruppo, ben motivato e ben messo in campo da uno che la sa lunghissima come Capello. L’avversario del girone è chiaramente il Belgio, che è obiettivamente più forte, e quindi è probabile che la Russia si classifichi al secondo posto del girone battendo senza troppe difficoltà Corea del Sud e Algeria. A quel punto agli ottavi incontrerebbe la prima del gruppo G, quasi certamente Germania o Portogallo, e lì le cose si complicherebbero.

Foto: Capello (ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images), Shirokov (Paul Gilham/Getty Images), Akinfeev (AP Photo/Pavel Golovkin), Kerzakov (NATALIA KOLESNIKOVA/AFP/Getty Images), Dzagoev (JACK GUEZ/AFP/Getty Images)

Il Post pubblica un articolo al giorno dedicato a ciascuna delle squadre che parteciperanno ai Mondiali. L’archivio degli articoli precedenti di questa serie lo trovate qui.