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  • domenica 9 Giugno 2013

Le due Coree si parlano

Due delegazioni si sono incontrate domenica, dopo quasi due anni di tensioni e minacce: ci sono di mezzo questioni commerciali e la Cina

Domenica 9 giugno 2013, due delegazioni di funzionari della Corea del Nord e della Corea del Sud si sono incontrati per una riunione intergovernativa – la prima a distanza di due anni – nel complesso di Panmunjom, che si trova nella zona demilitarizzata al confine tra i due paesi. L’incontro di oggi è stato promosso dalla Corea del Sud, che aveva richiesto inizialmente un incontro nella capitale sudcoreana Seul, ma i funzionari della Corea del Nord avevano preferito di vedersi in maniera più “discreta”.

Secondo quanto scrive BBC, il vero obbiettivo del governo della Corea del Sud sarebbe quello di organizzare, per la prossima settimana, un incontro tra i ministri dei due paesi, come confermato da un portavoce ministeriale alla fine dell’incontro di questa mattina, che si sarebbe svolto «senza intoppi». La decisione da parte dei governi dei due paesi di incontrarsi è stata presa dopo mesi in cui i rapporti si erano invece fatti parecchio tesi, tanto che nel mese di aprile erano state bloccate tutte le attività commerciali nella zona di confine di Kaesong, uno dei simboli principali della collaborazione tra Nord e Sud. Inoltre, a rendere la situazione ancora più complicata c’era stata la decisione della Corea del Nord, il 12 febbraio scorso, di effettuare un test nucleare.

I colloqui sarebbero stati quindi promossi ufficialmente dalla Corea del Sud, ma anche la Corea del Nord, sostiene BBC, avrebbe mostrato un grande interesse perché i rapporti tra i due paesi, soprattutto a livello commerciale, riprendano nelle prossime settimane. Proprio la chiusura del complesso industriale di Kaesong sta creando diversi problemi al governo della Corea del Nord, dato che circa 53 mila lavoratori nordcoreani sono impiegati in più di 120 fabbriche sudcoreane che lavorano in quella zona.

I rapporti diplomatici tra i due paesi, condizionati a volte dalle minacce nucleari della Corea del Nord anche nei confronti di altri paesi, soprattutto gli Stati Uniti, sembrerebbero mostrare un cambio di strategia: la stessa minaccia di attacchi missilistici nei confronti della Corea del Sud si è molto ridimensionata negli ultimi mesi. Nelle minacce ha avuto certamente un ruolo la propaganda nordcoreana, con scopo di rafforzare la leadership di Kim Jong-un, dittatore ancora giovane e da poco al potere.

Un ruolo importante, in questi rapporti, ce l’ha anche la Cina. In queste occasioni, scrive BBC, i funzionari cinesi si sono spesso comportati mantenendo un atteggiamento neutrale, anche nelle fasi di più alta tensione, con lo scopo di mantenere gli equilibri esistenti tra Nord e Sud. Qualcosa, invece, sembra che stia cambiando: nell’incontro di ieri con Barack Obama, il presidente cinese Xi Jinping ha detto che la Corea del Nord deve avviare lo smantellamento nucleare. L’atteggiamento del presidente cinese sarebbe il seguito delle frustrazioni mostrate nei mesi scorsi, quando Xi Jinping ha criticato indirettamente la Corea del Nord per aver creato un allarme tra diversi paesi.

Foto: South Korean Unification Ministry via Getty Images