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  • sabato 17 Agosto 2013

Sesso: ________

Dal primo novembre, in Germania, i genitori potranno scegliere di lasciare uno spazio vuoto nella casella del genere

Dal primo novembre 2013 in Germania, negli uffici dell’anagrafe, ci sarà la possibilità di lasciare una casella vuota sugli atti di nascita, senza l’obbligo di dover scrivere “maschio” o “femmina”. I genitori potranno insomma scegliere di non determinare il sesso del proprio figlio: in particolare nel caso in cui il bambino presenti caratteristiche di entrambi i sessi, lasciandogli la possibilità di determinare il proprio genere in futuro.

L’idea alla base della legge è quella di non forzare i genitori a fare scelte su eventuali operazioni chirurgiche riguardo al sesso del neonato, dopo che un’indagine di diversi casi simili ha rivelato grandi problemi causati da quelle scelte in età adulta. La legge permetterà alle persone di scegliere la propria identità sessuale una volta cresciute e raggiunta la maturità. Secondo i dati riportati dallo Spiegel, circa un bambino su 4.500 nasce con anomalie genitali di vario genere e di diversa entità.

La Germania è il primo paese europeo ad introdurre l’opzione del “terzo sesso”. Inizialmente non è ancora stato chiarito però se questa possibilità di scelta riguarderà anche altri tipi di documenti personali, come per esempio il passaporto, dove bisogna obbligatoriamente assegnare un genere scelto tra maschio e femmina. Un’importante rivista giuridica di diritto familiare, la Zeitschrift für das gesamte Familienrecht (FamRZ), ha proposto di introdurre l’opzione “X” e questa opzione è stata poi quella adottata dal ministero dell’Interno tedesco.

La legge è stata approvata in Germania a maggio, ma la stampa tedesca ne ha parlato soltanto in questi giorni. All’inizio dell’anno, l’Australia è diventata il primo paese del mondo a introdurre delle linee guida di tipo legale sul riconoscimento del genere. Nel sistema australiano, ogni individuo può scegliere il terzo genere e applicare tale scelta su tutti i documenti personali, a prescindere dal fatto di aver subìto un’operazione per il cambiamento del sesso o di aver fatto terapie a base ormonale. Anche in Finlandia sono stati fatti passi in avanti nel riconoscimento del terzo genere, ma alcuni ostacoli burocratici hanno impedito fino a oggi l’entrata in vigore di una nuova legge.

Foto: Sarah Rice/Getty Images