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  • martedì 4 Giugno 2013

I cacciatori di tornado in Oklahoma

Tre sono morti dopo essere stati travolti dalla tromba d'aria di venerdì scorso, il Washington Post racconta la loro storia

Tre delle persone morte in Oklahoma a causa della tromba d’aria di venerdì 31 maggio erano cacciatori di tornado, persone che rincorrono e fotografano i tornado non necessariamente per fini scientifici. Uno di questi, spiegano sul Washington Post, era Tim Samaras, di 55 anni ed americano: era da anni un collaboratore della rivista National Geographic e nell’ambiente dei cacciatori di tornado era noto per essere uno dei meno spericolati. Con lui sono morti anche il figlio Paul di 24 anni e un suo aiutante, il 45enne Carl Young.

La dinamica dell’incidente è poco chiara: sembra che Samaras abbia cercato di seguire il tornado su una strada che correva parallela a nord rispetto al suo percorso, e che sia stato poi colto di sorpresa da un improvviso cambio di direzione del tornado. Molte strade erano intasate dalle macchine di chi cercava di scappare, preso alla sprovvista dall’arrivo del tornado. Il meteorologo Mike Bettes si è trovato in una situazione simile, ma la sua macchina è stata gettata a poca distanza dal tornado e non ha riportato ferite mortali.


Tim Samaras durante una caccia a un Tornado nel 2009 nel South Dakota

Chris West, il vicesceriffo di Canadian County, una contea a ovest di Oklahoma City, ha dichiarato che «la macchina di Samaras sembrava essere passata in un compattatore di rifiuti. Era grande il 60 o 70 per cento di quanto doveva essere stata. Probabilmente è stata distrutta e compressa mentre veniva trascinata dal tornado. Come se fosse stata appallottolata». Il corpo di Samaras è stato ritrovato dentro la macchina, con le cinture di sicurezza ancora allacciate. I cadaveri del figlio Paul e del suo collaboratore sono stati ritrovati rispettivamente a mezzo miglio a est e a mezzo miglio a ovest rispetto alla macchina.

«Usate un teleobiettivo, per l’amor del cielo. È per questo che sono stati inventati.» ha dichiarato David Hoadley, un amico e collega di Samaras che insegue tornado da 57 anni e che venerdì 31 era nei dintorni di Oklahoma City, per le stesse ragioni di Samaras.

John Francis, il vicepresidente addetto alla ricerca scientifica della National Geographic Society, che negli anni concesse diciotto assegni di ricerca a Samaras, teme che incidenti del genere siano direttamente collegati al numero troppo elevato di persone che negli ultimi tempi tentano di avvicinarsi sempre più ai tornado. «Secondo me è un po’ come per l’Everest: quando hai poche persone che tentano una scalata va tutto bene. Se però hai un sacco di gente, quella volta in cui capita un guaio può essere devastante.»

Negli anni, oltre al circolo sempre più ampio di appassionati, attorno ai tornado si è anche creata un’opportunità per fare soldi: esistono agenzie che offrono dei “tornado tour”, cioè la possibilità di sperimentare ciò che fa un cacciatore di tornado. La Rapid Rotation Storm Tours, una delle agenzie di Oklahoma City che fornisce questo servizio, fa pagare 2.800 dollari a persona per una settimana di giro turistico in cerca di tornado.

Il cacciatore di tornado Tim Samaras, foto: AP Photo/Charlie Neibergall