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  • giovedì 25 Luglio 2013

Le foto del deragliamento di Santiago

Il punto della situazione sull'incidente in Galizia: ci sono 80 morti e circa 100 feriti, la causa è probabilmente la velocità molto superiore ai limiti

Il video spaventoso del deragliamento di Santiago de Compostela

80 persone sono morte nell’incidente ferroviario a pochi chilometri di distanza da Santiago de Compostela, dove un treno Alvia dell’alta velocità è uscito dai binari nella sera di mercoledì 24 luglio. Le stime sui morti sono continuate ad aumentare nel corso della notte e non è escluso che il numero possa ancora cambiare nelle prossime ore. Secondo le autorità locali della Galizia, la comunità autonoma nel nordovest della Spagna il cui capoluogo è proprio Santiago, nel deragliamento sono rimaste ferite circa 130 persone. Una ventina di queste sono in condizioni molto gravi, ha spiegato il presidente della Galizia, Alberto Nunez Feijo. Dopo una notte di lavoro intorno al convoglio, con circa 200 soccorritori, non risulta ci siano più persone intrappolate nei vagoni.

Il treno era costituito da otto carrozze e due locomotive. Stava trasportando oltre 200 passeggeri e 4 impiegati della società ferroviaria sulla tratta tra Madrid e Ferrol. Era partito da Madrid alle tre del pomeriggio e sarebbe dovuto arrivare a destinazione intorno alle dieci e mezza di sera. Era un convoglio Alvia S 730, un tipo di treno che può viaggiare sia sulle tratte ad alta velocità sia su quelle tradizionali, raggiungendo al massimo i 240 chilometri orari.

(attenzione: la galleria fotografica contiene immagini forti)

L’incidente si è verificato lungo una curva nei pressi di un centro abitato in cui c’è il limite degli 80 chilometri orari. Stando alle prime informazioni ottenute dai giornali spagnoli, il treno sarebbe arrivato alla curva a una velocità di circa 180 chilometri orari, ben al di sopra del limite imposto per motivi di sicurezza lungo quella sezione della tratta. A causa delle forti sollecitazioni, il treno è deragliato e le sue carrozze si sono ribaltate a terra, dopo essersi scontrate le une con le altre. Considerata la velocità, l’impatto è stato molto forte e ha distrutto diverse protezioni del treno.

La curva dove si è verificato l’incidente era stata definita, già in passato, “complicata” da diversi tecnici ed esperti ferroviari. È collocata alla fine di un rettilineo lungo il quale i treni sono lanciati a una velocità intorno ai 200 – 250 chilometri orari, che deve essere quindi diminuita rapidamente per arrivare agli 80 chilometri orari che consentono di superare la curva in sicurezza. Il tracciato è inoltre misto, quindi la tratta ad alta velocità di nuova costruzione è intervallata con parti della vecchia ferrovia. Il punto in cui si è verificato l’incidente fa comunque parte di un nuovo settore.

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Il giornale El País ha spiegato in un articolo che la linea non fa parte dell’European Rail Traffic System Management (ERTMS), il sistema di controllo del traffico ferroviario che serve per monitorare la velocità dei treni e farli fermare automaticamente nel caso di un limite o di uno stop non rispettati. Nel settore in cui è avvenuto il deragliamento era in funzione un sistema di sicurezza diverso, l’ASFA, che blocca il treno nel caso in cui il macchinista non segua le indicazioni lungo il tracciato, ma che a differenza dell’ERTMS esegue controlli solo in determinati punti della tratta e non continuamente.

I due macchinisti del treno Alvia deragliato nei pressi di Santiago de Compostela sono sopravvissuti all’incidente e uno dei due ha subito segnalato il deragliamento alla propria centrale operativa, ammettendo che il treno andava a una velocità di molto superiore al previsto. Da quanto si è appreso fino a ora, non ha però chiarito le cause della velocità al di sopra del limite di sicurezza. Sembra che entrambi si siano dati da fare per aiutare i passeggeri feriti e rimasti intrappolati tra ciò che rimaneva delle carrozze del convoglio. Non è ancora chiaro se, oltre alla velocità eccessiva, la fuoriuscita dai binari possa essere stata causata anche da altri fattori. Un video ripreso dalle telecamere della ferrovia sembra comunque indicare la velocità come la causa più probabile. Il macchinista alla guida risulta essere indagato dall’autorità giudiziaria.

Il deragliamento di Santiago è il primo nel suo genere per una linea ad alta velocità in Spagna ed è il più grave nella storia ferroviaria del paese degli ultimi 40 anni. I primi soccorsi nella zona sono arrivati cinque minuti circa dopo l’incidente e si sono trovati davanti a una scena alquanto impressionante: vagoni semidistrutti e sovrapposti gli uni agli altri, decine di corpi sbalzati fuori dalle carrozze lungo i binari, persone intrappolate all’interno dei vagoni che chiedevano aiuto e decine di feriti da soccorrere rapidamente, alcuni con gravi amputazioni. Alcuni passeggeri non sono stati ancora identificati e non è escluso che si debba ricorrere ai test del DNA per scoprire la loro identità.

I principali ospedali della Galizia hanno ricevuto e trattato decine di persone ferite, alcune delle quali sono tuttora in coma. Nella notte le autorità locali hanno diffuso diversi appelli chiedendo soprattutto alla popolazione di donare sangue.

Le indagini per chiarire le cause dell’incidente sono già partite. Polizia, magistratura e organi di controllo stanno raccogliendo dati e informazioni per ricostruire come sono andate le cose mercoledì sera poco prima del deragliamento del treno Alvia. La velocità eccessiva è una delle ipotesi più concrete, ma per ora non se ne escludono altre. Il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha partecipato mercoledì sera a un Consiglio dei ministri straordinario per fare il punto sulla situazione. Giovedì mattina ha visitato la zona dell’incidente.

Nella sera di mercoledì, la presidenza del Consiglio ha diffuso un comunicato per esprimere vicinanza alle persone ferite e fare le condoglianze ai parenti dei passeggeri morti. Il messaggio pubblicato dal governo conteneva, però, un errore e riportava diverse frasi di un altro comunicato, diffuso in precedenza per fare le condoglianze per le morti del terremoto nella provincia del Gansu in Cina.

Il governo spagnolo ha decretato tre giorni di lutto nazionale per l’incidente a Santiago. In Galizia sono stati decisi sette giorni di lutto.