10 cose che forse non sapete di Tetris

Uno dei videogiochi più famosi al mondo compie 30 anni: perché si chiama "Tetris", per cominciare? Chi l'ha inventato? E l'appiccicosissima colonna sonora?

Trent’anni fa, oggi, Tetris fu messo in vendita per la prima volta in un paese che nemmeno esiste più: l’Unione Sovietica. Ed è abbastanza paradossale che tra le poche cose rimaste di quel lungo periodo con il mondo diviso in due blocchi ci sia uno dei videogiochi più conosciuti al mondo, che ha idealmente unito centinaia di milioni di persone oltre qualsiasi cortina e confine geografico. Da trent’anni Tetris è nelle classifiche dei migliori videogiochi mai realizzati, continua a essere prodotto in infinite edizioni e varianti, con un successo costante dovuto alle sue semplici regole: ci sono delle forme geometriche che cascano dall’alto e bisogna incastrarle perfettamente tra loro per costruire un muro, che si distrugge da solo a ogni linea completa; i pezzi vengono giù sempre più velocemente; se li incastri male il muro continua ad aumentare in altezza fino al Game Over. E poi si ricomincia.

Il primo Tetris
La prima versione di Tetris fu progettata e programmata da Alexey Leonidovich Pajitnov nella prima metà degli anni Ottanta per il Centro Informatico Dorodnicyn di Mosca, una serie di laboratori gestiti dall’Accademia delle scienze russa all’epoca dell’Unione Sovietica. Pajitnov aveva 28 anni quando sviluppò Tetris con l’aiuto di due colleghi, Dmitry Pavlovsky e Vadim Gerasimov. Il gioco fu distribuito in Unione Sovietica il 6 giugno 1984 in una versione per Electronika 60, un computer che non aveva capacità grafiche e per questo motivo i pezzi e il resto della schermata erano realizzati utilizzando blocchi di testo.

Partendo dalla versione di Pajitnov, Gerasimov ne fece una per computer IBM che iniziò ad avere un notevole successo oltre l’Unione Sovietica. Nel 1987 ne fu messa in vendita una versione negli Stati Uniti che ebbe un seguito enorme. In breve tempo Tetris divenne uno dei videogiochi più apprezzati e imitati nella storia dell’intrattenimento digitale.

Nome
Tetris si chiama così perché il suo ideatore mise insieme due parole, che pensava descrivessero efficacemente il suo videogioco: “tetramino” e “tennis”. Il primo termine viene usato per definite una figura piana costituita da quattro quadrati di stesse dimensioni uniti tra loro lungo uno o più lati. Il secondo fa naturalmente riferimento allo sport, il preferito di Pajitnov. I pezzi del Tetris sono in tutto sette, e ognuno di loro è un tetramino, poiché è formato da quattro quadrati identici. Le forme dei sette tetramini del Tetris ricordano le lettere I, J, L, O, S, T e Z. Nella versione originale i pezzi erano ottenuti utilizzando parentesi quadrate – cioè [] – di colore verde. Le svariate edizioni successive introdussero l’uso di colori per distinguere meglio i pezzi, o di motivi diversi nel caso di schermi in tonalità di grigio come nel caso della prima versione del GameBoy di Nintendo.

Versioni
Fare un elenco unico ed esaustivo di tutte le versioni di Tetris messe in commercio nei suoi 30 anni di esistenza è praticamente impossibile. Ne sono uscite per qualsiasi tipo di sistema, da quelle per console fisse e portatili a quelle per computer, smartphone, cellulari classici, lettori di MP3 e via discorrendo. Nei suoi primi 12 anni di esistenza, intorno a Tetris ci sono stati numerosi contenziosi legali per violazione di copyright e utilizzo non autorizzato del videogioco. Anche se continuano a esserci contenziosi, le cose sono migliorate quando nel 1996 è stata fondata Tetris Company, una società di proprietà di Pajitnov e dello sviluppatore di giochi olandese Henk Rogers. I giochi approvati da Tetris Company dall’anno della sua fondazione a oggi sono circa 90.

GameBoy
La versione di Tetris per GameBoy, la console portatile di Nintendo, è tra quelle più vendute nella storia del videogioco: almeno 35 milioni di copie in tutto il mondo. Fu messo in vendita per la prima volta nel 1989, lo stesso anno in cui fu messo in commercio il GameBoy in Giappone e negli Stati Uniti (in Europa arrivò nel settembre del 1990). Questa versione di Tetris ebbe molto successo perché in diversi paesi veniva venduta come gioco incluso al GameBoy. Inoltre, nella confezione c’era un cavetto per collegare insieme due GameBoy per giocare uno contro l’altro. Molte riviste di videogiochi hanno inserito ai primi posti delle loro classifiche dei migliori videogiochi di sempre la prima versione di Tetris per GameBoy.

Colonna sonora
Tutti i giocatori di Tetris sanno che una parte fondamentale del gioco è la musica incalzante, che accompagna la caduta dei tetramini. Così come ci sono un sacco di edizioni diverse di Tetris, ci sono un sacco di musiche diverse per il gioco. Anche in questo caso la più conosciuta e riconoscibile è quella dell’edizione per GameBoy del 1989, la musica “Type A” basata sulla canzone tradizionale russa Korobeiniki. Il testo dell’originale russo fu composto nel 1861 e successivamente messo in musica, la prima strofa della canzone dice:

Oh, la mia cassetta è piena piena
di chintz e broccati.
Abbi compassione, dolcezza,
delle mie spalle valenti.

Il chintz è un tipo di tessuto di cotone, piuttosto resistente, usato spesso per realizzare tappezzerie e tende, se ve lo stavate chiedendo. Korobeiniki compare in diversi film, compreso “Il Cacciatore” di Michael Cimino, e molti quando la sentono suonare esclamano “La musica di Tetris!”, a conferma di quanto sia più conosciuta la versione del videogioco rispetto all’originale. “Type A” fu composta da Hirozaku Tanaka, uno dei più grandi compositori di colonne sonore di videogiochi. Riuscì a rendere perfettamente il motivo della Korobeiniki nonostante i pochi bit a disposizione offerti dal chip audio della console.

Musica
La colonna sonora del Tetris, soprattutto il “Type A” per GameBoy, è stata suonata nei modi più fantasiosi e con strumenti talvolta improbabili. Su YouTube ci sono migliaia di video, alcuni con milioni di visualizzazioni.

Oltre lo schermo
La società di giocattoli Hasbro ha prodotto alcuni giochi in scatola ispirati a Tetris, mentre in giro per il mondo in molti si sono inventati modi alternativi per giocare a Tetris. Tra i più diffusi c’è usare una facciata di un palazzo e accendere o spegnere le luci alle varie finestre per imitare il meccanismo del gioco.

Gioco infinito?
La difficoltà principale di Tetris sta nel fatto che a ogni livello superato, la velocità del gioco aumenta e si ha meno tempo per decidere dove incastrare il nuovo pezzo, e alla fine si perde inevitabilmente. Secondo diversi matematici, in realtà a Tetris alla fine si perderebbe anche giocando sempre e solo al livello più facile. Una sequenza alternata di pezzi S e Z alla fine porta alla sconfitta in ogni caso. Il gioco non può quindi andare avanti all’infinito.

Cervello
Nei suoi 30 anni di storia, il Tetris è stato studiato da diversi ricercatori per capire i suoi effetti sulle capacità cognitive dei giocatori. Una ricerca pubblicata nel 2009 ha messo in evidenza che il cervello dei giocatori alle prime armi aumenta considerevolmente la propria attività con un conseguente consumo di più energie rispetto al solito. Quando i giocatori diventano esperti il cervello ottimizza lo sforzo e consuma molte meno energie. Secondo altri studi basta giocare a Tetris per mezz’ora al giorno per 90 giorni per avere benefici nelle proprie capacità cognitive.

Effetto Tetris
Può capitare che i giocatori più assidui di Tetris sviluppino involontariamente modi di ragionare che li portano ad applicare al mondo reale ciò che fanno nel videogioco. Il fenomeno psicologico è chiamato “Effetto Tetris” e chi ne soffre tende a immaginare come potrebbe impilare le cose che vede intorno a sé, dalle scatole agli edifici passando per le automobili e altri oggetti. Il fenomeno porta anche a vedere forme geometriche nel campo visivo periferico o quando si chiudono gli occhi, talvolta le allucinazioni si verificano poco prima di addormentarsi. L’Effetto Tetris non si verifica necessariamente solo giocando a Tetris, ma anche ad altri videogiochi ripetitivi o nel caso in cui si eseguano per lungo tempo attività con meccanismi sempre uguali, come può essere risolvere un cubo di Rubik.

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