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  • mercoledì 16 Aprile 2014

Una condanna sbagliata per un refuso

Obama ha rivisto la pena di un uomo che per un errore di trascrizione era stato condannato a 42 mesi di carcere in più rispetto al dovuto

Ceasar Huerta Cantu è un uomo di 46 anni, ha una figlia di 8 anni e dal 2006 è detenuto in una prigione federale degli Stati Uniti. A causa di un errore di battitura – una cifra scritta al posto di un’altra – è stato condannato a una pena di 3 anni e mezzo superiore a quella prevista per i reati che aveva commesso. Martedì 15 aprile il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha deciso di intervenire sulla sentenza e commutare la sua pena. Ceasar Huerta Cantu sarà rilasciato nel maggio del 2015.

Ceasar Huerta Cantu si era dichiarato colpevole davanti a un tribunale della Virginia nel 2006 per riciclaggio di denaro e spaccio di droga: era stato trovato in possesso di circa mille chili di marijuana e di cinque chili di cocaina. Nel sistema giuridico statunitense spetta al giudice fare il calcolo della pena, in relazione alla tipologia di reato e alla quantità dei capi di accusa, ma ci sono delle linee guida che prevedono che per certi reati non si possa andare obbligatoriamente sotto un certo numero di anni di detenzione. Il numero che contraddistingue il capo d’accusa di Cantu era stato trascritto in modo errato, 36 invece che 34, determinando automaticamente una pena detentiva di 17 anni e mezzo. La condanna era stata poi ridotta a 15 anni, ma era ancora di almeno 42 mesi superiore rispetto a quello che avrebbe dovuto scontare.

Cantu si era accorto dell’errore solo nel maggio 2012, dopo aver visto una copia dei documenti del tribunale sul suo caso, e aveva scritto personalmente al tribunale chiedendo che la sua condanna venisse riconsiderata. Il giudice che già lo aveva condannato nel 2006, Jackson L. Kiser, aveva però respinto la sua richiesta perché erano scaduti i limiti per la presentazione dei ricorsi, stabiliti in un anno al massimo (per evitare troppi ricorsi che potrebbero poi rivelarsi infondati): «Sono in sintonia con la posizione del firmatario, ma non mi è permesso ignorare la legge», aveva risposto il giudice Kiser nel marzo del 2013. A Cantu non restava nessuno a cui rivolgersi, se non al presidente degli Stati Uniti per una richiesta di clemenza.

In quello che il New York Times definisce «un raro uso dei suoi poteri di clemenza», Obama ha commutato la condanna di Cantu risparmiandogli 42 mesi di detenzione. «È difficile immaginare che qualcuno nel sistema di giustizia penale federale possa scontare un extra di più di tre anni di carcere a causa di un errore tipografico», ha commentato Kathryn Ruemmler, consulente legale della Casa Bianca. La notizia è stata accolta con favore dalla stampa statunitense che, in passato, ha accusato Obama di essere il presidente meno clemente della storia degli Stati Uniti. Nei suoi primi cinque anni di mandato, Obama ha infatti deciso il numero più basso di atti di clemenza rispetto a qualsiasi altro presidente dell’era moderna. La Casa Bianca e il Dipartimento di Giustizia stanno attualmente lavorando per ridurre le pene nei piccoli reati, ma il caso Ceasar Huerta Cantu non fa direttamente parte di questa iniziativa.