Il cubo di Rubik e come fu inventato

Fu ideato 40 anni fa da un professore universitario ungherese e da allora è diventato uno degli oggetti più venduti, conosciuti, apprezzati e odiati al mondo

Il cubo di Rubik fu inventato 40 anni fa dal professore di architettura ungherese Ernő Rubik: è uno dei rompicapi più famosi al mondo ed è finito nelle mani di centinaia di milioni di persone. Il gioco consiste nel riordinare le facce colorate del cubo in modo che su ognuna ci sia un solo colore: ebbe il suo momento di massimo successo negli anni Ottanta, ma ancora oggi continua a essere abbastanza popolare e usato per sfide a cronometro dove i partecipanti devono risolvere il cubo di Rubik in pochi secondi.

Nel 1974 Rubik insegnava design degli interni presso l’Accademia di arti applicate di Budapest e durante la preparazione di una lezione gli venne in mente il meccanismo del cubo. Rubik voleva creare un sistema che permettesse di muovere sezioni indipendenti di un cubo, senza doverlo per forza smontare e rimontare ogni volta. Trovò la soluzione realizzando un cubo le cui facce erano formate da sezioni diverse, agganciate al centro da un meccanismo interno, che potevano essere mischiate tra loro. Solo quando scompose il cubo la prima volta e cercò poi di ricomporlo Rubik si rese conto di avere inventato un rompicapo.

Il primo brevetto per il cubo di Rubik fu registrato nel 1975 in Ungheria, con il nome “Cubo Magico”, ma furono necessari due anni prima che fosse messo in produzione e venduto nei negozi di Budapest. Valutato il successo del cubo, nel 1979 la società di giocattoli statunitense Ideal propose a Rubik di vendere la sua invenzione in tutto il mondo. L’anno seguente nelle principali fiere di giocattoli in Europa e Stati Uniti fu presentato il “Cubo Magico”, che suscitò moto interesse. La produzione fu avviata su larga scala e il giocattolo fu rinominato da Ideal “cubo di Rubik”, nome ritenuto meno generico del precedente.

Con il successo arrivarono anche diverse cause legali per Ideal, promosse per lo più da altri inventori che prima di Rubik avevano realizzato rompicapi simili al suo. Nei primi anni Ottanta, Ernő Rubik cercò di mettere al sicuro la sua invenzione facendo domanda per una nuova serie di brevetti, questa volta negli Stati Uniti. La paternità del meccanismo alla base del cubo di Rubik gli fu riconosciuta nel marzo del 1983. Da allora diverse società hanno comunque prodotto imitazioni e varianti del classico cubo di Rubik, senza incorrere in particolari problemi dal punto di vista legale.

Il lato di ogni faccia del cubo di Rubik classico misura poco meno di 6 centimetri. Il giocattolo è costituito da una serie di cubetti di plastica, ognuno dei quali ha un perno su uno spigolo, che serve per essere agganciato agli altri attraverso un meccanismo centrale. Questo sistema permette di spostare i cubetti, con facciate di diversi colori, lungo due assi e di creare quindi diverse combinazioni. In tutto ce ne sono 43.252.003.274.489.856.000.

Il cubo di Rubik può essere risolto in diversi modi. Quello più semplice, ma non necessariamente più breve, prevede che si proceda a risolverlo strato per strato. Il metodo prevede 7 diversi passaggi: croce, angoli, primo strato, secondo strato, orientamento spigolo, orientamento angoli, permutazione spigoli, permutazione angoli. Online a partire da Wikipedia si trovano le istruzioni da seguire per risolvere il rompicapo, e una volta entrati nell’ottica è meno complicato di quanto possa sembrare.

Altri sistemi per risolvere il cubo di Rubik sono molto più veloci, ma richiedono qualche abilità in più e un discreto allenamento. Il detentore dell’attuale record per la risoluzione più rapida del rompicapo è l’olandese Mats Valk, che ha risolto il cubo di Rubik in 5,55 secondi. Ci sono comunque altri detentori di record per alcune varianti sul tema per la soluzione del Cubo: con una mano sola (9,03 secondi); con i piedi (27,93 secondi); con una benda sugli occhi (23,80 secondi); con un robot (3,25 secondi).

Grazie al fatto di essere economico, facile da trasportare e sempre utilizzabile perché non ha bisogno di batterie, nei suoi 40 anni di esistenza il cubo di Rubik ha avuto un enorme successo praticamente in tutto il mondo. Molto riconoscibile grazie alla sue facce colorate suddivise in sezioni, è finito in un sacco di film, serie televisive e fumetti. Un cubo di Rubik è comparso in almeno un episodio dei Simpson, di Seinfeld, di South Park e di Big Bang Theory. Al cinema il rompicapo è comparso in film come WALL•E, Tutti pazzi per Mary, Essere John Malkovich, Armageddon e Una notte al museo 2, solo per citarne alcuni.

Nel maggio del 2014, Google ha sostituito il suo classico logo della homepage con un doodle dedicato al cubo di Rubik, per i 40 anni dalla sua invenzione. Il doodle è interattivo e permette di giocare per risolvere il rompicapo, nel minore numero di mosse possibili.

Ernő Rubik oggi ha 69 anni e per la sua invenzione ha ottenuto decine di premi e riconoscimenti da organizzazioni commerciali e da università. Dopo il successo del suo rompicapo, Rubik si è occupato di divulgazione scientifica, promuovendo l’importanza dello studio delle scienze a scuola. Lo scorso aprile, Rubik ha inaugurato vicino a New York la mostra “Oltre il cubo di Rubik”, dedicata alla scienza, alla tecnologia e alla matematica. La mostra sarà portata in giro per il mondo nei prossimi sei anni, per raccontare la storia del rompicapo di Ernő Rubik e le sue implicazioni in altri ambiti scientifici.

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