Ultime dalla crisi di governo

Letta "illustrerà in parlamento" mercoledì, i berlusconiani registrano i dissensi interni più grandi della loro storia

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha visto domenica sera al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dopo l’incontro un comunicato ha annunciato che Letta riferirà in parlamento sulal crisi di governo. Poco più tardi, ospite al programma televisivo Che tempo che fa su Rai3, Letta ha spiegato che andrà in parlamento mercoledì.

Sabato sera Silvio Berlusconi ha annunciato il ritiro dal governo dei quattro ministri del PdL. Dopo aver annunciato le loro dimissioni, i ministri hanno espresso un certo dissenso, in un modo mai visto per il PdL. Tre di loro, Gaetano Quaglieriello, Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi hanno tutti annunciato la loro preoccupazione per la piega che sta prendendo la nuova Forza Italia e hanno dichiarato che se il nuovo partito sarà pieno di «estremisti» loro non ne faranno parte. Alfano si è in qualche modo associato alle loro parole, dichiarando che se Forza Italia diventerà un partito estremista, allora lui diventerà «diversamente berlusconiano». Il quarto ministro, Nunzia di Girolamo, ha dichiarato di restare al fianco di Berlusconi, ma da «moderata».

Non è chiaro nemmeno cosa abbia intenzione di fare lo stesso Berlusconi. Con un messaggio ad una festa del PdL in Campania, Berlusconi ha dichiarato di volere il «voto subito». Poche ore dopo, però, con un messaggio pubblicato sul sito di Forza Italia, ha parlato della possibilità di appoggiare nuovamente il governo se si impegnerà ad evitare l’innalzamento dell’IVA e nell’abolizione dell’IMU sulla prima casa.

22.16. Su domanda di Fabio Fazio a proposito del compleanno di Berlusconi, Letta ha detto che gli augura “anni di serenità”.

22.06. Complessivamente l’intervento di Letta a Che tempo che fa col governo in crisi somiglia molto a un intervento di Letta a Che tempo che fa senza governo in crisi. Ha chiesto che il governo possa proseguire a fare le cose che deve fare, ha sostenuto che con questa legge elettorale le lezioni non darebbero una maggioranza diversa, ha affermato che la legge elettorale è una priorità sulla quale si stanno facendo passi avanti. Alla domanda se “esclude di candidarsi alle primarie”, Letta ha parlato d’altro.

21.47. Enrico Letta ha appena citato il film Ricomincio da capo a Che tempo che fa, sostenendo che anche a lui sembra di vivere nello stesso giorno che si ripete all’infinito – il giorno della marmotta, come nel titolo originale del film – e che Bill Murray è il suo attore preferito.

21.35. Enrico Letta è ora ospite in collegamento al programma Che tempo che fa su Rai3, appuntamento previsto prima della crisi. Ha annunciato che riferirà in parlamento mercoledì.

20.40. La Presidenza della Repubblica ha diffuso questo comunicato dopo l’incontro tra Napolitano e Letta.

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa sera al Quirinale il Presidente del Consiglio dei ministri on. Enrico Letta, accompagnato dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi.
E’ stata attentamente esaminata la situazione che si è venuta a creare a seguito delle dichiarazioni del Presidente Berlusconi e delle dimissioni rassegnate dai ministri del PdL in adesione a quell’invito.
Il succedersi nella giornata odierna di dichiarazioni pubbliche politicamente significative dei ministri dimissionari, di vari esponenti del PdL e dello stesso Presidente Berlusconi ha determinato un clima di evidente incertezza circa gli effettivi possibili sviluppi della situazione politica. Da ciò il Presidente del Consiglio ha tratto, d’intesa con il Presidente della Repubblica, la decisione di illustrare in Parlamento – che è la sede propria di ogni risolutivo chiarimento – le proprie valutazioni sull’accaduto e sul da farsi.
Il Presidente del Consiglio concorderà la data dei dibattiti con i Presidenti delle Camere.

Roma, 29 settembre 2013

 

Il presidente del Consiglio Enrico Letta è stato domenica sera colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’incontro era stato annunciato già stamattina, dopo che sabato sera Silvio Berlusconi ha annunciato il ritiro dal governo dei quattro ministri del PdL. Dopo aver annunciato le loro dimissioni, i ministri hanno espresso un certo dissenso, in un modo mai visto per il PdL.

Tre di loro, Gaetano Quaglieriello, Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi hanno tutti annunciato la loro preoccupazione per la piega che sta prendendo la nuova Forza Italia e hanno dichiarato che se il nuovo partito sarà pieno di «estremisti» loro non ne faranno parte. Alfano si è in qualche modo associato alle loro parole, dichiarando che se Forza Italia diventerà un partito estremista, allora lui diventerà «diversamente berlusconiano». Il quarto ministro, Nunzia di Girolamo, ha dichiarato di restare al fianco di Berlusconi, ma da «moderata».

Non è chiaro nemmeno cosa abbia intenzione di fare lo stesso Berlusconi. Con un messaggio ad una festa del PdL in Campania, Berlusconi ha dichiarato di volere il «voto subito». Poche ore dopo, però, con un messaggio pubblicato sul sito di Forza Italia, ha parlato della possibilità di appoggiare nuovamente il governo se si impegnerà ad evitare l’innalzamento dell’IVA e nell’abolizione dell’IMU sulla prima casa.

19.00 – Il presidente del Consiglio Enrico Letta è arrivato al Quirinale per l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

18.45 – Anche il presidente del Consiglio Enrico Letta, che questa sera dovrebbe incontrare il presidente della Repubblica Napolitano, è tornato a parlare della crisi di governo. Al termine di un convegno organizzato a Roma dalla Comunità di S. Egidio ha dichiarato: «Noi ce la metteremo tutta, perché siamo determinati, ma lasciatemi dire che se vi scapperà qualche preghiera, in questi giorni, per l’Italia, sarà gradita».

18.30 – Angelino Alfano ha pubblicato un aggiornamento sulla sua pagina di Facebook in cui sembra, in qualche modo, associarsi alle proteste dei ministri del PdL che oggi hanno parlato di Forza Italia come di un partito che rischia di finire nelle mani di alcuni «estremisti».

Sono berlusconiano e leale. La mia lealtà al presidente Berlusconi è longeva e a prova di bomba. La lealtà non è malattia dalla quale si guarisce. Oggi lealtà mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo. Se prevarranno quegli intendimenti, il sogno di una nuova Forza Italia non si avvererà. So bene che quelle posizioni sono interpretate da nuovi Berlusconiani ma, se sono quelli i nuovi berlusconiani, io sarò diversamente berlusconiano.

15.30 – Silvio Berlusconi ha pubblicato un messaggio sul sito di Forza Italia. Nel testo spiega nuovamente le ragioni per cui ieri ha chiesto ai ministri di dimettersi: la questione dell’IVA che dovrebbe aumentare martedì e l’abolizione «a metà» dell’IMU sulla prima casa. In fondo al messaggio, però, Berlusconi scrive di essere ancora disposto ad appoggiare il governo ad alcune condizioni.

Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente. Noi ci siamo e ci saremo su tutte le altre misure utili, come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale.

Aggiornamento ore 13.45 – Anche il ministro Maurizio Lupi, come i ministri Beatrice Lorenzin e Gaetano Quagliariello, ha in qualche modo preso le distanze dalla decisione di ieri sera. Nel primo pomeriggio di domenica, Lupi ha dichiarato: «Forza Italia non può essere un movimento estremista in mano a degli estremisti. Noi vogliamo stare con Berlusconi, con la sua storia e con le sue idee, ma non con i suoi cattivi consiglieri. Si può lavorare per il bene del Paese essendo alternativi alla sinistra e rifiutando gli estremisti. Angelino Alfano si metta in gioco per questa buona e giusta battaglia».

***

La situazione del governo dopo l’annuncio sabato sera delle dimissioni dei ministri del PdL è ancora molto confusa e gli avvenimenti successivi hanno reso il quadro ancora più complicato. Le dimissioni dei ministri non sono ancora state ufficializzate, mentre Berlusconi ha fatto sapere di voler andare al voto al più presto. Nel frattempo ci sono diverse altre questioni da risolvere: a partire dall’IMU e dall’IVA per finire con la decadenza di Berlusconi.

Cosa dice Napolitano
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è espresso sulla possibilità di elezioni anticipate, dichiarando domenica mattina, prima di un incontro con la comunità ebraica a Roma: «Siamo in una fase un po’ criptica…io cercherò di vedere se ci sono le possibilità per il prosieguo della legislatura» e ha aggiunto: «Procederò con un’attenta verifica dei precedenti di altre crisi, a partire dalla crisi del secondo governo Prodi». Napolitano dovrebbe incontrarsi con il premier Enrico Letta questa sera.

Cosa succede nel PdL
Silvio Berlusconi sembra intenzionato a far cadere il governo e ad andare alle elezioni il prima possibile. Domenica mattina è intervenuto telefonicamente alla festa del PdL di Napoli e ha detto: «Bisogna andare al voto al più presto, queste elezioni le vinceremo».

Secondo i giornali (qui Repubblica e qui il Corriere) il centrodestra non è così compatto sulla decisione di Silvio Berlusconi. Beatrice Lorenzin, uno dei ministri del PdL che ieri hanno annunciato le dimissioni, ha dichiarato che non parteciperà alla nuova Forza Italia e che non condivide la linea di chi sta consigliando Berlusconi in questi giorni. Forza Italia, secondo Lorenzin «ci spinge verso una destra radicale in cui non mi riconosco, chiude ai moderati e li mette fuori senza alcuna riflessione culturale, segnandoli come traditori». Lorenzin ha anche aggiunto un dettaglio sulla decisione di far dimettere i ministri che sarebbe stata presa ieri durante un pranzo a cui «non partecipavano né i presidenti dei gruppi parlamentari, né il segretario».

Dalla nuova Forza Italia si è in qualche misura dissociato anche un altro ministro del PdL, Gaetano Quaglieriello, che domenica mattina ha dichiarato: «Se Forza Italia è questa, io non aderirò. Se ci sarà solo una riedizione di Lotta Continua del centrodestra ne prenderò atto». Anche Fabrizio Chicchitto si è dimostrato critico diffondendo un comunicato ieri sera e aggiungendo oggi che Silvio Berlusconi non ha bisogno «di alcuni estremisti che nelle occasioni cruciali parlano con un linguaggio di estrema destra dall’inaccettabile tonalità anche nel confronto con gli avversari politici, che non dobbiamo imitare nelle loro espressioni peggiori».

Cosa dice il governo
Finora il presidente del Consiglio Letta ha risposto alle dimissioni dei ministri del PdL con un comunicato diffuso sabato sera, in cui accusa Berlusconi di aver provocato la crisi per coprire le sue vicende personali utilizzando l’alibi dell’aumento di IVA e IMU.

Berlusconi per cercare di giustificare il gesto folle e irresponsabile di oggi, tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali, tenta di rovesciare la frittata utilizzando l’alibi dell’IVA. La responsabilità dell’aumento dell’IVA è invece proprio di Berlusconi e della sua decisione di far dimettere i propri parlamentari mercoledì, fatto senza precedenti, che priva il Parlamento e la maggioranza della certezza necessaria per assumere provvedimenti che vanno poi convertiti. Per questo, ieri si era deciso di andare al chiarimento parlamentare e si era concordemente stabilito di posporre a dopo il voto in Parlamento i provvedimenti economici necessari. Gli italiani sapranno rimandare al mittente una bugia così macroscopica e un simile tentativo di totale stravolgimento della realtà. In Parlamento ognuno si assumerà le proprie responsabilità d’innanzi al Paese.

Le questioni irrisolte
Secondo gran parte dei commentatori il motivo principale che ha spinto Berlusconi a far dimettere i suoi ministri è la faccenda della decadenza. La storia è arrivata a questo punto: oggi Berlusconi ha presentato la sua memoria difensiva alla giunta per le elezioni in Senato. La giunta si riunirà nuovamente il 4 ottobre, quando dovrà votare su una relazione favorevole alla decadenza di Berlusconi. Probabilmente la giunta voterà a favore e quindi la questione passerà al Senato, che con un voto deciderà se approvare la proposta formulata dalla giunta. Data l’immediata vicinanza del 4 ottobre, se il governo dovesse cadere i lavori della giunta non dovrebbero essere interrotti (prima di arrivare all’eventuale – eventuale – scioglimento delle camere ci sarebbero le consultazioni di Napolitano).

Sia nel comunicato di sabato sera che nella telefonata di domenica mattina alla festa del PdL, Berlusconi ha ribadito che la ragione per cui ha fatto cadere il governo è l’aumento dell’IVA. La storia è questa: venerdì 27 settembre il Consiglio dei ministri ha rinviato il decreto che avrebbe prorogato a gennaio l’aumento dell’IVA – dal 21 al 22 per cento – previsto da una precedente manovra finanziaria. Se non saranno prese altre misure nelle prossime ore, l’aumento scatterà automaticamente martedì primo ottobre. La motivazione, ha spiegato il presidente del Consiglio Letta, è dovuta “all’impossibilità di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la continuità dell’azione di governo”. In caso di caduta del governo è molto probabile che venga sospesa anche l’abolizione dell’IMU.