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  • mercoledì 28 Agosto 2013

Perché leggere Jonathan Coe

Guida e suggerimenti ora che esce il nuovo libro, intitolato Expo 58

Il 28 agosto esce in Italia, pubblicato come sempre da Feltrinelli, il nuovo libro di Jonathan Coe: che è uno dei romanzieri inglesi più bravi in circolazione da un pezzo. Questo libro si intitola Expo 58 e racconta la storia di Thomas Foley – un giovane impiegato che lavora per l’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958 e che viene incaricato di gestire un pub all’interno del padiglione inglese, e da lì trascinato in giri loschi di diversi generi. È il decimo romanzo di Coe: i più famosi sono La famiglia Winshaw e La banda dei brocchi, che ha pubblicato rispettivamente nel 1995 e nel 2002 (La banda dei brocchi è stata anche adattata dalla BBC in una miniserie televisiva).

Coe è sposato e ha due figli: viene descritto come una persona molto timida – appare poco sui giornali e in televisione, e in generale preferisce presentare i propri libri in piccole librerie. Prima di avere successo come scrittore ha lavorato per parecchio tempo come correttore di bozze, e per un certo periodo si è dedicato molto alla musica – negli anni Ottanta era il tastierista di “Wanda and the Willy Warmers”, un gruppo femminile di cabaret. Il titolo originale della Banda dei brocchi, “The Rotters’ Club”, è il titolo del secondo disco degli Hatfield and the North, una band progressive rock inglese semisconosciuta.

Al Guardian Coe ha raccontato che i suoi libri vendono molto di più all’estero («più del quadruplo rispetto all’Inghilterra»), in particolare in Francia e in Italia: «i miei libri danno uno spunto per capire come gli inglesi pensano e parlano, e sulle cose che sono successe qui in politica. Sono etichettato come il modello di un certo tipo di narrativa inglese». Nella stessa intervista ha aggiunto che l’ultima volta che era stato fermato in strada, a Londra, lo aveva riconosciuto un turista italiano.

Le storie di Coe – che hanno una leggerezza e un umorismo sempre paralleli al racconto – sono spesso dedicate a protagonisti con grossi problemi relazionali o affettivi: Coe descrive i loro schemi mentali e – spesso – i guai che li hanno direttamente costruiti. Benjamin Trotter, il ragazzo protagonista della Banda dei brocchi, parla pochissimo, passa le ore a registrare nella sua stanza un disco di progressive rock da solo, ed è innamorato della ragazza più bella e risaputamente frivola del liceo. Promesso genio ma al contempo piuttosto ottuso, incomprensibile agli occhi dei suoi stessi amici, è un personaggio originalissimo e familiare insieme – in cui Coe ha messo molto di sé, «prendendosi parecchio in giro».

Coe poi è soprattutto bravo a raccontare storie: è credibile, il contorno dei personaggi secondari è accurato e fertile, le vicende appassionano. I suoi personaggi femminili sono molto apprezzati – Maria, la protagonista del suo primo romanzo Una donna per caso, è uno suoi personaggi più riusciti – e lui stesso ha detto che avrebbe preferito nascere donna:« Non mi sento abbastanza forte per cambiare sesso chirurgicamente, ma essere in grado di scrivere mettendosi nei panni di una donna dovrebbe essere fondamentale, per uno scrittore».

Coe racconta, e non spiega: come quando attraverso un dialogo di qualche pagina inquadra perfettamente un personaggio, un ambiente, una situazione. In L’amore non guasta la condizione del protagonista Robin, che nel libro si trascina attraverso un lunghissimo dottorato in letteratura, è perfettamente sintetizzata in un dialogo fra un suo collega e un professore.
Allo stesso modo, nella Banda dei Brocchi, Coe dà un’idea di cosa volesse dire vivere a Birmingham negli anni Settanta attraverso quello che dicono e fanno un gruppo di adolescenti e i loro genitori: insegna molte cose sulle lotte sindacali e su Margaret Thatcher, senza che questi vengano nominati più di qualche volta.

Jonathan Coe sarà in Italia il 31 agosto e il 2 settembre, rispettivamente a Sarzana e a Parma, per presentare Expo 58.

foto: ADRIAN DENNIS/AFP/Getty Images