Quanti leggono un articolo sulla lettura?

Lo avete visto, qualche giorno fa? È stato visitatissimo, sul Post, e fatti alcuni conti, si autoconfermava

di Michael S. Rosenwald - Washington Post

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Questo grafico è la risposta a un quesito adatto a questi tempi digitali: i lettori leggono un articolo che parla di leggere?

L’articolo in questione – dedicato a come il modo sbrigativo con cui scorriamo e filtriamo gli articoli su internet influenza la nostra lettura di cose più lunghe e approfondite – è circolato moltissimo all’inizio di questa settimana, ha fatto numeri assurdi di pagine viste, fantastilioni di tweet, ed è persino stato citato nel monologo di Craig Ferguson in tv.
E anche se molti lettori hanno scritto «sì, l’ho letto anche io« commentando l’articolo su Twitter, ci sono state anche molte battute sul tema «non l’ho letto tutto».

E così abbiamo deciso di verificarlo. Quelli di Chartbeat, che studiano come la gente legge i contenuti digitali, hanno fatto un’analisi e hanno scoperto che il 25 per cento dei lettori ha smesso di leggere la pagina in questione addirittura prima di arrivare al testo dell’articolo. Una percentuale più piccola di altri lettori ha lasciato perdere da qualche parte nel mezzo. E il 31 per cento l’ha letto fino in fondo. Ho un lecca lecca per tutti loro.
In quanto autore dell’articolo, dovrei essere contento di questi numeri, oppure molto, molto triste? Ho chiesto a Josh Schwartz, il “chief data scientist” di Chartbeat, e poi ho trattenuto il respiro.

“Tutte le volte che parlo ai giornalisti fanno sempre la stessa domanda”, ha detto Schwartz.

Una non-risposta. Non un buon segno.

E poi ha detto: “Ma questi sono ottimi numeri”

Mi sono sentito molto meglio, ma sono rimasto perplesso. Soltanto 31 lettori su 100 sono arrivati alla fine del mio articolo: come possono essere buoni numeri? Schwartz mi ha spiegato che in media circa un terzo dei lettori di news non comincia nemmeno a leggere la pagina di un articolo dopo averla aperta. Nei casi peggiori il numero dei visitatori che abbandona la pagina senza leggere arriva al 90 per cento.

Ed ecco allora la conclusione, affascinante ed inquietante allo stesso tempo: «Il fatto che i numeri di questa storia siano così buoni – ha affermato Schwartz – dimostra che le persone non leggono l’articolo sul quale arrivano».
Le persone fanno quello che avevo descritto nel pezzo. Saltellano da una cosa all’altra, cercano parole chiave e leggono solo quello che davvero attrae la loro attenzione. Altrimenti scorrazzano in giro. A quanto pare scorrazziamo molto in giro: è il modo col quale facciamo i conti con la sovrabbondanza di informazioni online. Il problema che ho riscontrato nella mia vita da lettore – e con lettori che ho intervistato – è che ho iniziato a leggere in questo modo anche quando ho tra le mani un libro o qualsiasi lavoro lungo.

Gli scienziati neurocognitivi sono preoccupati da queste cose, e penso che ne abbiano donde.