• Mondo
  • giovedì 12 settembre 2013

Visi di un campo profughi in Libano

La fotografa di Associated Press Nariman El-Mofty ha fatto alcuni ritratti ai profughi siriani del campo di al-Faour, in Libano

Nel campo profughi di al-Faour, nella valle della Bekaa, nel Libano orientale, circa 200 profughi siriani vivono insieme in alcune tende piantate al confine con la Siria. Il piccolo campo offre una parziale protezione per le persone che sono state costrette a lasciare le loro case a causa della guerra civile che si sta combattendo da più di due anni in territorio siriano.

Le condizioni igienico-sanitarie del campo profughi, spiega Associated Press, sono pessime. Come in molti altri campi di questo tipo che si sono sviluppati soprattutto dall’inizio del 2013 in Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto, c’è a malapena acqua corrente e le tende non sono fornite di elettricità. La fotografa di Associated Press, Nariman El-Mofty, ha fatto alcuni ritratti degli abitanti di al-Faour, che mostrano donne e bambini passare il tempo fuori e dentro le tende del campo, con gli abiti stracciati e le scarpe rovinate.

Il Libano, un piccolo paese di circa 4,5 milioni di abitanti, ospita ufficialmente più di 700mila profughi, la maggior parte dei quali ha lasciato la Siria nel corso degli ultimi sette mesi a causa della guerra. Secondo il governo libanese, comunque, il numero dei profughi nel paese sarebbe molto più alto – supererebbe il milione – se si considerano anche le persone che non sono state registrate formalmente dalle autorità.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.