Il questionario online sulle riforme

Il governo ha messo in rete una "consultazione" in cui si può dire cosa si pensa di bicameralismo, province, presidenzialismo, nell'attesa che qualcuno se ne occupi

Uno dei temi più ricorrenti nel dibattito politico, di suo già alquanto ripetitivo, è quello delle riforme istituzionali. In linea di principio tutti i principali esponenti politici concordano da anni sulla necessità di riorganizzare il modo in cui funzionano le nostre istituzioni, dal Parlamento ad alcuni enti amministrativi, ma in concreto non si è fatto nulla per tradurre nella pratica gli intenti più o meno buoni espressi da comitati, commissioni, gruppi di lavoro e parlamentari in ordine sparso. Le province esistono ancora, il bicameralismo perfetto con Camera e Senato che fanno le stesse cose anche e via discorrendo. Confidando di superare questo blocco cronico, il ministero delle Riforme ha di recente messo online un questionario, per coinvolgere i cittadini e sapere il loro parere sull’eterno tema delle riforme istituzionali.

Prima della formazione del nuovo governo, nel lungo e incerto periodo seguito alle elezioni dello scorso febbraio, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva dato l’incarico ad alcuni esponenti politici ed esperti costituzionalisti di preparare un rapporto sulle riforme istituzionali necessarie per l’Italia. Dopo alcuni giorni di lavoro, il 30 marzo il gruppo di lavoro aveva consegnato una relazione finale, in cui elencava alcune possibili soluzioni per rivedere in parte il funzionamento del governo e del Parlamento, riformare i sistemi di democrazia diretta e le autonomie territoriali.

Il documento non poteva essere, naturalmente, vincolante e i pareri degli esperti sono diventati suggerimenti per aprire una discussione parlamentare. Formato il governo, il nuovo presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha più volte ricordato che entro la fine del proprio mandato dovrà essere affrontato e risolto il problema delle riforme istituzionali. Il ministero competente, quello per le Riforme costituzionali, è stato affidato al senatore Gaetano Quagliariello (PdL), che aveva fatto parte del gruppo di lavoro incaricato dal presidente Napolitano. Non è ancora chiaro come il governo organizzerà i lavori per le riforme: inizialmente si era parlato di un organismo apposito e non solo parlamentare, tuttavia il ministero per le Riforme ha avviato questa prima consultazione pubblica per consentire a chi lo desidera di esprimere il proprio parere su come debba essere cambiata l’organizzazione istituzionale del nostro paese.

La consultazione è stata organizzata su Internet ed è aperta a tutti, attraverso il sito partecipa.gov.it. Il sito propone due questionari, uno breve e uno più approfondito, con domande a risposta multipla. Tra i quesiti ce ne sono alcuni sul tema del presidenzialismo, sulla modifica del bicameralismo perfetto, sui sistemi per migliorare l’efficienza dei parlamentari, sui modi per rendere più efficace lo strumento dei referendum abrogativi e per rendere più efficienti le amministrazioni locali, con l’abolizione delle province e l’accorpamento dei comuni. Il secondo questionario approfondisce ulteriormente questi temi e sul sito sono disponibili materiali e informazioni per capire meglio le domande, che si portano dietro una certa complessità e diverse conseguenze.

La consultazione online è stata avviata l’8 luglio scorso e proseguirà fino all’8 ottobre 2013. Oltre ai due questionari, il ministero delle Riforme sta anche lavorando a una ulteriore fase, che prevede dibattiti e confronti (online e non) tra i cittadini per conoscere le loro opinioni sulle proposte per rivedere il funzionamento delle istituzioni. I pareri espressi saranno poi raccolto in un rapporto, che non avrà né valore statistico né sarà vincolante, ma che darà comunque ulteriori elementi ai gruppi di lavoro che si dovranno occupare delle riforme istituzionali, sopravvivenza del governo e delle sue annunciate intenzioni permettendo.