• Scienza
  • mercoledì 26 Febbraio 2014

La morte di massa delle balene in Cile

Le foto dei giganteschi fossili trovati qualche anno fa costruendo un'autostrada: ora sappiamo perché morirono

La costruzione di un’autostrada a nord di Caldera, una città cilena nella regione di Atacama, in Cile, permise di scoprire nel 2010 una grande quantità di fossili di balene e di altri animali marini, morti in massa tra i 6 e i 9 milioni di anni fa in diversi periodi. Il punto in cui furono trovati fu chiamato dai locali “Cerro Ballena” (“la collina della balena”) e da quattro anni una squadra di paleontologi lavora per studiare i reperti, catalogarli e trovare una spiegazione al fenomeno che portò alla morte in breve tempo di 40 balene e di numerosi altri animali marini.

Una prima risposta è stata di recente pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B, grazie a uno studio realizzato dai ricercatori del Museo di Storia Naturale dello Smithsonian, l’organizzazione statunitense governativa che promuove la conoscenze e l’istruzione. Secondo la ricerca, gli animali marini morirono per avvelenamento a causa di una presenza massiccia di alghe, che produssero una tossina in grado di danneggiare i tessuti e gli organismi delle balene. La crescita fuori misura delle alghe fu probabilmente causata dalla presenza di minerali ferrosi provenienti dalle Ande.

I ricercatori hanno identificato diversi indizi per arrivare a questa conclusione. Primo: quasi tutti i fossili sono stati trovati con l’addome rivolto verso l’alto, questo significa che gli animali morirono in acqua e furono poi trasportati a riva dalla marea e che non si spiaggiarono come avviene spesso con le balene (pesci e cetacei quando muoiono in acqua spesso si gonfiano a causa dei gas dovuti alla decomposizione, restano a galla con l’addome verso l’alto). Secondo: l’ottimo stato di conservazione della maggior parte dei fossili conferma che gli animali morti furono portati rapidamente a riva, prima che altri grandi animali marini potessero smembrarli per nutrirsi. Terzo: sulle ossa pietrificate sono stati trovati diversi fossili di alghe con alti contenuti di ferro, che confermano la tesi della presenza in acqua di grandi quantità di minerali ferrosi.

Il fenomeno delle morti di massa di animali marini si verificò più di una volta in un arco di tempo compreso tra i 10mila e i 16mila anni. È stato possibile scoprirlo perché i fossili sono presenti in diversi strati di suolo.

Il Cerro Ballena è considerato un sito molto importante dai paleontologi e dagli evoluzionisti, perché i suoi fossili danno una fotografia senza precedenti sulle caratteristiche di diverse specie marine milioni di anni fa, nell’epoca geologica che si chiama Miocene e che copre complessivamente un periodo che va da 23 a 5 milioni di anni fa.