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  • giovedì 3 ottobre 2013

Il Gambia è uscito dal Commonwealth

Lo ha annunciato Yahya Jammeh, presidente del paese dal 1994, dicendo che si tratta di un'istituzione neo-coloniale

Il governo del Gambia ha annunciato con un comunicato alla televisione di Stato la sua uscita dal Commonwealth, definendolo una istituzione neo-coloniale: «Il governo si ritira dal Commonwealth in qualità di membro e decide che il Gambia non farà mai più parte di un’istituzione che rappresenta un prolungamento del colonialismo». La decisione avrà effetto immediato ed è stata presa senza fornire altre spiegazioni.

Il Gambia, una nazione dell’Africa occidentale, faceva parte del Commonwealth da 48 anni. Il Commonwealth delle Nazioni (conosciuto in passato anche come Commonwealth Britannico) è un’organizzazione intergovernativa di 54 stati membri indipendenti che precedentemente (eccetto qualcuno) facevano parte dell’impero britannico. Il Commonwealth è stato fondato nel 1931 e nello Statuto di Westminster viene definito come «alleanza comune» di alcuni domini alla corona «liberamente associati». La forma moderna del Commonwealth nacque nell’aprile del 1949 durante una riunione dei membri a Londra: fu stabilito che potevano farne parte anche nazioni con strutture costituzionali non operanti in base alla Corona.

Formalmente è presieduto dalla Regina Elisabetta II. L’appartenenza è puramente volontaria e i governi membri possono scegliere in qualsiasi momento di abbandonarlo. L’importanza politica ed economica dell’organizzazione negli ultimi anni è diminuita. I principali obiettivi del Commonwealth restano la cooperazione e lo sviluppo economico (con particolare attenzione a giovani, donne e piccole imprese), la promozione della democrazia e dei diritti umani. Il Commonwealth è stato spesso criticato perché al suo interno vi sarebbe una parte di membri dominanti, il cosiddetto “Commonwealth dei bianchi”.

Lo Zimbabwe, proprio in base a queste critiche, decise di non farne più parte nel 2003. Da ieri, anche il Gambia. Due anni fa l’attuale presidente del Gambia, Yahya Jammeh, arrivato al potere nel 1994 con un golpe, aveva accusato il Regno Unito di aver sostenuto i suoi oppositori in vista delle elezioni. All’inizio di quest’anno il Foreign and Commonwealth Office ha denunciato la violazione continua dei diritti umani in Gambia, parlando di casi di detenzione illegali, di chiusura di giornali e di discriminazione contro le minoranze. Il governo del Regno Unito, dopo la decisione del paese africano di ritirarsi dall’organizzazione, ha fatto sapere di esserne «molto rammaricato».

foto: AP Photo/Andrew Burton,Pool

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