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  • giovedì 10 Aprile 2014

Sono finite le “crociate sui valori”?

Secondo la Stampa la decisione sulla fecondazione eterologa arriva in un'Italia cambiata sui "temi etici"

Dopo la sentenza pronunciata dalla Corte Costituzionale sulla legge 40 e le tiepide reazioni da parte della CEI e dei giornali cattolici sulla bocciatura al divieto di fecondazione eterologa, Fabio Martini si chiede sulla Stampa come sia cambiata in Italia la percezione dei cosiddetti temi “eticamente sensibili” concludendo, piuttosto ottimisticamente, che nel giro di 10 anni – e per diversi motivi – le “crociate sui valori” saranno sparite.

Un riserbo più eloquente di tante parole. Il silenzio che l’Osservatore romano si è imposto sulla questione della fecondazione eterologa dà la misura di quanto sia cambiato il mondo nell’ultimo decennio sulle questioni «eticamente sensibili». Non molti anni orsono – era il 2003 – proprio la legge sanzionata ieri dalla Corte Costituzionale stazionava a Palazzo Madama in attesa di modifiche e fu in quel delicato frangente che il cardinale Joseph Ratzinger, futuro Papa, emanò una nota molto stringente.

Affermando che i cattolici non avrebbero potuto più collaborare con «forze e movimenti che su questioni fondamentali abbiano espresso posizioni contrarie all’insegnamento della Chiesa» e che i politici cattolici erano tenuti a votare e legiferare secondo la più rigorosa «coerenza tra fede e vita». Una «bolla» ricca di conseguenze: la legge, governante Berlusconi, venne approvata senza la minima modifica, due anni dopo la Cei del cardinale Ruini diede un contributo determinante per far fallire il referendum abrogativo di quella stessa legge e nel 2007, sempre le gerarchie, promossero un partecipatissimo Family Day.

Cinque anni di «crociate sui valori» segnati da una buona condivisione popolare e proprio per questo lo spiazzante understatement manifestato ieri dalle gerarchie (anche la Cei ha taciuto) rilancia la più elementare delle domande: su questi argomenti quanto è cambiata in un decennio l’Italia, la società, il comune senso etico? La sentenza della Consulta ha fotografato un’Italia rapidamente cambiata? «Sì, in pochi anni è cambiato molto – dice il sociologo Domenico De Masi – anzitutto la crisi economica ha scombussolato la gerarchia dei valori e delle priorità e le questioni etiche appaiono meno urgenti di quelle legate alla sopravvivenza, al lavoro, al futuro: gli 80 euro vengono prima di ogni altra questione. E naturalmente c’è anche la novità di un Papa che ha deciso di presidiare le zone border line, la aree di confine che non vanno più lasciate ai laici».

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