Obama e la guerra

Nel corso di una conferenza stampa al G20 di San Pietroburgo, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha risposto a numerose domande sul suo piano di attuare un intervento militare in Siria, contro il regime siriano per il suo presunto utilizzo di armi chimiche nell’attacco del 21 agosto a est di Damasco. Obama ha confermato che tra i paesi del G20 non c’è una posizione univoca sull’opportunità dell’intervento, ma che comunque la maggior parte dei paesi concorda sul fatto che siano state usate armi chimiche e che sia necessario fare qualcosa. Ha poi spiegato che senza alcuna reazione gli Stati Uniti e la comunità internazionale sarebbero a rischio:

Oltre 1.400 persone sono state uccise col gas! Oltre 400 di queste erano bambini. Non si tratta di un’invenzione. Non si tratta di una scusa che stiamo usando come scusa per agire militarmente… Io sono stato eletto per finire le guerre, non per iniziarle.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di più, e migliori.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la newsletter, una quota minore di inserzioni pubblicitarie, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.