Il Mansudae Art Studio di Pyongyang

È il più importante laboratorio artistico della Corea del Nord: realizza tutte le opere celebrative del regime ma ha anche molte richieste di lavoro dall’estero

di Antonio Russo – @ilmondosommerso

Il Mansudae Art Studio è un centro artistico di Pyongyang, il più grande e il più importante della Corea del Nord, e fu fondato nel 1959. Occupa un’area di 120 mila metri quadrati (più o meno come 20 campi da calcio) e ci lavorano circa quattromila persone, tra cui un migliaio di artisti formati nelle migliori accademie d’arte del paese. Tutto il ricco materiale iconografico di propaganda del regime – dipinti, le celebri statue alte 20 metri, manifesti, monumenti – proviene da lì: gli artisti del Mansudae sono gli unici incaricati di raffigurare i membri della dinastia Kim e i loro familiari.

La manodopera del Mansudae Art Studio (la dizione inglese con cui si promuove nel mondo) muove anche un giro di affari internazionale – tramite il Mansudae Overseas Project, la divisione commerciale dello studio – ed è molto richiesta all’estero da istituti, musei e governi che commissionano delle opere pubbliche (statue, monumenti, edifici) e le comprano a prezzi che gli addetti ai lavori considerano anche relativamente convenienti. Fin dagli anni Settanta il Mansudae Art Studio ha lavorato alla costruzione di grandi opere commissionate da paesi stranieri, principalmente da stati africani e soprattutto statue enormi.

La Germania è stato finora l’unico paese occidentale ad aver commissionato un lavoro al Mansudae Art Studio, ed è una storia interessante. Nel 2004 il Museo d’Arte applicata di Francoforte – per conto della città di Francoforte – ordinò al Mansudae la riproduzione di una fontana del 1910, la “Fontana delle favole”: il lavoro fu consegnato nel 2006 e il costo complessivo fu di 200 mila euro. Il vicedirettore del museo, Klaus Klemp, ha spiegato al settimanale Businessweek quali furono le ragioni che lo spinsero a rivolgersi agli artisti nordcoreani: «fu una scelta puramente tecnica, perché i migliori artisti tedeschi non fanno più lavori realisti, mentre i nordcoreani non hanno vissuto la lunga evoluzione dell’arte moderna, ed è come se fossero fermi ai primi del Novecento».

La “Fontana delle favole” di Francoforte – realizzata nei primi anni del Novecento dallo scultore austriaco Friedrich Hausmann – era composta da un complesso di sculture che vennero distrutte durante la Seconda guerra mondiale (quelle di bronzo, alla base della fontana, furono fuse per ricavarne armamenti per l’esercito). I progetti originali andarono perduti e gli unici documenti in cui era ancora possibile vedere la fontana erano delle fotografie: servivano scultori in grado di riprodurla a partire soltanto da quelle foto. Nel 2004 il museo si rivolse al Mansudae Art Studio, due anni prima che la Corea del Nord effettuasse i test nucleari che portarono alle tensioni internazionali e all’ulteriore isolamento del regime. Secondo Klemp, «dare l’incarico al Mansudae oggi sarebbe molto difficile».

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