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  • giovedì 8 maggio 2014

Perché l’eroina prospera?

Negli Stati Uniti costa sempre meno e viene usata sempre di più: c'entrano i controlli sull'abuso di antidolorifici e anche la legalizzazione della marijuana

di Nick Miroff – Washington Post

Negli Stati Uniti la marijuana è legale – per uso medico o ricreativo – in 20 stati, e il mercato della cannabis è rifornito sempre più con prodotti di alta qualità coltivati, per lo più legalmente, negli Stati Uniti: in California anche i cartelli della droga hanno aperto attività legali di coltivazione di marijuana. Il prezzo della marijuana, di conseguenza, continua a scendere. Per recuperare i ricavi persi i coltivatori di droga messicani, che tradizionalmente avevano rifornito il mercato illecito nordamericano, stanno abbandonando la cannabis e stanno riempiendo i loro campi con papaveri da oppio, facendo scendere il prezzo dell’eroina.

Inoltre, in seguito a un aumento dell’abuso di farmaci antidolorifici, le autorità sanitarie statunitensi hanno reso più stretti i controlli sugli oppiacei sintetici come l’idrocodone e l’ossicodone. Anche in questo caso il traffico di sostanze illegali come l’eroina, ora disponibile a prezzi più bassi grazie alla maggiore produzione nei campi messicani, ha ottenuto grandi benefici dai controlli sui medicinali tradizionali: i narcotrafficanti messicani hanno trovato nuove nicchie di mercato in posti remoti come la Virginia e il Vermont, dove fino a qualche anno fa in pochi sapevano come fosse fatto un ago e l’abuso dei classici antidolorifici era molto diffuso.

I coltivatori del “triangolo d’oro”, una regione dello stato messicano di Sinaloa da dove sono arrivati i più potenti gangster e la maggior parte della marijuana degli ultimi anni, dicono di aver smesso del tutto con la cannabis: in un anno il prezzo è passato da 100 dollari al chilogrammo a meno di 25. I coltivatori di questa regione, di quelle limitrofe e di altri stati centroamericani stanno seminando i loro appezzamenti con papaveri da oppio, un’operazione su larga scala che sta coinvolgendo anche aree in cui le autorità non avevano mai notato coltivazioni di stupefacenti.

Lo scorso gennaio la polizia dell’Honduras ha scoperto la prima piantagione di papaveri del paese, nascosta tra le montagne, in una sofisticata serra grande come un campo da calcio. La stessa settimana l’esercito del Guatemala è stato attaccato da un gruppo di coltivatori armati di bastoni mentre procedeva con le operazioni di distruzione di una piantagione di papaveri grande oltre mezzo chilometro quadrato. Lo scorso anno, lungo il confine con il Messico, le autorità statunitensi hanno sequestrato 2.162 chilogrammi di eroina: nel 2007 ne erano stati sequestrati 377 chili.

Secondo i dati del governo, l’uso dell’eroina negli Stati Uniti, tra il 2007 e il 2012, è aumentato del 79 per cento, generando un’ondata di morti per overdose e un’“urgente e preoccupante crisi di salute pubblica”, come la ha definita lo scoro mese il procuratore generale degli Stati Uniti Eric Holder. Nonostante l’abuso di antidolorifici resti la prima causa di morti per overdose, l’eroina “si è insinuata in tutto il paese, cominciando a essere usata in posti dove non lo era mai stata”, come ha spiegato Carl Pike, un dirigente della DEA (la Drug Enforcement Administration).

Grazie al prezzo ridotto e alla facilità di trasporto, l’eroina è ora disponibile anche fuori dalle grandi città dove tradizionalmente veniva venduta, come New York e Chicago. Nelle zone rurali dei monti Appalachi, nel New England, e nel Midwest le cose sono state particolarmente difficili: città come Portland (nel Maine), St. Louis e Oklahoma City stanno facendo molta fatica a contrastare l’improvviso aumento di casi di tossicodipendenza.

Carl Pike e altri agenti della DEA hanno confermato che la nuova diffusione dell’eroina si deve anche a una precisa strategia di marketing dei trafficanti messicani, che hanno preso di mira le zone in cui l’abuso di oppiacei sintetici era più elevato, mandando i loro spacciatori a lavorare fuori dalle cliniche per il metadone.

Alcuni dei nuovi clienti hanno cominciato a fare uso di eroina sniffandola. Ma proprio come nel caso dei dipendenti da antidolorifici, che iniziano inghiottendo le pillole e finiscono spesso per farle a pezzi allo scopo di sniffarne la polvere, anche i nuovi utilizzatori di eroina hanno presto scoperto che le iniezioni endovenose danno un effetto molto più potente. A quel punto, come spiegano gli esperti, i dipendenti hanno attraversato una sorta di soglia psicologica, superando lo stigma dell’uso dell’ago. Allo stesso tempo cominciano a essere meno soddisfatti con le pillole di antidolorifico, il cui effetto svanisce in poche ore e che possono costare anche 80 dollari l’una, sul mercato nero. Le dosi di eroina, al contrario, costano 4 dollari l’una e sono potenti come poche delle cose che si possono trovare in farmacia.

Mentre storicamente la Colombia è stata la più grande fonte di eroina venduta negli Stati Uniti, ora è la merce messicana quella a essere più presente sul mercato nordamericano. Insieme, i due paesi, producono oltre il 90 per cento dell’eroina consumata negli Stati Uniti e quasi tutta viene portata attraverso il confine con il Messico. Le statistiche della DEA mostrano come negli ultimi anni siano crollati i sequestri di cocaina e marijuana, ma siano aumentati quelli di metanfetamine e eroina.

Il cartello messicano di Sinaloa continua a essere il primo fornitore di eroina degli Stati Uniti e controlla circa la metà del mercato nordamericano. Il boss del cartello, Joaquin “El Chapo” Guzman, è cresciuto sulle montagne appena fuori la città di Badiraguato e la sua organizzazione criminale rimane la più potente della costa ovest del Messico.

Guzman è stato catturato dalle autorità Messicane lo scorso febbraio, ma il commercio di droga nella Sierra Madre non ha accusato il colpo ed è continuato come nulla fosse accaduto. Giovani uomini equipaggiati con AK 47, pistole da 9mm e radiotrasmittenti, pattugliano le strade tra i villaggi della zona e i piccoli campi di volo usati per il trasporto degli stupefacenti.

L’intera regione è un’enorme piantagione di droghe e lo è stata per decine di anni.

Per molti, da queste parti, coltivare stupefacenti è l’unico modo di sopravvivere. Lo scorso mese, però, un’ispezione aerea dell’esercito messicano ha permesso di individuare una grande piantagione di papaveri: in poche ore la zona era piena di soldati che hanno bruciato il raccolto e tagliato i tubi degli impianti di irrigazione.

L’esercito dice di aver distrutto circa 145 chilometri quadrati di coltivazioni di papaveri nel 2013, nel 2011 ne aveva distrutti 160mila. Il calo non è stato spiegato chiaramente dai dirigenti dell’esercito, ma secondo molti esperti i militari sono troppo impegnati a combattere i cartelli della droga nelle città e hanno sempre meno soldi per la distruzione delle piantagioni.

Un chilo dell’appiccicosa linfa di papavero usata per produrre l’eroina si vende all’ingrosso per circa 1.500 dollari, il doppio di quello che fruttava nel 2012. Con i giusti fertilizzanti e un clima favorevole, un campo di papaveri ben coltivato può produrre circa otto chili di linfa, appena abbastanza per un chilo di eroina pura.

Quando i papaveri fioriscono, le loro capsule cominciano a produrre una linfa bianca (lattice). I raccoglitori, personale stagionale pagato tra i 30 e i 40 dollari al giorno, usano rasoi per tagliare le capsule, che sono poi spremute per raccogliere la linfa. L’operazione può durare diverse settimane, considerato che ogni capsula può essere tagliata fino a 6 volte prima di seccare.

Quando la linfa assume un colore marrone e si indurisce un po’ viene compattata in pani. Se conservata nelle giuste condizioni la linfa può durare anche diversi anni, questo permette ai coltivatori di aspettare che i prezzi siano favorevoli prima di vendere.

I coltivatori vendono la linfa a intermediari o a emissari dei cartelli della droga. La linfa viene “cucinata” in laboratorio con anidride acetica; dopo l’aggiunta di una serie di altri additivi, il prodotto viene seccato, polverizzato e preparato per il trasporto.

A differenza della marijuana, che viene trasportata illegalmente attraverso il confine a piedi con gli zaini, l’eroina viene normalmente spedita con i camion insieme ad altre merci, in modo che sia più difficile da individuare. Quando raggiunge le città americane, un chilo di eroina può costare tra i 60.000 e gli 80.000 dollari, prima ancora di essere tagliata con latte in polvere o lattosio. Nonostante l’aumento della produzione, per ora l’alta domanda ha mantenuto alti i prezzi all’ingrosso dell’eroina in rapporto a quelli al dettaglio.

© 2014 – The Washington Post
Foto: Un soldato messicano in un campo di papaveri da oppio (AP Photo/David Hernandez)

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