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  • domenica 12 gennaio 2014

E le proteste in Ucraina?

Continuano, malgrado se ne parli meno: venerdì un politico dell'opposizione è stato picchiato dalla polizia, oggi c'è stata un'altra grande manifestazione a Kiev

Domenica 12 gennaio migliaia di persone hanno manifestato contro il governo in piazza dell’Indipendenza a Kiev, la capitale dell’Ucraina. La protesta fa parte di un movimento che da molte settimane chiede le dimissioni del governo di Viktor Yanukovych e una maggiore vicinanza del paese all’Unione Europea. I manifestanti chiedono anche la liberazione di Yulia Tymoshenko, ex presidente dell’Ucraina che si trova in carcere da oltre due anni dopo essere stata condannata per abuso di potere e appropriazione indebita.

Le proteste hanno ripreso vigore in questi giorni dopo gli scontri di venerdì 10 gennaio tra manifestanti e poliziotti davanti a un tribunale a Kiev, in cui era in corso il processo contro alcuni militanti di estrema destra (numerosi movimenti ultra-nazionalisti hanno affiancato le manifestazioni di queste settimane). Durante gli scontri sono rimaste ferite decine di persone, tra cui Yuriy Lutsenko, ex ministro dell’Interno e uno dei principali politici dell’opposizione. Lutsenko ha riportato diversi ematomi e ferite alla testa. Dopo due giorni passati in terapia intensiva è stato rilasciato dall’ospedale domenica mattina. Il 25 dicembre era accaduto qualcosa di simile, quando l’aggressione della giornalista e attivista dell’opposizione Tetyana Chornovol aveva causato una serie di scontri tra manifestanti e poliziotti.

Le proteste durano da otto settimane e sono cominciate dopo che il presidente Yanukovych aveva interrotto una serie di colloqui con i leader dell’Unione Europea. Lo scopo delle trattative era avvicinare l’Ucraina al percorso che porterebbe il paese a entrare nell’Unione Europea. Yanukovych ha dichiarato di aver interrotto i colloqui su pressione della Russia, che è ostile all’avvicinamento dell’Ucraina all’Europa. A dicembre Yanukovych e il presidente russo Vladimir Putin hanno firmato un accordo con cui il governo russo si è impegnato a tagliare il prezzo del gas che viene esportato in Ucraina, e ad acquistare circa 10 miliardi di euro in titoli di stato ucraini. Le proteste non si sono fermate nel periodo di Natale e Capodanno: per tutto il mese di dicembre e per i primi giorni di gennaio gruppi di manifestanti hanno continuato a occupare piazza dell’Indipendenza, diventata il simbolo del movimento di protesta. A causa delle festività, però, nelle ultime settimane il numero dei manifestanti è sceso considerevolmente. Secondo David Stern, corrispondente della BBC da Kiev, le prossime settimane saranno cruciali per capire il futuro del movimento di protesta. Dalla rivoluzione arancione del 2004 (che portò all’annullamento delle prime elezioni vinte da Yanukovych) nessuna protesta in Ucraina ha attirato così tante persone. Finora, però, nessuna delle richieste dei manifestanti è stata accolta.

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