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  • mercoledì 28 Maggio 2014

Il casino di martedì al Giro d’Italia

Un ciclista ha vinto la tappa con un distacco notevole, ma i suoi avversari hanno protestato perché credevano che la gara fosse stata “neutralizzata” (e che vuol dire)

Martedì 27 maggio ci sono state numerose polemiche al termine della 16esima tappa del Giro d’Italia, vinta dal ciclista colombiano Nairo Quintana, della squadra Movistar, in 4 ore e 42 minuti, e con un vantaggio di più di 4 minuti sul suo principale avversario in classifica generale, il colombiano Rigoberto Urán, che corre per la squadra Omega Pharma, che ha contestato duramente l’esito della gara. Si trattava di una tappa difficile: 139 chilometri di alta montagna – da Ponte di Legno (Brescia) a Val Martello (Bolzano) – con due salite impegnative, il Passo Gavia (2618 metri) e lo Stelvio (2758), e con arrivo in salita. L’anno scorso questa stessa tappa era stata annullata a causa delle difficili condizioni atmosferiche, come neve, vento e temperature bassissime, che si sono ripresentate in parte anche quest’anno.

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16esima tappa Giro d'Italia

Stavolta la direzione del Giro d’Italia aveva annunciato, lunedì, che la tappa si sarebbe svolta regolarmente, sebbene martedì le condizioni fossero piuttosto avverse. Ad ogni modo il passo più impegnativo, lo Stelvio, è stato raggiunto per primo, e a un buon ritmo, dal ciclista Dario Cataldo della squadra Sky. Nella discesa seguente, Cataldo ha accumulato un leggero vantaggio su un gruppo che comprendeva Quintana – uno dei favoriti, e che fino a ieri era quinto in classifica generale – e uno ancora maggiore sul gruppo della maglia rosa, Rigoberto Urán.

A quel punto, in cima allo Stelvio, dato il brutto tempo e la ridotta visibilità, alcune squadre come Astana e Omega Pharma – per le quali gareggiano, tra gli altri, Fabio Aru e Rigoberto Urán, che corrono per la vittoria del Giro – hanno interpretato una comunicazione radio della direzione del Giro come “neutralizzazione” provvisoria della corsa, e hanno inteso che le moto della direzione presenti lungo la discesa servissero a guidare i ciclisti, permettendo loro di indossare abiti più pesanti e procedere a una velocità controllata per non correre rischi di incidenti. E così hanno fatto.

Quintana, che invece si trovava più avanti rispetto a quel gruppo, è sceso a un ritmo “normale”, da gara, e poco prima dell’inizio dell’ultima, complicata, salita verso il traguardo in Val Martello si è ritrovato già con un vantaggio di quasi due minuti su Aru e Urán, che intanto si erano quasi fermati sullo Stelvio. Quintana ha ripreso Cataldo, lo ha superato, e ha “attaccato” la salita molto efficacemente e con tenacia, seguito da Ryder Hesjedal della Garmin, che alla fine è arrivato secondo a 8 secondi di distanza.

Le squadre avversarie hanno protestato duramente per il comportamento di Quintana. «Noi abbiamo capito che la discesa dello Stelvio fosse stata “neutralizzata”, siamo gli unici idioti che hanno capito così?», ha detto l’allenatore della squadra Astana. La polemica è stata ulteriormente alimentata dal fatto che Gazzetta.it aveva inizialmente comunicato via Twitter la “neutralizzazione” della corsa, messaggio rettificato dopo circa mezz’ora.

 

Il sito Cycling.it ha da poco diffuso l’audio della comunicazione radio ricevuta dalle squadre, che probabilmente alimenterà ancora di più le polemiche. È utile ricordare che la presenza delle moto è una pratica abituale nel ciclismo, anche in condizioni difficili del genere, e non necessariamente indicano la “neutralizzazione” della corsa: a volte servono semplicemente a scortare i ciclisti e indicargli le migliori traiettorie da seguire. A meno che non espongano bandiera rossa: in quel caso la gara è temporaneamente “neutralizzata”, e i corridori devono rallentare per evitare rischi e mantenere una velocità controllata.

Quintana – nuova maglia rosa – ha vinto la tappa con un vantaggio di più di 4 minuti su Urán, che ora è secondo in classifica generale a un minuto e quarantuno secondi da Quintana. Il Giro d’Italia si concluderà domenica prossima, 1 giugno. Quintana si è difeso sostenendo di essere rimasto vicino al gruppo che ha affrontato la discesa dallo Stelvio con un buon passo.

Foto: AP Photo/Fabio Ferrari