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  • martedì 20 Agosto 2013

Iniziano i playoff di Champions League

Stasera il Milan si gioca l'accesso al più importante torneo di calcio in Europa (e molti soldi) contro una temibile squadra olandese: storie e cose da sapere

Oggi, 20 agosto, iniziano i playoff di Champions League, la più importante competizione europea per squadre di calcio: si tratta dell’ultimo turno preliminare prima della fase finale che inizierà il 17 settembre, nella quale sono previsti otto gruppi da quattro squadre ciascuno. I playoff sono disputati da 20 venti squadre, che sono state accoppiate da un sorteggio effettuato il 9 agosto e si affronteranno in una partita di andata e una di ritorno: le 10 squadre qualificate entreranno nella fase a gironi.

A partire dalla scorsa stagione il campionato italiano qualifica alla fase a gironi le prime due classificate della stagione precedente – Juventus e Napoli – mentre porta ai playoff la terza classificata (fino a poco tempo fa il terzo posto qualificava per la fase finale, ma ci arriviamo). La squadra italiana che giocherà i playoff è il Milan, che stasera in Olanda affronterà il PSV Eindhoven: il ritorno si disputerà il 28 agosto a Milano.

È forte questo PSV?
È probabilmente la squadra più forte che poteva capitare al Milan: ha un passato notevole, ha vinto 21 volte il campionato olandese, ha già vinto la Coppa dei Campioni, è stata la squadra di Romàrio, Ronaldo, Van Bommel, Robben. Quest’estate ha venduto alla Roma il suo giocatore più forte, Kevin Strootman, ma ha ancora buoni giocatori come l’attaccante sloveno Tim Matavž e il difensore olandese Jeffrey Bruma. Ha vinto le prime tre partite del campionato olandese segnando 11 gol e subendone 2. L’allenatore è Philip Cocu, ex giocatore del Barcellona e capitano della nazionale olandese.

È così importante qualificarsi alla fase a gironi?
Sì, e non solo per la questione sportiva e la gioia dei tifosi. Ci sono in ballo molti soldi: ogni squadra qualificata alla fase finale riceve dalla UEFA un premio base di 8,6 milioni di euro, che però aumentano a seconda dei risultati. Per ogni vittoria nel girone ogni squadra riceve un milione di euro, mentre un pareggio paga circa 500.000 euro; qualificarsi agli ottavi rende 3,5 milioni, ai quarti 3,9 e così via (il premio per la squadra vincitrice è di 10,5 milioni). Una quota – variabile di anno in anno – è riservata poi ai diritti televisivi: l’anno scorso la UEFA ha distribuito fra le squadre partecipanti alla Champions League circa 400 milioni di euro, a seconda dell’importanza del mercato televisivo del paese a cui appartiene la squadra. Con questo meccanismo il Milan, ad esempio, ha ricevuto dalla UEFA più di 36 milioni di euro, a fronte dei 5 milioni ricevuti dal Galatasaray, la più importante squadra turca, che pure è stata eliminata agli ottavi di finale come il Milan. Questi soldi permettono così alle squadre di comprare altri giocatori o di non essere costrette a venderne.

Quando sono iniziati i preliminari?
Il primo turno si è giocato fra il 2 e il 9 luglio 2013 ed era riservato alle squadre vincitrici dei campionati di San Marino, Andorra, Fær Øer e Armenia. Lo Shirak, la squadra armena, ha eliminato il Tre Penne, i campioni di San Marino, con un punteggio totale di 3-1; i Lusitanos di Andorra hanno perso contro lo EB/Streymur per 7-3 fra andata e ritorno.

Altre partite interessanti dei playoff di stasera: Lione-Real Sociedad, Fenerbahce-Arsenal.

Una squadra ha mai vinto la Champions League partendo dai playoff?

Sì, il Manchester United nella stagione 1999, il Milan nel 2003 e nel 2007, il Liverpool nel 2005 e il Barcellona nel 2009.

Come funziona il sorteggio dei playoff?
Le 20 squadre partecipanti ai playoff vengono divise in due gruppi da 10 in base al loro coefficiente UEFA: nel primo gruppo vanno le 10 squadre con il coefficiente più alto, e nel secondo gruppo le altre 10. Il sorteggio è fatto in modo che vengano accoppiate una squadra del primo gruppo e una del secondo, così che diminuisca il rischio che passi alla fase a gironi una squadra troppo debole. Il coefficiente UEFA è un punteggio attribuito ad ogni squadra in base ai risultati ottenuti nelle cinque stagioni precedenti nelle competizioni internazionali: una vittoria nel girone di Champions League vale due punti, il doppio di quanti ne riceve una squadra eliminata al secondo turno preliminare (che quindi per quella stagione non ha la possibilità accumularne altri) e così via (qui una spiegazione più approfondita, a pagina 48).

Il metodo del coefficiente è applicato dall’UEFA in moltissimi casi, per esempio nella formazione dei gironi della fase finale (dove vengono create quattro “fasce” da otto squadre ciascuna in base al coefficiente, e ogni girone contiene una squadra proveniente da ciascuna fascia), e anche nell’assegnazione dei posti in Champions League per ciascun campionato: ogni torneo nazionale ha un proprio coefficiente UEFA, che equivale grossomodo alla somma dei coefficienti delle singole squadre che hanno partecipato alla Champions League o all’Europa League (una competizione europea di minore importanza) diviso il numero delle squadre partecipanti per ogni nazione. L’Italia è stata recentemente superata in questa particolare classifica dalla Germania: e quindi ha un posto garantito in meno nella fase a gironi della Champions League (e in generale introiti economici minori).

Ci sono state in passato eliminazioni clamorose nei turni preliminari?
Ce ne sono state molte, probabilmente quella che tanti ricordano in Italia è quella dell’Inter nel 2000 contro la semi-sconosciuta squadra svedese dell’Helsingborg: l’Inter perse 1-0 in Svezia il 9 agosto del 2000 e al ritorno, il 23 agosto, pareggiò 0-0 a San Siro. Il centrocampista uruguaiano Alvaro Recoba sbagliò un rigore al 90esimo. Un mese dopo l’allora allenatore dell’Inter, Marcello Lippi, fu esonerato dall’incarico.

foto:Harold Cunningham/Getty Images