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  • sabato 28 settembre 2013

L’ONU ha votato sulla Siria

La risoluzione impone ad Assad di distruggere le armi chimiche in nove mesi, ma se non lo farà bisognerà votare di nuovo per approvare l'intervento militare

Questa notte il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato all’unanimità una risoluzione per mettere in atto la distruzione dell’arsenale chimico del regime siriano. Si tratta della prima risoluzione votata all’ONU sulla Siria dall’inizio della guerra civile, due anni e mezzo fa. Tutti i tentativi precedenti erano stati bloccati dall’opposizione di Cina e Russia.

La risoluzione è il prodotto degli accordi preliminari raggiunti tra Stati Uniti e Russia lo scorso 14 settembre a Ginevra. Il voto è arrivato poco dopo una riunione dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, avvenuta a notte fonda a l’Aia, nei Paesi Bassi. Durante la riunione è stato approvato «un programma accelerato per raggiungere la completa eliminazione dell’arsenale chimico siriano entro la metà del 2014. Questa decisione richiede che le ispezioni in Siria comincino entro il primo ottobre».

La risoluzione fa alcuni riferimenti al Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, tramite il quale il Consiglio di Sicurezza può imporre sanzioni economiche o militari a un paese che non rispetta la risoluzione. In questo caso il Capitolo VII non si applicherà automaticamente: se la Siria non dovesse rispettare la risoluzione non scatteranno né le sanzioni né l’intervento militare, ma sarà necessario un secondo voto a cui la Russia potrebbe, eventualmente, opporsi con il suo potere di veto.

Questo passaggio della risoluzione ha già attirato diverse critiche. Il senatore repubblicano John McCain, uno dei politici americani che in questi mesi hanno spinto di più per l’intervento militare in Siria, ha detto che la risoluzione non possiede «nessun significativo meccanismo di esecuzione e non contiene nemmeno la minaccia dell’uso della forza nel caso il regime di Assad non la rispetti». Timori simili erano già stati espressi da diversi commentatori quando nei giorni scorsi era stata pubblicata la bozza della risoluzione.

Il segretario dell’ONU Ban Ki-Moon ha definito il voto del Consiglio di Sicurezza «storico», ha chiesto al governo siriano di implementare la risoluzione senza ritardi e ha annunciato il tentativo di organizzare una conferenza di pace sulla Siria a Ginevra per metà novembre. Il segretario di Stato americano John Kerry ha dichiarato che «la diplomazia può essere così potente che è in grado di disarmare le peggiori armi della guerra pacificamente».

 

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