C’è un accordo per eliminare il roaming?

Gli operatori telefonici e il commissario europeo Kroes hanno trovato un compromesso, dice lo Herald Tribune

Il commissario europeo per l’agenda digitale, l’olandese Neelie Kroes, ha più volte sostenuto la necessità di abolire le tariffe del roaming per i cellulari all’estero, cioè il costo delle telefonate di quando ci troviamo in un paese dell’Unione Europea diverso dal nostro. Si tratta di un progetto molto ambizioso, che ha incontrato fino a oggi l’opposizione degli operatori telefonici. Secondo l’International Herald Tribune – la versione internazionale del New York Times –  il commissario Kroes ha raggiunto un accordo con gli operatori: una specie di compromesso che prevede, in cambio dell’esenzione da una legge che penalizza le società telefoniche, un abbassamento delle tariffe per tutti i paesi dell’Unione. Lo Herald Tribune dice di aver visto una bozza del nuovo regolamento in discussione.

Neelie Kroes tiene molto alla questione del roaming e per questo negli ultimi mesi ha dovuto affrontare anche lo scetticismo di molti parlamentari europei. Oltre all’opposizione delle società telefoniche, il commissario non ha neanche molto tempo per far discutere e magari far approvare le proprie proposte. Il Parlamento europeo terminerà la propria legislatura tra meno di un anno, mentre il mandato dei commissari europei finirà nella seconda metà del 2014. I tempi sono molto stretti e Kroes vuole fare partire il dibattito in tempo, per capire quali proposte possano diventare concrete.

Quanto costa oggi il roaming
Alcune misure in tema di roaming sono state introdotte recentemente: dal primo luglio telefonare e navigare online con il cellulare all’estero è diventato meno costoso dopo che l’Unione Europea ha stabilito una nuova diminuzione dei costi massimi imposti alle compagnie telefoniche. Oggi una telefonata effettuata all’estero non può costare più di 24 centesimi di euro al minuto e tra un anno è prevista un’ulteriore riduzione a 19 centesimi, sempre al minuto. Le chiamate in entrata ricevute all’estero non potranno costare, a chi le riceve, più di 7 centesimi di euro al minuto e nel 2014 il limite sarà posto a 5 centesimi di euro. Gli SMS inviati dall’estero non potranno costare più di 8 centesimi di euro, mentre nel 2014 inviare un SMS dall’estero potrà costare al massimo 6 centesimi. La riduzione dei costi ha riguardato anche la navigazione su Internet all’estero su rete mobile.

Inoltre, a partire da luglio del 2014 il proprio operatore sarà obbligato a inviare un avviso quando viene raggiunto l’80 per cento del tetto di spesa previsto per la navigazione dall’estero. Al raggiungimento del limite massimo la fornitura del servizio deve essere automaticamente sospesa dall’operatore, salvo diversa indicazione da parte del suo cliente.

Il possibile accordo
L’obiettivo del commissario è quello di modificare ancora queste tariffe e secondo quanto riporta l’International Herald Tribune sarebbe stata raggiunta una prima bozza di accordo con gli operatori telefonici. L’accordo si basa su una specie di incentivo per gli operatori: in cambio di una riduzione delle tariffe del roaming, che dovranno essere portate a livello di quelle nazionali, il commissario promette di abrogare una legge approvata l’anno scorso (tra i cui promotori c’era lo stesso commissario) che consentiva ai consumatori, quando si trovano all’estero, di acquistare servizi di roaming da un qualsiasi operatore europeo – anche diverso dal proprio – in modo da poter pagare tariffe più basse.

Questo diritto potrebbe essere rimosso per chi possiede un contratto con uno degli operatori che aderiranno a una specie di alleanza tra società telefoniche: e in questa “alleanza” ci sarà un prezzo fissato a livello europeo e molto più basso dell’attuale. Alcuni operatori però avrebbero detto di essere contrari, scrive lo Herald Tribune citando fonti anonime che stanno collaborando al progetto: nessuno, è stato detto, li può costringere ad abbassare le tariffe più di quanto stabilito dalle leggi attuali.

Il processo legislativo
Questo compromesso potrebbe rappresentare per gli operatori l’unica possibilità per trovare un accordo con i rappresentanti delle istituzioni europee ed evitare un’eventuale eliminazione totale delle tariffe per legge. Il 9 luglio scorso infatti i membri della commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo hanno votato all’unanimità un documento che prevede la fine del pagamento delle tariffe del roaming a partire da luglio 2015. I deputati del Parlamento inizieranno a discutere la proposta a settembre. La possibilità di ridurre ulteriormente o abolire le tariffe del roaming si lega alla creazione di un vero e proprio mercato unico delle telecomunicazioni a livello europeo. Soltanto in questo caso, ha detto Kroes, «il roaming può smettere di esistere, in termini legali ed economici».

L’European Telecommunications Network Operators’ Association (ETNO), l’associazione degli operatori telefonici europei, ha già detto di essere favorevole all’idea di un mercato unico per le telecomunicazioni, soltanto però se si ripenserà complessivamente l’attuale serie di regole sulle telecomunicazioni in Europa.

Foto: Il commissario europeo per l’agenda digitale, Neelie Kroes.
(GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)